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Il macellaio che sparò al ladro ha perso anche in appello: condanna a 5 anni e risarcimento al ladro

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Il macellaio che sparò al ladro ha perso anche in appello: condanna a 5 anni e risarcimento al ladro

Walter Onichini, il macellaio trentottenne di Legnaro (Padova), che aveva sparato al ladro per “difendersi” da una rapina, non è stato creduto.
Onichini, accusato di tentato omicidio, ha dovuto ascoltare con gli occhi sgranati le parole del verdetto della Corte d’Appello di Venezia.

La rapina e l’eccesso di “legittima difesa”.
La Corte d’Appello di Venezia ha confermato la condanna a quattro anni e undici mesi di reclusione a carico dell’uomo che aveva sparato a Elson Ndreca, 29 anni, di nazionalità albanese che, nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2013, fu sorpreso nel cortile mentre stava cercando di rubargli la macchina per scappare, dopo aver già preso portafogli, soldi e tutto quello che aveva potuto dall’interno dell’abitazione.

Ladro ferito da risarcire.
Onichini dovrà anche risarcire i danni provocati al giovane ladro. La cifra dovrà essere quantificata in sede civile. Nel frattempo è stata confermata la provvisionale di 24.500 euro in favore dell’albanese.


Spese legali da pagare e da risarcire

Il macellaio è stato anche condannato a pagare le spese di giudizio e a risarcire le spese legali a Ndreca, costituitosi parte civile contro di lui.

La vicenda.
Ci sono voluti sei anni per arrivare alla sentenza di secondo grado.
Il caso di Walter Onichini, il macellaio di Legnaro (Padova) che il 22 luglio del 2013 sparò al ladro che insieme a altri complici gli era entrato in casa, intanto è diventata una bandiera di dominio pubblico che separa due posizioni: ‘innocentisti contro colpevolisti’ quando si spara ad un ladro che è entrato in casa.

La nuova legge sulla legittima difesa.
I giudici della Corte d’Appello di Venezia hanno respinto la richiesta di assoluzione che il procuratore generale Giancarlo Buonocore aveva chiesto il 2 aprile scorso, evidentemente non ritenendo retroattiva la nuova legge sulla legittima difesa.
Il macellaio padovano in primo grado venne condannato il 18 dicembre 2017 a una pena di 4 anni e 11 mesi.
La Lega ha fatto di questo caso, come di altri precedenti, la bandiera su cui fare fulcro per ‘allargare’ le maglie della legittima difesa, fino all’approvazione della recente legge.


La Corte d’Appello.

Il 2 aprile scorso, quando in corte d’Appello a Venezia è giunto l’appello per Onichini, la legge non era ancora stata approvata, tuttavia il pg Buonocore ha fatto leva sulle disposizioni legislative vigenti, sostenendo che il tentato omicidio non c’era, al massimo Onichini si poteva incolpare di un eccesso colposo di legittima difesa putativa, indotto a sparare perché riteneva che la sua vita fosse in pericolo, derubricando il reato a lesione colposa, perseguibile su querela da parte del ladro, che però non fu mai presentata. La versione della procura generale però non è stata accolta.

La ricostruzione della rapina.
Quella notte Onichini e la moglie si svegliarono di soprassalto per alcuni rumori sentiti in giardino. L’uomo uscì dal terrazzo della camera da letto, che si affacciava sopra al piccolo piazzale in cui era parcheggiata la sua auto. Quando vide la macchina muoversi prese il fucile e sparò due colpi, uno mentre il ladro usciva dalla macchina, probabilmente per scappare. Una volta in auto, spostò l’albanese sul lato passeggero, aprì il cancello e uscì verso i campi vicini. “Volevo portarlo in ospedale”, era stata la sua versione. Ma in ospedale il macellaio non arrivò mai, abbandonò il ladro a circa un chilometro da casa, in una strada sperduta tra i campi, poi a casa chiamò i carabinieri. L’albanese venne trovato quasi subito: se l’ambulanza non fosse arrivata in tempo sarebbe morto dissanguato. Il macellaio venne subito accusato di tentato omicidio fino alla sentenza di primo grado.

Le reazioni.
Walter Onichini, alla lettura della sentenza, ha mormorato: “A questo punto in Italia è meglio fare i delinquenti”. Il suo legale Ernesto de Toni ha già annunciato l’impugnazione. E i parlamentari veneti della Lega parlano di “sentenza incomprensibile”.
“Walter Onichini condannato a 4 anni e 11 mesi per aver difeso i suoi famigliari e sé stesso da un gruppo di ladri che si introdusse in piena notte in casa sua. Non possiamo che commentare negativamente la conferma della condanna pronunciata dalla Corte d’appello di Venezia che accusa
Onichini di tentato omicidio”, hanno dichiarato in una nota congiunta deputati ed i senatori veneti della Lega. “Una sentenza incomprensibile – prosegue la nota – che minerà ancora di più la fiducia dei cittadini nei confronti della giustizia italiana. Le leggi le scrive il Parlamento e andrebbero semplicemente applicate. Per la Lega il diritto alla difesa, proprio e della propria famiglia, è un diritto imprescindibile. A lui e a tutti i suoi parenti – concludono i parlamentari leghisti – va la nostra vicinanza e totale solidarietà”.

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Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora ed ha collaborato con grandi testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo come inviato o per reportage personali.

3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Io vorrei solo fare capire al sig. Giudice, che c’è una persona si introduce in maniera illegale nella sua abitazione, lo deruba, quando va bene, altrimenti picchiano o addirittura hanno fatto morire delle persone, forse sabbe il caso di pensarci prima di punire il propietario e risarcire il ladro, perché così stanno incitando i ladri a non avere nessun problema, tanto pericoloso non è, se ghi va male sono anche risarciti, ma se andassero a casa di un giudice!!!!!!!!!????

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