Venezia: passeggiare con i figli è consentito, ma ad alcune condizioni. Dubbi e polemiche per il timore dei contagi

ultimo aggiornamento: 02/04/2020 ore 07:38

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di Giorgia Pradolin.

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Coronavirus, la passeggiata genitore-figli è consentita vicino a casa, ma iniziano a farsi sentire dubbi e polemiche per quella che potrebbe diventare, in alcune zone, un’arma a doppio taglio.

La circolare del 31 marzo del ministero dell’Interno ha chiarito che uscire con i bambini è possibile, lo stesso per accompagnare fuori anziani e disabili.

Molti dubbi iniziano però a farsi sentire su gruppi di messaggistica e social: se tutti son d’accordo sul fatto che i giovani abbiano bisogno di muoversi all’aperto dopo giorni di lockdown, si teme però che l’apertura sfugga di mano e faciliti la possibilità di assembramenti e, di conseguenza, agevoli i contagi.

In alcuni luoghi di Venezia e provincia, nei giorni scorsi, è stato difficile convincere le persone a rinunciare alle passeggiate con le belle giornate primaverili, a non assembrarsi in gruppetti di amici, o di genitori con i figli, di padroni con i cani.

Anche via Garibaldi di Castello era stata citata dal governatore Luca Zaia come esempio negativo per le immagini di “passeggiate di comunità” circolate su Facebook, mentre i sindaci hanno dovuto chiudere i parchi pubblici e i cimiteri per far rispettare le misure di contenimento del contagio. Infine, sono arrivate le multe, salate, per chi viene trovato in giro senza giustificato motivo.

Nonostante i numerosi controlli delle forze dell’ordine sull’osservanza delle misure, molto in questo caso viene lasciato al senso di responsabilità del genitore che deve portare fuori il piccolo attenendosi a varie condizioni.

A Venezia gli interrogativi che in queste ore rimbalzano su gruppi social e whatsApp riguardano perlopiù il timore che alcune aree, come la già citata via Garibaldi o l’isola verde di Sant’Elena, o ancora le spiagge del Lido, come anche quelle di Jesolo, diventino occasione di trascorrere del tempo all’aria aperta per chi abita vicino e può portare fuori i bambini, così da diventare o tornare, per la legge dei grandi numeri, ben presto luoghi di aggregazione.

Cerchiamo di fare chiarezza. Camminare con i propri figli minori è consentito, non occorre quindi ricorrere ad altre scuse, inventarsi giustificazioni diverse per legittimare l’uscita di casa con i bambini. Non può però uscire tutta la famiglia ma un solo genitore con il figlio, ed è consentito solo camminare, non giocare o altri tipi di attività, e soprattutto, bisogna restare nei pressi della propria abitazione.

Fino ad oggi il tema era rimasto sotto traccia rispetto ad altre questioni legate alle attività all’aperto ma ora non più, la circolare del 31 marzo, firmata dal capo di gabinetto del ministero dell’Interno, ha chiarito cosa si può fare, e ciò riguarda anche l’accompagnamento di anziani e inabili.

Passeggiare con i proprio figli è quindi da considerare un’attività motoria all’aperto e per questo viene consentito. Ma a quattro condizioni:

– che i figli siano minorenni:
– che sia presente un solo genitore;
– che si rispetti il divieto generale di assembramento e si mantenga sempre «la distanza di sicurezza minima di un metro da ogni altra persona».
– che si rimanga «in prossimità della propria abitazione»;

Riguardo agli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus, le regole non cambiano. Lo ha precisato il ministero dell’Interno dopo le polemiche suscitate proprio dalla circolare. Due Regioni su tutte, Campania e Lombardia, hanno infatti lanciato l’allarme sui rischi di un possibile, precoce, allentamento delle restrizioni.

“Si può uscire dalla propria abitazione – si legge nella nota del Viminale – esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute”.

“La circolare del ministero dell’Interno del 31 marzo – prosegue la nota – si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione di spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute”.

“Per quanto riguarda l’attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all’aperto e che continua ad essere vietato l’accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici”.

La circolare ha ricordato che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all’obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. “Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse”, conclude la nota.

Via libera anche alle passeggiate, nei pressi della propria abitazione, di anziani e disabili accompagnati da persone che ne curano l’assistenza. “Tale tipo di uscita – si legge nella circolare – “è riconducibile a motivazioni di necessità o salute”.

(nota di redazione: il presente articolo va, di fatto, re-inquadrato nel contesto del discorso del premier Conte pronunciato successivamente, cioè la sera del 1° aprile. Per opportuna completezza leggere articolo: “Non abbiamo autorizzato i bambini ad uscire. Il discorso di Conte: “Ascoltiamo gli scienziati, ma poi interviene politica”.

Riproduzione Riservata.

 

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