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La Giunta comunale di Venezia ha definito il calendario 2026 per l’applicazione del contributo d’accesso, la misura sperimentale che regola l’ingresso dei visitatori giornalieri nella città storica. Il provvedimento, approvato su proposta dell’assessore al Bilancio Michele Zuin e dell’assessore al Turismo Simone Venturini, individua 60 giornate nelle quali sarà obbligatorio il pagamento del ticket, dalle 8.30 alle 16 e si tratta, in qualche modo, di una piccola estensione rispetto al 2025, quando le giornate erano state 54. L’allungamento è legato alla collocazione anticipata della Pasqua, che nel 2026 cadrà il 5 aprile.
Il contributo di accesso a Venezia l’anno prossimo sarà in vigore dal 3 aprile al 26 luglio, comprendendo quindi i ponti primaverili, le festività del primo maggio e del 2 giugno, e l’intero periodo che precede la festa del Redentore.
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Scopri come fare
Le date
Nel dettaglio, le giornate di applicazione saranno concentrate nei fine settimana e nei periodi di maggiore afflusso turistico.
Ad aprile, il ticket scatterà dal 3 al 6, dal 10 al 12, dal 17 al 19 e dal 24 al 30.
A maggio, le giornate coinvolgeranno il primo fine settimana, il ponte dal 1° al 3, e successivamente 8-10, 15-17, 22-24 e 29-31.
A giugno, l’applicazione proseguirà dal 1° al 7, dal 12 al 14, dal 19 al 21 e dal 26 al 28.
Infine, a luglio, saranno interessati i fine settimana dal 3 al 5, dal 10 al 12, dal 17 al 19 e dal 24 al 26.
Esclusioni e regolamento
Come già avvenuto negli anni precedenti, il ticket non riguarderà le isole minori della laguna, tra cui Murano, Burano e Torcello, inoltre restano confermate le esenzioni per i residenti in Veneto, per chi alloggia in una struttura ricettiva della città, per i lavoratori, gli studenti con sede a Venezia e i parenti fino al terzo grado dei residenti. Ulteriori casistiche specifiche sono consultabili sul portale dedicato www.cda.ve.it.
La determinazione della misura economica del contributo sarà stabilita con un successivo provvedimento. Attualmente la tariffa base è fissata a 5 euro, che sale a 10 euro per chi prenota all’ultimo, ossia nei tre giorni precedenti l’ingresso. L’amministrazione si riserva però la possibilità di rimodulare i criteri: una delle ipotesi allo studio prevede l’applicazione immediata della tariffa più alta una volta raggiunta una certa soglia di prenotazioni.
I numeri del 2025
Nel 2025 il ticket era stato applicato per 54 giornate, dal 18 aprile al 27 luglio, e nel periodo considerato erano stati emessi 723.497 titoli di pagamento, di cui 704.467 tramite la piattaforma elettronica e 19.030 attraverso convenzioni esterne al sistema informatico. L’incasso complessivo aveva raggiunto 5.421.425 euro registrando la giornata con il maggior numero di pagamenti il 2 maggio, con quasi 25.000 voucher acquistati.
Controlli e sanzioni
Durante l’applicazione del contributo nel 2025 erano stati impiegati circa 140 operatori, tra steward, agenti e verificatori che avevano esercitato complessivamente oltre 445.000 controlli sui QR code, con l’emissione di circa 2.500 verbali, tra contestazioni e richieste di integrazione.
Per ultimo, il Garante della Privacy aveva sanzionato il Comune con una multa di 10.000 euro per una imperfetta gestione dei dati personali relativi alle esenzioni. L’amministrazione ha avviato un percorso di adeguamento tecnico per assicurare maggiore tutela ai cittadini e ai visitatori, confermando l’intenzione di proseguire nell’applicazione del contributo come misura sperimentale.
Le critiche
Sul provvedimento non mancano le contestazioni. La Cgil veneziana ha chiesto nuovamente di aprire una discussione sul limite massimo di carico turistico che la città può sopportare, ritenendo insufficiente l’attuale impostazione che si concentra solo sul numero dei giorni e sugli orari di applicazione del contributo. Dubbi sono stati sollevati anche in Consiglio comunale da parte dell’opposizione, che ha richiamato l’attenzione sulle prescrizioni del Garante in materia di trattamento dei dati personali. .
Una misura in evoluzione
Il contributo d’accesso a Venezia è stato introdotto nel 2024 con 29 giornate di applicazione e una tariffa fissa di 5 euro, che aveva portato a un incasso di circa 2,4 milioni di euro per 485.062 paganti. Nel 2025 le giornate erano salite a 54 e la tariffa era stata differenziata, con un aumento delle entrate fino a 5,4 milioni di euro.
Nel 2026 la misura entrerà quindi nel terzo anno di sperimentazione, con un’estensione a 60 giornate. L’amministrazione comunale intende proseguire nell’affinamento del sistema, sia dal punto di vista organizzativo che normativo: la gestione delle prenotazioni, dei controlli e delle esenzioni rimane un terreno di confronto, con la prospettiva che eventuali aggiustamenti vengano valutati in corso d’opera, anche perché si tratta in effetti di un terreno ancora inesplorato.
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