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Vivere la vita come un’opera d’arte. Di Apostolos Apostolou

Molti non sanno che Platone con le sue opere esprimeva una pratica filosofica, cioè una filosofia della vita. Una filosofia quotidiana che proviene da Socrate.

C’è un legame inscindibile tra quotidiano e filosofia secondo Socrate. Cosi l’allievo di Socrate, Platone, organizza un sistema filosofico che si chiama la quadruplice radice. E’ un sistema filosofico della vita quotidiana.

Secondo Platone ci sono valori primari come il coraggio e la prudenza (Leggi IB,963e) valori secondari come la saggezza, (Leggi IB,963e) e valori terziari come la giustizia (Leggi IB, 964b e anche Repubblica D,430d).

L’uomo è una sintesi da potenti come: La capacità di empatia / la fiducia negli altri / il coraggio / la pazienza / la capacità di dialogare. Sono principi per riuscire a cambiare una situazione. Questi principi possono uscire l’uomo dagli schemi binari cattivo – buono, vero – falso. (Simposio 215e, Critone 54d, Ione 536e).

In greco antico la parola Κόσμος – cosmos (monde) e la parola Κόσμημα – cosmima (gioiello) hanno radice comune e questo perché la bellezza era armonia, ossia proporzione misura e numero, tutta basata su un rapporto matematico di parti.
Cosi il mondo –cosmos deve esprimere la bellezza.

L’idea di bellezza come possiamo vedere nell’Iliade si tratta di un’idea sostanzialmente fisica che assume ad elemento descrittivo il corpo, mentre nell’ Odissea si estende anche alla natura.

La bellezza abbraccia anche il buono, Kalon in greco, che indica tutto ciò che può destare piacere, attrazione, ammirazione, contemplazione. Il mondo è un’arte applicata secondo il pensiero greco antico, e l’uomo simbolizza un’opera d’arte.

La vita secondo Platone non è che dovrebbe essere, è quello che è, cioè un’ipotesi chi io posso immaginare, che posso fare e vedere, sentire capire e toccare. Per Platone, negatore rigorista della poesia, l’arte si trova nel carattere dell’uomo. Qui possiamo pensare che cosa ha detto anche Eraclito “indole all’uomo è demone” Fram,119.

Secondo Eraclito “Aver senno virtù eccellentissima sapienza dire e fare vero teso l’orecchio al nascer delle cose”. Fram,112. L’ uomo è il risultato della libertà. E la libertà proviene dalla comune. La libertà è la fiducia negli altri, è la capacità di dialogare.

Cosi la libertà, di vedere e sentire, si trova nella partecipazione della vita. La libertà di dire cosa provi e senti, invece di cosa dovresti, è una libertà che della vita d’insieme, è una la libertà di chiedere quello che vuoi, invece di aspettare sempre un permesso.

Il comune, secondo Eraclito, ha sempre un carattere dialogico e questo è il pubblico e qui si trova la libertà. (Perché come dice, anche Giorgio Gaber la libertà non è uno spazio libero la libertà è partecipazione).

Separando il pubblico dal privato e contrapponendo la parola che riguarda tutti a quella che concerne gli affari personali di ciascuno. L’uomo deve partecipare alla dinamica dei rapporti sociali «καθ’ό,τι αν κοινωνήσωμεν αληθεύομεν, α δε αν ιδιάσωμεν, ψευδόμεθα» Eraclito I, 148. E questo perché l’uomo sviluppa rapporti pluridirezionalmente connettivi. La società è un organismo, secondo Eraclito, e l’organismo a pezzi non riesce a vivere. Viviamo un’esperienza comune. Esiste secondo Eraclito, una convinzione, o una consapevolezza che ognuno di noi, con semplicità sta dando qualcosa agli altri.

La verità è che esiste una consulenza filosofica nella filosofia di Platone e di Eraclito. Eraclito insegna che il dono più grande è la comunicazione dell’insieme. Quando posso sentire l’Altro cioè, l’altra persona, la natura, l’universo. Quando questo avviene, si è stabilito un contatto.

Così, può divenire opera d’arte la nostra vita. Anche Nietzsche, Gorky, D’Annunzio, Guy Debord, sostenevano che bisogna vivere la vita come un’ opera d’arte.

Apostolos Apostolou

Riproduzione Riservata.

 
Prof. Apostolos Apostolou
Prof. Apostolos Apostolou. Docente di filosofia – Scrittore. Ha insegnato all’Università di scienze sociali e politiche "Panteion", l’ Università Panteion, è un'università situata ad Atene, in Grecia. Fondata nel 1927, è tra le tre più antiche università di scienze politiche in Europa. Ha anche insegnato come visiting professor all’ Università di Padova dipartimento di Scienze dell’ Antichità. Ha scritto 14 libri in greco e in italiano.

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