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Tecnico contaminato da Plutonio in un laboratorio. Sogei: “Nessun incidente nucleare”

Una notizia allarmante si è diffusa nel pomeriggio ed ha provocato subito un’interrogazione parlamentare. Il tema, di riflesso, ha riportato l’attenzione sulla gestione della sicurezza nucleare nel nostro paese. Il fatto: al Centro di Ricerca Enea di Casaccia, situato nella periferia nord della Capitale, un lavoratore è stato sottoposto a controlli approfonditi dopo che i […]

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Una notizia allarmante si è diffusa nel pomeriggio ed ha provocato subito un’interrogazione parlamentare. Il tema, di riflesso, ha riportato l’attenzione sulla gestione della sicurezza nucleare nel nostro paese. Il fatto: al Centro di Ricerca Enea di Casaccia, situato nella periferia nord della Capitale, un lavoratore è stato sottoposto a controlli approfonditi dopo che i test hanno evidenziato un livello di radioattività anomalo nel suo corpo, dunque superiore alla norma.
Secondo i primi accertamenti, non ci sarebbero rischi né per la salute dell’operaio né per l’ambiente circostante. Tuttavia, la situazione resta monitorata e sono in corso ulteriori verifiche per determinare la causa esatta della contaminazione.

La vicenda è diventata pubblica a seguito di un’interrogazione presentata da alcuni deputati del Partito Democratico al Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto. I parlamentari, facendo riferimento a “notizie di stampa”, hanno chiesto chiarimenti sull’episodio, avvenuto presso l’ex sito nucleare di Casaccia, attualmente gestito da Sogin, la società pubblica incaricata dello smantellamento degli impianti nucleari.

In una nota ufficiale, Sogin ha precisato che l’evento si è verificato il 21 novembre scorso, durante attività di gestione dei rifiuti radioattivi all’interno dell’impianto denominato “Plutonio”. “Un dipendente è stato interessato da una contaminazione interna che potrebbe aver portato al superamento dei limiti di dose annuali previsti dalla normativa”, si legge nel comunicato.

I monitoraggi effettuati nei giorni successivi e completati venerdì scorso hanno registrato, sempre secondo Sogin, “valori confortanti”. La società ha inoltre escluso categoricamente qualsiasi contaminazione ambientale, ribadendo che non si è trattato di un incidente nucleare.

Il direttore del Dipartimento Nucleare dell’Enea, Alessandro Dodaro, ha sottolineato che le quantità di plutonio presenti nel centro sono estremamente ridotte e che i controlli sono talmente accurati da rilevare persino minime tracce di contaminazione. “In passato abbiamo riscontrato tracce di uranio in dipendenti che bevevano acqua di fonte dei Castelli Romani, senza alcun pericolo per la salute”, ha aggiunto Dodaro, minimizzando i rischi connessi all’evento.

L’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (Isin), l’ente preposto al controllo del settore, ha immediatamente avviato un’ispezione presso l’impianto e raccolto le dichiarazioni dei responsabili per ricostruire la dinamica dell’accaduto. “Non sembrano prefigurarsi conseguenze severe, ma resta fondamentale accertare con precisione quanto avvenuto e garantire che eventi simili non si ripetano”, ha dichiarato Isin in un comunicato. Una seconda ispezione è già stata programmata per i prossimi giorni.

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Il Centro di Ricerca Enea di Casaccia era sito nucleare

Il Centro di Ricerca Enea di Casaccia, attivo dagli anni ’60, è stato in passato un polo per lo studio della produzione di plutonio dall’uranio, attività che si è conclusa nel 1987 con la fine del programma nucleare italiano. Da allora, la gestione del sito è passata a Sogin, che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari dismessi. Anche se il plutonio presente è stato trasferito negli Stati Uniti, nel sito rimangono piccole quantità di materiale radioattivo.

L’episodio ha sollevato legittime preoccupazioni, anche se le verifiche finora effettuate confermano l’assenza di pericoli significativi. Tuttavia, l’evento evidenzia l’importanza di mantenere elevati standard di sicurezza nei siti nucleari, anche quelli ormai convertiti ad altri utilizzi.

ENEA: “NOI ESTRANEI”

Con riferimento al caso di contaminazione del lavoratore dell’impianto Plutonio della Sogin, ospitato presso il Centro Ricerche Casaccia (Roma), Enea precisa di “essere completamente estranea all’evento avvenuto in un’area gestita dal 2003 dalla stessa Sogin, che in un suo comunicato ha comunque escluso essersi trattato di incidente nucleare”.

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Luca Calloni
Luca Calloni
Dee jay e conduttore, è co-fondatore de 'La Voce di Venezia'. Fa ballare migliaia di persone alle feste, tra cui - indimenticabili - quelle del 'Carnevale di Venezia'. Facebook
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