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Allarme Zika, otto casi in Italia

Zika, otto casi in Italia, a quanto pare, tutti ‘importati’ da persone arrivate da viaggi nelle zone a rischio e tutti guariti. L’ultima persona scoperta affetta dal Virus era di ritorno da un viaggio nella Repubblica Dominicana, curata all’Ospedale civile di Venezia. Le sue condizioni sono buone. Sono quattro i casi accertati di Zika in […]

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Zika, otto casi in Italia. Ora è allarme

Zika, otto casi in Italia, a quanto pare, tutti ‘importati’ da persone arrivate da viaggi nelle zone a rischio e tutti guariti.
L’ultima persona scoperta affetta dal Virus era di ritorno da un viaggio nella Repubblica Dominicana, curata all’Ospedale civile di Venezia. Le sue condizioni sono buone. Sono quattro i casi accertati di Zika in Veneto.

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Zika a Roma ha fatto la sua comparsa all’istituto Spallanzani, la struttura che ha gia’ visto e’ gestito la pericolosa epidemia di Ebola curando i due italiani colpiti.

Dall’Onu, intanto, e’ arrivato un appello per permettere alle donne di abortire e di accedere ai servizi di salute pubblica per evitare le nascite in un momento come questo in cui la trasmissione del virus puo’ essere cosi’ grave per i feti.
La microcefalia sembra infatti sempre piu’ un effetto certo che un pericolo possibile. Ma questa ipotesi ha trovato il fermo no da parte dei vescovi brasiliani.

Il contagio attraverso rapporti sessuali è l’altra componente che preoccupa di più gli esperti. Il Cdc statunitense ha pubblicato una linea guida specifica per le donne in gravidanza, in cui si consiglia di evitare i rapporti sessuali o usare il preservativo fino alla nascita del bimbo alle donne i cui partner hanno viaggiato nei paesi interessati. Indicato il test per tutte le donne incinte tornate in America da viaggi in zone in cui il virus Zika è diffuso, anche se non presentano sintomi della malattia.

Il virus Zika è arrivato anche nella capitale Usa: tre casi di contagio a Washington, tra cui una donna incinta, sono stati resi noti dal dipartimento per la salute locale. Tutti e tre i pazienti avevano viaggiato in Paesi dell’America Latina dove avrebbero contratto l’infezione.

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In Italia “abbiamo aumentato il livello di controllo e di monitoraggio nel settore delle trasfusioni, come facciamo sempre nei casi in cui ci sono nuove epidemie con nuovi fattori di rischio”, ha affermato il
ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ricordando che nel nostro paese esiste “un sistema di allerta e sorveglianza che è già attivato”.

Il Centro Nazionale Sangue (Cns) prevede, infatti, che chi ha viaggiato nei Paesi in cui è presente il virus Zika debba aspettare 28 giorni prima di donare il proprio sangue.

Mario Nascimbeni
06/02/2016

(cod viruszi)

(modifica 06/02/2016 | 10.51)

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