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giovedì 29 Luglio 2021

170 milioni alla Biennale, però Venezia si spopola. Ditelo che volete un villaggio turistico. Lettere

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Gentile cronista,
C’è molta soddisfazione per l’annuncio da parte del ministro della Cultura Dario Franceschini per la destinazione di ingenti fondi per il progetto di sviluppo e potenziamento delle attività de La Biennale di Venezia.
Addirittura il sindaco Luigi Brugnaro dichiara: “Nel Piano Strategico dei grandi attrattori culturali contenuto all’interno del PNRR, vengono destinati ben 170 milioni di euro per il progetto di sviluppo e potenziamento delle attività de La Biennale di Venezia. Fondi strategicamente fondamentali per la costruzione di un polo permanente di eccellenza nazionale e internazionale”.
Tralasciando che la Biennale aumenta sempre di più gli spazi espositivi in città, tanto che ho visto spuntare suoi cartelloni anche dentro l’Ospedale Civile di Venezia vicino al CUP, cosa che mi ha lasciato letteralmente interdetto, vi rendete conto di come state trasformando la città?
La Biennale ogni anno aumenta i propri spazi (appartamenti privati, giardini della Dogaressa, Celestia, ecc), ma questo lo si deve sopportare: fa il suo lavoro.
Ma come fanno gli amministratori pubblici a non vedere in cosa stanno trasformando la città??
Sta diventando tutto un grande villaggio turistico!

Un grande parco che contiene alberghi, appartamenti e punti di ristoro dove ospitare turisti che vengono a visitare i luoghi da vedere.
Ed è proprio così che ragionano gli imprenditori: tanta gente, tanto pubblico, tanti biglietti e tanti pernottamenti.
Ma possibile che nessuno vi fermi neanche ora che avete ridotto i residenti a 50.000 unità?
Al ministro della Cultura Dario Franceschini voglio dire: divida quei 170 milioni che ha destinato per “sviluppo e potenziamento delle attività de La Biennale di Venezia” e ne destini una parte alla residenzialità, al recupero delle case pubbliche, ad agevolazioni per le giovani coppie, al recupero di attività artigianali.

Una persona di fiducia che assiste le famiglie che perdono la casa mi ha confermato poco tempo fa che c’erano tre sfratti al giorno a Venezia.
Tre sfratti al giorno per finita locazione, qua non si parla di morosità perchè in difficoltà economiche.
Tre sfratti al giorno per finita locazione, vuol dire, nel più tipico dei casi, che il figlio che eredita la casa non rinnova più i contratti alle persone che ci abitano da una vita e li manda via per farci “affitto turistico”.
Tre sfratti al giorno e nessuno ne parla.
E lo spopolamento continua.
Ma dobbiamo essere tutti contenti per i 170 milioni alla Biennale altrimenti si danneggia il progetto del grande villaggio turistico.
Ormai manca poco continuando di questo passo.
Bravi!

Tagliapietra Alfio
Sestiere di Castello

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  1. Non servono case. Serve lavoro. Ma non posti da cameriere. servono imprese e imprenditori veri. Non baristi e albergatori.
    Le case ci sono. Anche troppe.

  2. Esattamente questo. Brava Marta!
    E i nativi stanno andando ormai ad esaurimento.
    Ancora 5 anni per il parco a tema.
    Poi resteranno i “finti residenti” che arrivano con il 4 o con il Mirano alle 8 di mattino a piazzale roma (poi diretto o linea 2 actv) e ripartono di sera.
    Così vogliono Brugnaro e Co.

    • Fo presente che molti di questi “finti residenti” vorrebbero magari essere veri residenti, ma proprio le scellerate scelte amministrative e le azioni dei proprietarj d’immobili contro la residenzialità e a favore del turismo selvaggio impediscono loro di diventarlo.

      Credo pure che sia ora di smettere di parlare di residenzialità, cosa che facciamo da vent’anni senza risultati, e mobilitarsi in modo più serio, deciso e fattuale per garantire un futuro dignitoso ai veneziani e mantenere in vita questa città moribonda.

  3. La stanno trasformando in Disneyland. Terribile! Un caffè al Florian 13euro! Vergognoso! Basterebbe abbassare i prezzi, che tutti si accontentassero e controllo sugli stranieri che acquistano gonfiando il mercato

    • Un caffè in Piazza di Spagna a Roma o Piazza del Campo a Siena pensa costi meno? E comunque non c’entra assolutamente nulla col discorso, i veneziani non se ne vanno per questo. Se ne vanno perché da decenni ormai si punta tutto sul turismo lasciando però morire un tessuto sociale, senza il quale Venezia sta inesorabilmente perdendo la sua identità. Resta quindi solo una isola di pietre millenarie abitata da pochi, resilienti nativi.

    • Il caffè in piedi al banco al Florian, un caffè di grande qualità bevuto in uno dei locali più famosi del mondo, costa 1.1 euro. Stessa cosa allo stellato Quadri. Se si vuole sedere nel plateatico con musica paga il servizio, il supplemento musica, e contribuisce alla tassa di occupazione di suolo pubblico. Ma sta seduta nella piazza più straordinaria del mondo al caffè più straordinario del mondo con la musica e tutto il resto. Secondo lei quando dovrebbe costare?

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