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Bambina rimane chiusa dentro l’auto sotto il sole: salvata da tre agenti della Penitenziaria

A Padova tre agenti della Polizia Penitenziaria, hanno rotto il finestrino di un’auto per salvare una bambina rimasta chiusa dentro

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Nel pomeriggio di sabato 1 agosto, una bambina è stata estratta da un’auto in via Armistizio a Padova dopo che tre agenti della Polizia Penitenziaria, fuori servizio, hanno sfondato un finestrino per raggiungerla. La piccola non ha riportato conseguenze fisiche e la situazione si è risolta prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco.

Secondo quanto ricostruito, la madre si è accorta che la figlia era rimasta chiusa nell’abitacolo dell’auto: la bambina si trovava sul seggiolino posteriore e solo in quel momento ci si è accorti che tutte le portiere risultavano bloccate.

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Immediatamente la donna ha cominciato a chiedere aiuto ed è stato in quel momento che i tre poliziotti, liberi dal servizio, casualmente di passaggio, hanno sentito le richieste di soccorso.

Gli agenti hanno immediatamente verificato le condizioni della bambina e hanno avvisato i Vigili del Fuoco. Tuttavia, constatando un aumento della temperatura interna al veicolo e una crescente agitazione da parte della piccola, hanno ritenuto necessario intervenire senza ulteriori ritardi.

Per aprire l’auto hanno scelto di rompere il finestrino lato guida, giudicato il punto più sicuro per agire. Una volta infranto il vetro, hanno potuto sbloccare le portiere e riconsegnare la bambina alla madre. L’operazione si è conclusa senza feriti; quando i Vigili del Fuoco sono giunti sul posto, l’emergenza era già risolta.

L’intervento ha suscitato immediatamente la reazione del sindacato SAPPE, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha definito i tre agenti «eroi silenziosi» e ha chiesto che all’operazione venga dato un riconoscimento ufficiale dall’Amministrazione Penitenziaria.
Giovanni Vona, segretario nazionale del SAPPE per il Triveneto, ha evidenziato come anche quando sono fuori dal servizio i Baschi Azzurri non esitino a mettere a disposizione professionalità, equilibrio e coraggio per tutelare la vita delle persone, definendo l’episodio una dimostrazione concreta dello spirito di servizio che anima il Corpo.
Anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha espresso apprezzamento per la prontezza e la professionalità dimostrate dagli agenti, sottolineando il ruolo di sicurezza che la Polizia Penitenziaria svolge non soltanto all’interno degli istituti ma anche nella quotidianità dei cittadini.

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Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso il proprio plauso ai tre agenti per il sangue freddo e la rapidità d’intervento mostrati. Stefani ha ricordato come il lavoro della Polizia Penitenziaria, spesso poco visibile, garantisca legalità e sicurezza in condizioni complesse, e ha evidenziato che il senso di appartenenza al Corpo non si ferma con l’orario di servizio. Nel corso del suo intervento il presidente regionale ha rimarcato il rischio corso dalla bimba a causa del caldo e ha ringraziato gli agenti per aver evitato una drammatica conseguenza. Il Veneto è fiero della sua Polizia Penitenziaria: un presidio indispensabile dello Stato, composto da donne e uomini che ogni giorno operano con competenza, sacrificio e umanità, spesso lontano dai riflettori, ma sempre vicini ai cittadini.

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Mirko R.
Mirko R.
Sono universitario, appassionato di fantascienza e tecnologie. Mi trovate in giro a Mestre e Venezia, ma non solo. Mirko_R@lavocedivenezia.it
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