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Cresce ancora una volta, seppur lentamente, la pressione dei malati per Covid negli ospedali.
Ci sono ricoveri soprattutto con problemi respiratori negli ospedali italiani e ogni struttura sta valutando la riapertura dei reparti dedicati alla luce dell’andamento dei casi di contagio e di ricovero delle ultime settimane.
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E proprio nel pieno della nuova ondata arrivano le prime proroghe in alcune regioni per tenere aperte le Usca, le squadre speciali di medici e infermieri impegnate fin dal marzo 2020 in prima linea nella lotta contro il Covid, fornendo cura e assistenza domiciliare ai malati che non necessitano di ricovero ospedaliero e ai pazienti in isolamento fiduciario, che si sarebbero dovute chiudere ieri.
Le prime tre regioni a prorogarle sono state l’Emilia Romagna, la Sardegna e le Marche. Il timore è che l’eventuale chiusura di queste strutture aggravi ancora di più la pressione in crescita degli ospedali.
L’ondata di Omicron 5, anche se sta costringendo alcuni grandi nosocomi, come il San Giovanni a Roma a riaprire reparti Covid, non sta mettendo a dura prova il sistema sanitario nel Lazio. Attualmente nella Regione sono disponibili circa 1000 posti letto Covid e ciò viene giudicato sufficiente.
In Lombardia i reparti Covid risultano aperti ma non in tutti gli ospedali della Regione. Ormai da alcuni mesi gli ospedali bolognesi, Policlinico Sant’Orsola e Maggiore, non hanno quasi più reparti Covid dedicati (proprio oggi il Sant’Orsola chiude l’ultimo), ma si è deciso di agire con ‘bolle’ all’interno degli altri reparti specialistici, come per esempio ortopedia, geriatria o neurologia.
Questo avviene dal momento che molti ricoverati sono pazienti ‘con Covid’ più che ‘da Covid’, che si trovano cioè in ospedale per essere curati da altre patologie e che contraggono o hanno contratto il virus. Quando emerge la positività, vengono spostati in stanze dedicate.
Chiamata straordinaria invece in Puglia per tutti i medici ospedalieri di qualsiasi reparto che dovranno prestare servizio nei pronto soccorso “al fine di garantire la copertura dei turni per il periodo estivo” in risposta all’incremento degli accessi nei pronto soccorso dovuto all’ondata di caldo e all’aumento dei casi Covid.
Il presidente della Fiaso (la federazione degli ospedali italiani) Giovanni Migliore conferma l’aumento dei ricoveri per Covid con sindromi respiratorie e polmonari (+ 34,5%), mentre i ricoverati con Covid, (che arrivano in ospedale per altri motivi e vengono trovati positivi), salgono del 10%.
“Praticamente tutti i reparti erano stati riconvertiti ma lo schema organizzativo prevede la possibilità di riaperture veloci”. “Credo sarà indispensabile riaprire i reparti covid nei prossimi 10-15 giorni” ha aggiunto Migliore.
I reparti Covid, spiega, erano stati praticamente tutti riconvertiti in aree multidisciplinari e i pazienti con il Covid vengono trattati in modelli assistenziali differenti: a bolla, cioe’ un isolamento di coorte in reparti non dedicati, e in grandi con aree multidisciplinari con pazienti positivi trattati dagli specialisti di area separate.
“Ora i dati raccolti mostrano un’inversione di tendenza con pazienti che hanno bisogno di assistenza respiratoria. Fino ad ora non abbiamo avuto un incremento nelle terapie intensive ma ci aspettiamo un aumento delle ospedalizzazioni nei prossimi 15 giorni nelle aree intensive e semintensive. Oggi i 15 posti Covid all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII a Bari sono tutti occupati”, ha concluso.
SITUAZIONE GRAVE IN UE
Nessun lockdown, almeno per ora, incombe sulle vacanze. Ma l’allarme covid sale in tutta Europa e non bastano a rassicurare i dati in controtendenza del Portogallo, da dove è partita la sesta ondata della nuova variante Omicron che ha travolto il vecchio continente: il Paese iberico mostra i primi segni di rallentamento dopo più di un mese in cui la curva dei contagi era schizzata all’insù.
“La pandemia è ancora tra noi. I numeri sono di nuovo in forte aumento in Europa” avverte su Twitter la commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides esortando a proteggersi per tutta l’estate “con vaccini e richiami” perché “funzionano contro Omicron e le sue sottovarianti”.
Già ieri l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dichiarato di aspettarsi “alti livelli” di Covid-19 quest’estate in Europa chiedendo un attento monitoraggio del virus dopo che i casi giornalieri sono triplicati nell’ultimo mese.
E il direttore dell’Oms per l’Europa, Hans Kluge, aveva sottolineato il rapporto causa-effetto tra allentamento delle restrizioni e aumento dei contagi.
A certificare la nuova impennata di Covid è il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) con la cartina del contagio che ricorda la fasi più buie della pandemia.
Italia, Portogallo, Francia e Islanda sono interamente colorati in rosso scuro, quindi a rischio elevato. Dello stesso colore anche gran parte della Grecia e la Spagna occidentale. Dopo mesi di calo costante, il ribalzo dei contagi accelera pure nel Regno Unito per la terza settimana di fila, stando ai modelli aggiornati ogni sette giorni dall’Office for National Statistics (Ons).
Le persone infettate sono risalite a 2,3 milioni, oltre 500 mila in più rispetto alla settimana precedente, anche se la curva dei morti resta meno accentuata, e si valuta un’estensione della quarta dose del vaccino finora offerta solo agli ultra cinquantenni e agli immunodepressi.
In Spagna la Società di Medicina d’Urgenza e di Emergenza denuncia le difficoltà di diverse unità di pronto soccorso in strutture sanitarie nell’assistenza dei pazienti a causa dell’ultima ondata di Covid. “Per il momento l’occupazione nelle terapie intensive è stabile”, rassicura la ministra della Sanità Carolina Darias anche se in generale si segnala un aumento dei ricoveri: i malati negli ospedali sono 10.249 contro gli 8.205 di una settimana fa.
Balzo dei contagi anche in Francia, cresciuti del 67% in una settimana: solo nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 133.346. In aumento anche i ricoveri: sono 15.836 pari al 26% in più negli ultimi sette giorni, e i morti: 225.
Il Portogallo è l’unico Paese europeo in cui la situazione è in leggero miglioramento. Secondo l’ultimo rapporto di monitoraggio nazionale, l’epidemia “mantiene un’incidenza molto alta, anche se con un andamento decrescente” e sebbene la mortalità sia in calo il Portogallo rimane il Paese con il maggior numero di decessi giornalieri per milione di abitanti nell’Ue, secondo la piattaforma Our World in Data dell’Università di Oxford: 48,6 morti in 14 giorni per 1 milione di abitanti.
Per quanto riguarda il numero di nuovi casi giornalieri negli ultimi 7 giorni, il Portogallo ha il quarto risultato più alto dietro Lituania, Francia e Grecia mentre fino al 24 giugno scorso era al primo posto.
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