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Centinaia di manifestanti hanno sfilato per le vie di Verona per protestare contro quello che definiscono “il business insostenibile” delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di circa 300 persone, si è concentrata in particolare sugli impatti ambientali ed economici delle grandi opere olimpiche.
Il corteo, partito da Porta Palio, è stato organizzato da una rete di movimenti ambientalisti e associazioni civiche. I manifestanti hanno voluto sottolineare come la loro protesta non sia diretta contro lo sport o i valori olimpici, ma contro la gestione economica e ambientale dell’evento.
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“Non siamo contro gli atleti o lo spirito olimpico”, spiega Giorgio Brasola della Rete No Olimpiadi. “Contestiamo un modello di sviluppo che privilegia opere faraoniche dal dubbio futuro, con costi esorbitanti per la collettività e pesanti ricadute ambientali”.
Al centro delle critiche spicca in particolare la nuova pista da bob di Cortina, un’opera dal costo stimato di 130 milioni di euro, considerata dai manifestanti emblematica degli sprechi legati all’evento olimpico. “È un’infrastruttura che rischia di diventare una cattedrale nel deserto”, commenta Marisa Velandrita di Italia Nostra Verona. “Queste risorse potrebbero essere investite in progetti più sostenibili e utili per il territorio”.
I cartelli e gli striscioni dei manifestanti hanno toccato diverse tematiche interconnesse: dal cambiamento climatico all’utilizzo responsabile delle risorse pubbliche, fino alla solidarietà internazionale con un riferimento alla situazione della popolazione di Gaza. La protesta ha evidenziato come le questioni ambientali siano sempre più intrecciate con temi sociali ed economici più ampi.
La manifestazione si inserisce in un più ampio dibattito nazionale sulla sostenibilità dei grandi eventi sportivi e sul loro impatto territoriale. Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 rappresentano un caso emblematico di come le esigenze di visibilità internazionale e sviluppo infrastrutturale si scontrino con le preoccupazioni per la sostenibilità ambientale e finanziaria.
Il corteo si è svolto in modo pacifico, attraversando le principali arterie del centro storico veronese. La presenza di famiglie e cittadini di diverse età ha evidenziato come il tema della sostenibilità ambientale e dell’utilizzo oculato delle risorse pubbliche coinvolga trasversalmente la società civile.
La protesta di Verona rappresenta solo l’ultimo episodio di una serie di manifestazioni che stanno accompagnando il percorso di avvicinamento ai Giochi Olimpici invernali del 2026, evidenziando la necessità di un dibattito pubblico più approfondito sulle scelte di investimento e sul futuro utilizzo delle infrastrutture olimpiche.
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