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Verona, Jessica uccisa con l’insulina: il marito non risponde al Gip

Interrogatorio a Verona: Nadir Rossi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha respinto la richiesta di domiciliari.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip a Verona l’uomo accusato dell’omicidio di Jessica Dalla Chiara. La richiesta dei legali di concedere i domiciliari per consentire la custodia della figlia minore è stata respinta nel corso dell’udienza di garanzia.


L’interrogatorio è durato circa un quarto d’ora. Al suo ingresso in aula Rossi, 35 anni compiuti ieri in carcere, aveva il volto coperto da un cappuccio. Nei corridoi del palazzo di giustizia si sono levati singhiozzi e lacrime. Al termine dell’udienza l’uomo è stato riaccompagnato in cella.


L’indagine riguarda la morte di Jessica Dalla Chiara, coetanea di Rossi e infermiera come lui, avvenuta dopo un episodio di coma e un mese di ricovero ospedaliero. Secondo l’accusa l’uomo le avrebbe somministrato di nascosto iniezioni di insulina, reato contestato nella forma di omicidio volontario e premeditato.


Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figurano il comportamento successivo alla morte della donna: il corpo è stato cremato senza che venisse effettuata l’autopsia, e sono stati incassati i proventi di una polizza vita stipulata a favore di Rossi per un importo pari a centomila euro. Gli inquirenti sostengono inoltre che siano stati posti in atto depistaggi protrattisi per mesi.


A muovere i primi sospetti, secondo quanto emerso, sono stati i genitori della vittima, che hanno segnalato incongruenze e dato impulso alle verifiche degli investigatori. L’accusa si basa su una mole consistente di atti investigativi che ora è al vaglio della procura.


Difensori del 35enne sono gli avvocati Giacomo Giulianelli e Davide Lovato. A margine dell’udienza i legali hanno sottolineato la complessità del procedimento, ricordando che gli atti e gli elementi raccolti sono numerosi e richiedono un esame approfondito. Per ora, spiegano, non rilasceranno dichiarazioni.

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La richiesta di misure meno afflittive avanzata dalla difesa si fondava sulla presenza in famiglia di una figlia minorenne, elemento che i legali avevano indicato come motivo per valutare l’affidamento domiciliare. Il giudice però non ha accolto l’istanza, confermando la permanenza del 35enne in custodia cautelare.


Rossi è stato arrestato giovedì scorso e si trova detenuto nel carcere di Verona. L’uomo, già impiegato come infermiere al pronto soccorso dell’ospedale Borgo Roma, compiva ieri 35 anni. Al momento non risultano altre dichiarazioni pubbliche né da parte sua né da membri della famiglia.


Gli avvocati hanno rimarcato la delicatezza della vicenda e la necessità di procedere con rigore e riservatezza. Hanno detto che ogni valutazione dovrà basarsi su un esame completo degli atti e che le questioni saranno affrontate nelle sedi giudiziarie competenti.

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Balzaimo redattore
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Giornalista professionista, pubblica con questo pseudonimo su La Voce di Venezia. redazione@lavocedivenezia.it
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