Walter Onichini, la moglie: mi hanno chiesto 24.000 di risarcimento entro 8 giorni. Non ce la faccio

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Walter Onichini, la moglie: mi hanno chiesto 24.000 di risarcimento entro 8 giorni. Non ce la faccio
Walter Onichini, odissea infinita. La storia, bene o male, la conosciamo tutti: la Corte d’Appello di Venezia ha confermato la condanna a quattro anni e undici mesi di reclusione a carico dell’uomo che aveva sparato a Elson Ndreca, 29 anni, di nazionalità albanese che, nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2013, fu sorpreso nel cortile mentre stava cercando di rubargli la macchina per scappare, dopo aver già preso portafogli, soldi e tutto quello che aveva potuto dall’interno dell’abitazione.

Ora la moglie del macellaio scrive in Facebook un appello perchè, stanti le spese legali molto alte, se dovessero dare subito al ladro ferito i 24.000 euro che sembrerebbero chiesti dagli avvocati dell’albanese, non avrebbero i mezzi per fare ricorso alla Cassazione.

Due giorni fa i giudici della Corte d’Appello di Venezia hanno infatti confermato la condanna in primo grado per Walter Onichini (4 anni e 11 mesi) confermando anche il risarcimento al ladro: 24.500 di provvisionale in attesa che si pronunci il tribunale civile per la cifra di indennizzo definitivo. (A questa somma andranno poi sommate le spese legali sostenute dal ladro che andranno risarcite anch’esse).

Sara Scolaro, moglie di Walter Onichini (nella foto grande), ha scritto un post in Facebook ieri sera dove chiede aiuto in quanto se dovessero pagare immediatamente la provvisionale decisa dai giudici della Corte d’Appello non avrebbero più il denaro sufficiente per fare ricorso in Cassazione, e senza questo passo la condanna a Onichini diverrebbe definitiva.

Gli avvocati di Elson Ndreca (nella foto piccola), il ladro albanese ferito da Onichini, avrebbero – scrive la moglie in Facebook – infatti chiesto di pagare i 24.000 euro entro 8 giorni.

Questo il post scritto dalla moglie del macellaio ieri sera: L’avvocato del delinquente ieri sera ci ha richiesto i 24.000 euro entro 8 giorni… senza quelli non potremo fare ricorso in Cassazione…”.

Oltre all’appello che fa riferimento alle difficoltà economiche sopraggiunte per affrontare una battaglia legale così grande, la donna esprime la propria amarezza nei confronti degli avvocati della controparte: “Quando dico che gli avvocati che difendono questa gente sono peggio dei loro assistiti non mi sbaglio!!!”.
Parole forti che esprimono tutta l’acredine che monta verso un sistema giudiziario che sembra premiare chi infrange la legge per primo e fa perdere di vista che gli avvocati sono ‘tecnici’ tenuti al miglior comportamento professionale possibile nei confronti dei propri assistiti.

A seguito di questi post di Sara Scolaro si sono scatenati una serie di commenti pieni di minacce e di offese contro i due legali dell’albanese.
L’avvocato Giuseppe Grillo, uno dei difensori di Elson Ndreca, ha però precisato ieri che nessuno ha chiamato la signora Scolaro per chiedere i 24 mila euro entro otto giorni. In realtà non vi sarebbe nessuna scadenza per il pagamento della provvisionale.

Forse una parola percepita con errata interpretazione o comprensione dei termini del risarcimento ha ulteriormente scaldato gli animi già tesi di una vicenda molto sofferta originando l’equivoco.

Di certo c’è da registrare anche la reazione dell’avvocato Grillo che ha fatto sapere come la ‘falsa notizia’ stia provocando insulti e minacce a loro, difensori di Elson Ndreca, tanto che sarà valutato se procedere con querela.

 


 

Riceviamo da parte dell’Avvocato Nunzia Milite la seguente comunicazione inviataci a mezzo Raccomandata A.R. e mail (ricevuta lunedì 17/06/2019 ore 21.23).
La pubblicazione avviene alle ore 22.58 di lunedì 17/06/2019.
 
Egregio Direttore,

Mi riferisco al Suo articolo del 15 giugno scorso “Walter Onichini, la moglie: mi hanno chiesto 24.000 di risarcimento entro 8 giorni. Non ce la faccio”.

Innanzitutto, apprezzo la sensibilità con la quale è stato ricordato nell’articolo che “…gli avvocati sono ‘tecnici’ tenuti al miglior comportamento professionale possibile nei confronti dei propri assistiti…”.

In realtà, non ho ancora fatto i conteggi di quanto debba il sig. Onichini. Devo però ritenere che sua moglie si sia voluta “portare avanti” mobilitando la piazza per una “raccolta fondi” a proprio sostegno economico: liberissima di farlo, naturalmente, ma la sig.ra Scolaro potrà avere un’idea più precisa di quanto dovrà “raccogliere” dopo che avrò fatto la richiesta alla controparte degli oneri della sentenza (che tutti gli avvocati normalmente fanno, indipendentemente dal clamore mediatico delle cause patrocinate).

Detto questo, poiché è un tema che arriva prima alla pancia della gente e poi – con un iter più laborioso – alle loro menti, sono certa che le motivazioni della sentenza chiariranno le differenze tra una difesa domiciliare e i comportamenti tenuti nella vicenda dal sig. Onichini e da sua moglie. Poiché la cifra essenziale del comportamento di un Avvocato è la sua sobrietà di linguaggio, è bene che sia la sentenza a “parlare” con le sue motivazioni.

E, sempre parlando di sobrietà, la discutibile “assimilazione” degli Avvocati ai propri clienti “delinquenti” fatta dalla sig.ra Scolaro parla praticamente da sè: non sarebbe male andarsi a rileggere l’art. 24 della nostra Costituzione.

Cordialmente,

Avv. Nunzia Milite
 
 

Riproduzione Riservata.

 

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