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23 FEBBRAIO 2020 di Angela Vianello

HomeConcorso Letterario La Voce di Venezia23 FEBBRAIO 2020 di Angela Vianello

23 febbraio 2020
Edizione Straordinaria:
le immagini di piazza San Marco scorrono sul video. I festeggiamenti di carnevale sono sospesi.
C’è un virus che dilaga e le autorità decidono di chiudere così il carnevale 2020.
Ci sono pochi turisti, hanno l’aria spaesata. Qualcuno protegge bocca e naso con una sciarpa, un fazzoletto.
Il giorno successivo esco per commissioni. Piazza San Marco è deserta, per strada incontro
pochissime persone e sono veneziani. Provo un senso di libertà, mi sembra impossibile poter
camminare liberamente senza scontrarmi con fiumane di turisti.
Nei locali, nei bar, nei caffè, si incontrano solo veneziani. LA CITTÀ È NOSTRA!
Notiziario-Dalla Sede della Protezione Civile di Marghera SI ORDINA:
Da domani nei locali si entra poche persone alla volta. Nei ristoranti i tavoli devono essere distanti
almeno 1 metro l’uno dall’altro.
Ah! Chi se l’aspettava?! Un virus partito dalla Cina, dove ha fatto tantissime vittime è arrivato
anche da noi!
Intanto Venezia è sempre più bella, più pulita. L’acqua dei canali è limpida, ci sono i pesci, non c’è
più moto ondoso e non c’è più smog.
Notiziario-Dalla Sede della Protezione Civile di Marghera SI ORDINA:
Da domani nei negozi si entra uno alla volta.

Sono in coda. Il pensiero va a mia mamma, quando mi raccontava che in tempo di guerra faceva la
coda per il cibo e la legna.
Notiziario-Dalla Sede della Protezione Civile di Marghera SI ORDINA:
Da domani le scuole sono chiuse.
Che pacchia!!!Eh no! Si studia collegati al pc. Gli insegnanti si devono attrezzare per proseguire il
programma.
Le notizie sono sempre più drammatiche. Nel nord Italia ci sono state tante vittime soprattutto in
Lombardia. Ci sono tante persone ricoverate gravi. Gli ospedali sono saturi. I medici, gli infermieri,
sono allo stremo, non ce la fanno più. Ci sono vittime anche fra di loro e tra i medici di base.
Da oggi siamo ufficialmente in quarantena. Non si può più uscire di casa se non per vere necessità
come spesa, farmacia, lavori urgenti. Ci sono pattuglie di carabinieri, polizia, vigili urbani che
controllano che si rispetti l’ordinanza. Fioccano denunce! Chi può lavora a casa ma tante fabbriche
e aziende chiudono. L’economia è al collasso! La gente ha pochi soldi per mangiare. I viveri
scarseggiano e ci sono sempre più ammalati.

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Il virus dilaga non solo al nord, non solo in Italia ma ormai anche in tutta Europa, in Asia e negli
Stati Uniti. La nostra quarantena è un modello per tutto il mondo.
SIAMO UN’ENORME VIRUS! IL RE DEI VIRUS! IL CORONAVIRUS!
Mi sveglio all’improvviso. Sono tutta sudata, sento il cuore in gola, ho il fiato corto.
Dove sono? Che ora è? Sono nel mio letto. Nella mia camera. Menomale! È stato solo un brutto
sogno.
Mi alzo, mio marito è in cucina che beve il caffè guardando la tv.
Notiziario-Dalla Sede della Protezione Civile di Marghera SI ORDINA:
Da domani bla bla bla…oh no! È tutto vero!!!
Speravo fosse un sogno ed invece eccomi nuovamente in coda al supermercato.
Due carrelli più avanti, c’è quell’antipatica della Cinci.
“Ma come sono brava! Ma come sono brava!” Continua a ripetere dal suo blog e giù a mostrare le
sue pizze, le sue torte, il suo pane. L’ultima volta ha ripulito lo scaffale del supermercato dalla
farina e ha preso un cubetto enorme da mezzo kilo di lievito di birra.

Anch’io ho ripreso a fare il pane, con la pasta madre che curo amorevolmente come una figlia. Ho
proprio bisogno della farina se voglio far vivere il mio caro lievito. Le scorte sono quasi finite.
Spero che la Cinci non prenda tutto!
Ecco è entrata! Poi un’altra persona, poi io.
Dov’è la Cinci? Allungo l’occhio e la vedo in fondo alla corsia, sta puntando lo scaffale delle
farine. Via! Corro per la corsia parallela, svolto e…Bum! I nostri carrelli si scontrano.
“Oh, ciao Cinci!” fringuello “Come va il tuo blog?”
Mi risponde a mala pena, i suoi occhi sono puntati sui due ultimi pacchi rimasti.
“Buonissima quella focaccia!” proseguo con tono sempre più adulatorio.
“Cosa ci farai la prossima volta?” Ecco! L’ho coinvolta nella conversazione e via che parte con
l’elenco.
Finalmente si è distratta e ha mollato la presa. Ora è il momento giusto! Fulmineamente allungo le
braccia, piglio i due pacchi, metto tutto nel carrello e scappo via!
“Ciao ciao Cinci! A presto”. Lei mi guarda attonita, poi guarda lo scaffale vuoto e mi lancia
un’occhiataccia.
Non m’importa! Ho le mie farine. La mia pasta madre è salva!
Cosa non si fa per i figli!!!!

 

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