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“Togliere Venezia dalle mani degli affaristi e restituirla ai veneziani”. La lettera

Inutile dire che c’è grande preoccupazione e rabbia per la situazione che sta affliggendo la nostra amata Venezia. Gli scandali di sospetta corruzione che hanno coinvolto l’amministrazione comunale sono l’ennesima prova di come la nostra città sia ostaggio di interessi che nulla hanno a che fare con il bene dei residenti. Sembra che anche la […]

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Inutile dire che c’è grande preoccupazione e rabbia per la situazione che sta affliggendo la nostra amata Venezia. Gli scandali di sospetta corruzione che hanno coinvolto l’amministrazione comunale sono l’ennesima prova di come la nostra città sia ostaggio di interessi che nulla hanno a che fare con il bene dei residenti. Sembra che anche la quota dei veneziani in qualunque modo attaccati alle tradizioni e ai valori della città stia calando in proporzione al continuo arrivo di “affaristi” a tutti i livelli.

E non posso fare a meno di notare l’ipocrisia di una maggioranza che applaude il sindaco indagato, il quale si batte il petto come se fosse un martire. Questa stessa maggioranza che include un assessore in carcere e due persone indagate che continuano a sedere negli stessi scranni accanto al sindaco dandosi incoraggiamenti reciproci. Mi chiedo come sia possibile che tutto questo venga accettato come normale amministrazione. Di più: quasi ostentato con l’orgoglio di chi crede di essere sempre il più forte.

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La verità la capisco, è che parliamo di una categoria di persone forti politicamente. Si è formato col tempo un vero e proprio “partito”, “movimento”, composto da gente benestante che non vuole cambiare nulla dello stato di cose attuale perché si continui a fare affari. Questo gruppo ha fatto in modo che venisse sostituito e eliminato il tessuto dei veri residenti perché erano di intralcio, ma invece erano loro quelli che avevano il diritto di decidere per la loro città. Finché continueranno a comandare questi, niente cambierà.

Per questo motivo, credo sia necessario azzerare tutto e ricominciare da zero. Bisogna ricostruire Venezia partendo dai residenti, dalle persone che vivono e amano questa città. Auspico l’arrivo di un commissario al di sopra delle parti, che possa bloccare e rivedere tutte le pratiche che si possono bloccare, quelle ancora pendenti, come le vendite di palazzi storici trasformati in alberghi e tutte, ma proprio tutte, le autorizzazioni e le licenze in fase di concessione. Poi bisogna che per Venezia voti chi a Venezia ci vive, non gli altri da fuori.

Se non si riconosce e si ricostruisce prima il vero tessuto sociale della città, quello sano, le cose non cambieranno mai.
Il “partito degli affari” è troppo numeroso e potente, bisogna restituire Venezia ai suoi cittadini.

Grazie,

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A. B.
(lettera firmata)

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17 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Le caste a Venezia esistono, eccome! Tempo fa lessi di qualcuno che scrisse in merito all’invasione di gondole in Bacino Orseolo e di come la situazione fosse ben diversa negli anni 70. E posso confermarlo anch’io. Non passo spesso, ma ogni volta che passo c’è uno stazio nuovo. L’ultimo vicino al Bonvecchiati.
    Qualche giorno dopo la succitata lettera, lessi una lettera aperta di una delle associazioni di gondole che si era addirittura affidata ad un legale per rispondere.
    E chi vota il sindaco? Loro e gente come loro.
    Quindi il problema è alle basi. Gente che mercimonia elegge gente che permette loro di lucrare e mercimoniare.
    Poi non dimentichiamo l’elettorato della terra ferma. Stiamo parlando di un elettorato ormai quasi totalmente straniero, tanto che si stanno presentando i loro candidati quanto meno alle municipali.
    Personalmente non sono molto fiducioso in cosa verterà il futuro di Venezia. Cambierà il nome ma il succo sarà lo stesso. Interessi sempre personali.
    CHE AMAREZZA!

  2. Lei si è contraddetto fin dall’inizio della sua lettera, perché ha scritto sospetta corruzione e poi ha scritto ennesima prova, o c’è il sospetto o c’è la prova,si decida

  3. Peccato che una bella maggioranza di Veneziani sia stata la prima a svendere venezia trasformando le loro case in b&b, o vendendo i loro negozietti a Cinesi e compagnia bella. Ed ora piangono come sempre, Ipocrisia allo stato puro

    • Lei fa confusione e nella nostra confusione prolificano i malintenzionati: UNA PARTE di cittadini ha visto l’opportunità di guadagno ed ha venduto o riconvertito la casa dei genitori in affitti turistici, magari andando a vivere in terraferma. E’ ovvio che costoro appartengono oggi alla categoria che non vuole cambiare le cose, dunque degli “affaristi”

  4. Paola Somma ha scritto un libro intitolato “Quando noi ignoranti”. Anche Adriano Celentano trattava lo stesso tema nel 1991 con la canzone “Il re degli ignoranti”, in cui attaccava duramente architetti e urbanisti, considerandoli il male assoluto delle nostre città. Questo è un estratto del testo:

    “Quando noi ignoranti” è una parte del testo della canzone “Il re degli ignoranti” di Adriano Celentano, pubblicata nel 1991. La canzone riflette su come il mondo sia cambiato e su come le persone abbiano perso il contatto con valori e tradizioni del passato. Ecco un estratto del testo:

    Quando noi ignoranti eravamo di più
    in quel tempo ricordo che tutto era più bello
    e le vecchie strade libere dalla schiavitù delle automobili
    quando l’acqua del mar era limpida e blu
    ed era bello passeggiar dentro quella città
    che dovete voi ricostruire prima che…

  5. Mi piace molto la passione che traspare dalla lettera…..
    PERO’..ripartire dai residenti..BHA!!..mica sono venuti i marziani da Marte a votare a Venezia, sempre i veneziani hanno votato 3 Cacciari (“la diossina in laguna non c’è, anzi sì ma fa bene”, “il ponte della costituzione è un ponte da intenditori”, “si presidente, l’ovovia la facciamo”), 1 Orsoni (“Ma i sera pochi schei”) e 2 Brugnaro.

    Sempre i venessiani hanno strepitato ed ottenuto la farsa del biglietto di ingresso, altri soldi alla stessa classe dirigente…

    30 anni di successi elettorali, bisogna partire dalla testa dei veneziani, che facessero meno i furbetti interessati e votassero meglio, magari una civica fatta da persone serie però…

    • Dei primi due non ricordo, non posso dire nulla. Dell’ultimo sindaco vorrei ricordare che considerando solo i voti della città storica non sarebbe stato eletto (per questo ha scherzato che l’avrebbe fatta pagare ai veneziani). E’ da questo sistema che nasce la facilità di corruzione: chiunque da fuori può venire eletto con i voti di fuori e i veneziani residenti non possono fare niente perché sono una minoranza rispetto a quelli da fuori. Perché sono una minoranza? perchè gli affaristi hanno continuato a decimarli perché così il progetto funziona

      • Strano, fatalità non ricorda i due sindaci in forza PD. Qualsiasi sindaco di Venezia ha fatto gli affari che gli interessavano ed è innegabile che i più colpevoli sono gli stessi veneziani proprietari di case e negozi, salvo piangere lacrime di coccodrillo

        • non posso ricordare come hanno operato, ero un bambino… e questo denigrare i veneziani che hanno venduto che le piace3 tanto non ha proprio senso: chi ha venduto case e negozi non ha mai pianto, ma ride alla faccia sua e mia

    • Ciao Beppe,

      Grazie per il consiglio sui libri di Paola Somma. Tuttavia, ci tengo a precisare che non sono né ottimista né sognatore. Spero solo che la prossima amministrazione sia composta da veri veneziani, che abbiano a cuore il futuro della nostra città.

      Un saluto!

    • Caro Beppe, se questo e’ il prodromo, per te Venezia non cambiera’ mai. Vero e’ che i sindaci a Venezia hanno rappresentato una spirale involutiva, a mia memoria. Vero e’ che i “veri Veneziani” sono pochi. Ma la storia si fa con la volonta’ del popolo. Basta rimboccarsi le maniche senza tanti ahahah! Dal lato mio, io lottero’ urlando quello che so e combattendo lo schifo che vedo. Poi tu procedi pure denigrindao chi denuncia il marcio.

  6. Capisco perfettamente la tua preoccupazione. La situazione descritta nella lettera è davvero allarmante, soprattutto per chi ama e vive Venezia. È importante che i residenti si sentano rappresentati e che le decisioni prese siano nel loro interesse, non solo per favorire interessi economici esterni.

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