
La tregua umanitaria nella cittadina di Olenshky (indicata anche come Oleshky nella trascrizione) scadrà stanotte, dopo aver consentito l’evacuazione di circa 2.000 abitanti rimasti senza cibo né acqua. L’accordo è frutto di una complessa azione diplomatica che ha coinvolto la Santa Sede e gli Stati Uniti.
Secondo quanto riferito, la cittadina è sotto occupazione delle forze russe e la sospensione temporanea delle ostilità ha permesso di mettere in salvo la popolazione più esposta. La Casa Bianca ha svolto un ruolo di mediazione, con un contributo definito significativo attribuito a Melania Trump.
Il pontefice Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli, ha intrattenuto contatti telefonici con i leader coinvolti: prima con il presidente russo Putin e poi con il presidente ucraino Zelensky. Il Papa ha anche richiamato l’importanza della ricerca di giustizia e pace in favore delle popolazioni colpite.
Si è nel frattempo conclusa la missione in Ucraina dell’elemosiniere del Papa, Monsignor Luis Marinde San Martin. In quattro giorni Monsignor Marinde San Martin ha percorso 2.800 chilometri in auto, visitando 12 realtà caritative e recando due tir di aiuti insieme alla vicinanza del pontefice alla popolazione martoriata dalla guerra.
La scadenza della tregua riapre interrogativi sulle condizioni dei civili rimasti nella zona e sulla possibilità di nuove iniziative diplomatiche per proseguire corridoi umanitari o accordi simili nelle aree colpite dal conflitto.
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