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sabato 18 Settembre 2021

Domenica la Vogalonga a Venezia, la festa del remo e del rispetto della laguna

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Vogalonga 2021 a Venezia: la tradizionale manifestazione delle imbarcazioni a remi che quest'anno è dedicata ai 1600 anni di Venezia. Manifestazione questa volta con percorso ridotto a 20 km causa pandemia.

Sarà una Vogalonga diversa, con tutte le limitazioni dovute alla pandemia, sia per gli equipaggi che per tutta l’organizzazione ma, nonostante le difficoltà, la Vogalonga di Venezia si farà, soprattutto nell’anno in cui si celebra la nascita di Venezia. Domenica 23 maggio le acque della laguna veneziana saranno increspate dal lento affondare dei remi, quando all’unisono i vogatori daranno vita alla più grande manifestazione dedicata al remo e al profondo rapporto che Venezia ha con le sue acque.
Saranno circa 200 le imbarcazioni che parteciperanno alla Vogalonga 1600 e a tutte, all’inizio della vogata, verrà consegnata una bandiera con il logo dei 1600 anni di Venezia.
Il percorso sarà ridotto a 20 km rispetto ai tradizionali 30: si partirà alle 9 dal Bacino San Marco (dopo il tradizionale alzaremi e il colpo di cannone che segnerà il via), aggirata l’isola di Sant’Elena si costeggeranno le isole delle Vignole, di Sant’Erasmo e di San Francesco del Deserto.
A metà percorso si resterà a sud dell’isola di Burano e costeggiando Madonna del Monte e San Giacomo in Paludo, il corteo passerà ad est dell’isola di Murano tagliando poi dritti verso l’ingresso dell’Arsenale dal Rio delle Galeazze. L’arrivo sarà sotto il ponte dell’Arsenale allo sbocco in Bacino San Marco.

“La pandemia ci ha tagliato le gambe, l’anno scorso abbiamo fatto una edizione virtuale ricordando un po’ lungo il percorso le tappe della Vogalonga, racconti storici e interviste agli appassionati, quest’anno non potevamo non esserci anche visto i 1600 anni di Venezia – spiega Antonio Rosa Salva, del Comitato organizzatore – abbiamo chiesto al Comune le autorizzazioni per farla, ma poi anche all’Ulss e alla Prefettura, in modo tale da fare un evento diverso dal solito e limitato nel numero di persone e delle possibilità di contagio e di assembramento. Questo ci ha portato a un percorso, concordato con le autorità, che evita i punti di assembramento di pubblico sulle rive. Il problema in barca non sussiste perché si mantiene il distanziamento e si rispettano le regole vigenti dello sport all’aria aperta, ma per quanto riguarda gli assembramenti lungo le rive abbiamo deciso di fare un percorso diverso, che salterà – rispetto a quello tradizionale – l’isola di Murano, di Burano e il canale di Cannaregio. Così si evita, inoltre, di bloccare il traffico acqueo delle linee pubbliche in una giornata importante per le attività economiche delle isole”.

Era l’8 maggio del 1975 quando in bacino San Marco, di fronte al palazzo Ducale, si raccolsero cinquecento imbarcazioni a remi, pronte a partecipare alla prima vogata pubblica lunga 30 chilometri.
L’idea di dare vita a questa manifestazione, chiamata Vogalonga, era venuta l’anno precedente durante una vogata tra amici su mascherete nel giorno di San Martino, pensata come motivo di rilancio della voga alla veneta che troppi veneziani sembravano aver dimenticato. Un lungo corteo fatto di gondole, pupparini sandoli, mascherate, caorline, tope, peata, s’ciopon: a bordo campioni del remo, famiglie e appassionati tutti uniti dalla stessa passione del remo. Non c’erano solo veneziani, al richiamo parteciparono anche equipaggi da Chioggia, Caorle, Padova, Treviso e Riva del Garda.

“Da questa vogata tra amici si è lanciata l’idea di aprirla a tutti i veneziani e c’è stata un’ottima risposta – continua Rosa Salva – la Vogalonga si è poi sviluppata allargandola sin da subito non solo alla voga alla veneta, ma anche alle peate, alle barche pesanti, alle iole inglesi. Negli anni, la possibilità di muoversi ha portato tanta gente dall’estero a venire a vogare a Venezia e il numero di barche non tradizionali ha superato le barche di voga alla veneta. Questo non toglie niente alla manifestazione, anzi aggiunge folklore, perché così la gente riscopre la laguna e apprezza la città. La Vogalonga è sempre stata una manifestazione inclusiva, aperta a tutti, e questo è lo spirito con cui continuiamo a farla”.

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Nell’edizione del 2019, l’ultima prima dell’emergenza Covid che ha bloccato quella del 2020, a Venezia il 9 giugno si sono iscritti 7.527 vogatori: di questi, 1.045 erano veneziani, 1.371 da varie parte d’Italia, 5.111 i partecipanti internazionali. In acqua sono scese 2.000 imbarcazioni.

Tra le curiosità della Vogalonga c’è il gruppo “Cavalieri del remo”. “Sono gli irriducibili, quelli che hanno partecipato a tutte le edizioni – conclude Rosa Salva – un po’ alla volta smettono perché l’età avanza anche per loro. Non sono solo veneziani, c’è anche un genovese che viene sempre in kajak. Essere “Cavalieri del remo” è un riconoscimento a queste persone per l’affezione. Quello che auspichiamo è che loro riescano a trasmettere questa passione ai più giovani, per quello chiediamo sempre di portare con sé ragazzi e bambini per insegnare loro l’arte di vogare e andare per mare”.

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