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Venezia non è più la nostra città. Non è più possibile neanche andare al cimitero

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turisti venezia affollata

Stamani, alle 9.30 aspettavo di salire sul vaporino delle ore 9.34 che mi avrebbe accompagnato al cimitero e che invece è attraccato alle 9.47.

Stamani, al Pontile delle Fondamente Nuove, c’era una tale ressa di passeggeri, da far paura, costituita per il 90% da turisti, etichettati dalla macchina fotografica a tracolla ed in attesa di salire a bordo e malgrado ciò, sono riusciti a farlo di forza e prepotenza, annullando, in pochi istanti, la legge sull’incompenetrabilità dei corpi.

Stamani, quell’evento ha scatenato nei pochi veneziani, diretti al Cimitero per rinnovare il “rito dei fiori”, un’esasperazione per una maledetta, anche perché interminabile, stagione estiva che li rende “ stranieri e detenuti in casa propria” per una dissennata, insopportabile massiccia presenza di troppi turisti.

Stamani, pur laico, ho pregato per i miei tre “vecchi” e l’ho fatto come potrebbe farlo solo un laico puro, commuovendomi al loro ricordo. Ho raccomandato loro di “non muoversi” di “rimanere lì “. perché la loro e mia città, non è più la nostra città.

Stamani, concluso il mio ricordo e “sistemati” i fiori, mi sono avviato all’uscita del Cimitero e lì ho trovato una lunghissima fila di persone in attesa di imbarcarsi per il centro città.

Il 90% portava a tracolla la macchina fotografica.

Stamani, lì, al Cimitero, in attesa di un vaporino accessibile, ho assistito al passaggio di sei o sette mezzi, colmi stracolmi, da far paura, di gente con la macchina fotografica.

Stamani, nel corso del viaggio di ritorno a casa che per esigenze …di turismo, si è svolto in due tappe con lunga camminata intermedia, per dribblare le macchine fotografiche, ho riflettuto molto ed ho concluso che trasferirò, in terraferma, le salme dei miei “tre vecchi”.

iginio gianeselli

[28/10/2013]

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5 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Appena lette le prime parole dell’anonimo amante dei massaggi rilassanti, ho subito deciso che certe banalità non meritano attenzione e ringrazio Antonella per aver risposto chiarendo, in termini ineccepibili, il significato di quanto sta accadendo a Venezia. Poi, ripensandoci, mi sono convinto che tutti hanno bisogno di essere aiutati a capire anche se si tratta di cose semplici.
    Allora, ayurvedico, ascoltami perché i concetti non sono difficili:
    “le elezioni comunali si chiamano, giuridicamente, “amministrative” perché non devono far politica nè governare bensì amministrare la città, vale a dire predisporre quanto necessario perché la città sia pulita, come pure i trasporti e tutto ciò che serve a rendere civile e abitabile la città.
    Chiarito questo concetto che, a mio parere è elementare, ricordo che quindici anni fa pagavo un onere per ottenere questi servizi che funzionavano. Oggi pago una somma superiore ed, io cittadino residente, che non sono manovale del remo ne’ tassista, ne’ intromettitore, non posso camminare per la città, non posso utilizzare i mezzi di trasporto, non posso andare al cimitero a salutare i miei tre vecchi. Per i residenti i conti non tornano e di questo mi lamento. Pago per non avere un servizio che rientra nei miei diritti. Io voglio che i cittadini del mondo godano delle bellezze del fascino unico di Venezia ma protesto quando l’avidità e l’ingordigia non consente loro di apprezzare queste virtù.

    igino gianeselli

  2. Gentile Ayurvedico, non so se lei vive a Venezia o se ci va di frequente, è vero è una città che vive di turismo, ma questo turismo, completamente incontrollato, assolutamente “selvaggio” e privo di qualsiasi regola, non sta facendo vivere la città, la sta uccidendo, distruggendo nelle sue radici. Bisogna trovare il modo di far coesistere gli abitanti, con un turismo più regolato e filtrato. Si sta invece scoraggiando gli abitanti, rendendogli la vita impossibile (chiudere l’ospedale, togliere gli asili, scoraggiando gli affitti alle famiglie e incoraggiando quelli ai turisti). Senza gli abitanti, la città muore, si distrugge diventa come un palazzo disabitato in rovina, il tutto accelerato dalle migliaia di persone inconsapevoli che credono di essere a Gardaland, che arrivano, sporcano, consumano (senza portare un’effettiva ricchezza perchè il grosso del turismo è mordi e fuggi). Bisognerebbe trovare una soluzione, una visione per Venezia, non è semplice ma così la distruggiamo e basta. E il giorno che che non c’è più nessuno ce la ridarà mai più.

  3. Come si fa a pubblicare una cosa come questa ???

    Venezia vive di turismo…. basta con questa lamentele e poi esagerate come sempre…

    di sicuro non è un commerciante questo signore qui, è una testa … come tanti veneziani ….

    per quello va male a venezia perche ci sono veneziani come questi….

  4. BASTA LAMENTAZIONI E DENUNCE!!DA DECENNI (30 ANNI) DALLA MIA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE MARIO DEL MONACO IN VENEZIA CAMPO SAN BARTOLOMEO INVITO I VENEZIANI A SMETTERLA CON LE DIAGNOSI MA, UNIRSI IN PRIMA PERSONA PASSARE AI FATTI!! SOLO “CESPUGLI”!!VOGLIONO RIMANERE IN MILLE RIVOLI. POCHI MA DA SOLI!!RIVOLUZIONI DI SANGUE?? IN ASSOLUTO!!SOLO RIVOLUZIONI DEL TIRASI SU LE MANICHE E MANDARE A CASA COLORO CHE NON SONO INAMOVIBILI!! NIENTE DA FARE!!!TUTTI (O IN PARTE), VOGLIONO SOLO AUTOREFERENZIARSI, DIRE LA LORO E POI: VECIO MIO XE SENTIMO E TUTTI A NANNA.

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