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L’Italia ci riprova: Legge sul nucleare sostenibile: “SI” della Camera

La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, ora in attesa di esame al Senato.

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La Camera dei deputati ha dato il via libera al disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, firmato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin.

Con 155 voti favorevoli, 8 astenuti e 86 contrari, il provvedimento si appresta ora a essere esaminato dal Senato.

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L’obiettivo del governo è quello di ottenere un’approvazione definitiva prima della pausa estiva, in modo da poter emanare i decreti attuativi entro la fine dell’anno. Questo è un passo significativo nel percorso di rinnovamento della politica energetica italiana, che mira a integrare il nucleare sostenibile nella strategia energetica del Paese.

Tra gli astenuti si è distinta la componente di Italia Viva, mentre, oltre alla maggioranza, anche i gruppi di Azione e della componente Pld (Marattin)-misto hanno espresso il loro supporto al disegno di legge. La varietà di posizioni all’interno del Parlamento riflette le diverse opinioni sul nucleare in Italia, una questione che da decenni divide l’opinione pubblica e i rappresentanti politici.

Il testo del disegno di legge delinea chiaramente i campi d’intervento dei futuri decreti governativi. Tra questi sono previsti aspetti rilevanti come la disciplina per la costruzione e l’esercizio di impianti nucleari, compresi i reattori di piccole dimensioni (SMR), i reattori avanzati (AMR) e i micro-reattori. Inoltre, si prevede la produzione di idrogeno attraverso l’energia nucleare, la gestione del combustibile esaurito e la sicurezza nucleare, oltre a una riorganizzazione della governance, con un riordino delle funzioni degli enti competenti.

Il dibattito in aula ha visto un’accesa opposizione da parte dei deputati di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), che hanno protestato esponendo cartelli contro il provvedimento. Angelo Bonelli, leader del partito, ha espresso il suo disappunto, sottolineando come la decisione della Camera rappresenti una violazione della volontà popolare di 55 milioni di italiani, che avevano già espresso il loro rifiuto al nucleare attraverso due referendum.

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In netto contrasto con queste posizioni, il ministro Pichetto ha difeso con vigore il provvedimento, definendolo un “passo importante per il futuro energetico dell’Italia”. Il ministro ha evidenziato come il nucleare sostenibile possa garantire maggiore sicurezza energetica, contribuire alla decarbonizzazione e migliorare l’indipendenza energetica del Paese. “In un contesto globale in cui la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente, il nucleare rappresenta una risposta necessaria”, ha dichiarato.

Pichetto ha anche anticipato che i primi reattori nucleari potrebbero entrare in funzione in Italia nel periodo compreso tra il 2034 e il 2035. Questa prospettiva segna un cambiamento significativo nella strategia energetica italiana, che punta a ridurre la dipendenza dalle fonti estere e a rendere l’energia più accessibile per famiglie e imprese.

La questione del nucleare in Italia è complessa e controversa. Da un lato, ci sono le esigenze di sostenibilità e indipendenza energetica; dall’altro, le preoccupazioni legate alla sicurezza e all’opinione pubblica, che rimane divisa sull’argomento. Il passaggio della legge al Senato sarà cruciale per determinare il futuro del nucleare nel Paese e come si evolverà il dibattito politico e sociale attorno a questo tema.

Balzaimo redattore
Balzaimo redattore
Giornalista professionista, pubblica con questo pseudonimo su La Voce di Venezia. redazione@lavocedivenezia.it
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