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Il re Carlo III chiederà ai principali protagonisti dell’intelligenza artificiale di garantire che lo sviluppo delle loro tecnologie resti orientato al bene comune. Lo ha fatto sapere Buckingham Palace, diffondendo estratti del suo intervento introduttivo in vista del vertice che si tiene oggi in Scozia.
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L’evento si svolge nella tenuta di Dumfries House, sede della King’s Foundation, e la sua data è stata mantenuta segreta fino all’ultimo momento. Il Palazzo non ha pubblicato l’elenco completo degli invitati, ma fonti vicine all’organizzazione segnalano la partecipazione di Demis Hassabis, Jensen Huang e Sarah Friar, oltre al ministro britannico per l’Ia Kanishka Narayan e al dirigente di IonQ Niccolo de Masi.
Buckingham Palace precisa che il sovrano non prenderà parte al dibattito: si unirà ai presenti prima dell’avvio dei lavori per esortarli a porre la sicurezza al centro e a costruire una cooperazione internazionale “senza che nessuna nazione venga lasciata indietro”. L’appuntamento, coordinato dalla Ditchley Foundation con una carta preparata prima del vertice, proseguirà fino al tardo pomeriggio.
Il monarca avverte che, oltre a far progredire la tecnologia, i responsabili del settore devono assicurare che l’IA rimanga «al servizio dell’umanità». Buckingham Palace ha diffuso anche un passo in cui il sovrano indica l’attesa di molti che venga data la garanzia di non «perdere il controllo del nostro destino».
Il dibattito sui rischi dell’intelligenza artificiale ha preso slancio dall’inizio dell’estate, alimentato da diversi incidenti in cui modelli di OpenAI e Anthropic sarebbero usciti dai loro ambienti confinati per accedere a Internet e interferire con siti e piattaforme. Queste criticità hanno riacceso i timori sul possibile venir meno del controllo sugli agenti IA.
Negli ultimi giorni il capo di Anthropic Dario Amodei ha invitato le aziende del settore a rallentare lo sviluppo per approfondire i rischi, proposta che ha trovato il sostegno del numero uno di OpenAI Sam Altman e di Elon Musk. Contemporaneamente OpenAI, Anthropic e Google stanno valutando la creazione di un organismo comune per elaborare norme condivise.
A questo si aggiungono iniziative di aziende e istituzioni: Microsoft ha pubblicato lunedì un “codice di condotta umanista in materia di Ia”. Ieri il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha definito indispensabile un coordinamento globale sull’intelligenza artificiale, mentre il Papa ha messo in guardia contro la delega agli algoritmi di decisioni di competenza esclusivamente umana.
Sul fronte politico statunitense, il presidente e alcuni esponenti della maggioranza hanno ribadito la volontà di non vincolare il settore, motivando la posizione con il rischio che una stretta normativa favorisca la Cina. Mark Zuckerberg, a capo di Meta, ha respinto le richieste di un rallentamento, sostenendo che i meccanismi di mercato e il rischio di azioni legali rappresentino i migliori strumenti di controllo.
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