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Venezia ieri & oggi
LE TRADIZIONALI E PREGEVOLI INSEGNE DI UN TEMPO DEI LOCALI PUBBLICI VENEZIANI SOPPIANTATE OGGIGIORNO DA UNA PLETORA DI BANALISSIME E STRIDENTI INSEGNE IN PLASTICA O NEON
Una pregevole e rara insegna in ferro battuto di una nota osteria di Cannaregio risalente, con ogni probabilità, ai tempi in cui nella città lagunare era ancora diffuso e attivo un artigianato artistico, oggigiorno per lo più, se non del tutto, scomparso.
Perfettamente in sintonia, inoltre, assieme a pochissime altre – fra cui, degna di nota tra queste ultime, la bellissima e pregevole insegna del ristorante “Graspo de Ua” in vetro di Murano – con il peculiare contesto veneziano rispetto alla pletora di banalissime, antiestetiche e stridenti insegne che lo caratterizzano oggigiorno – in plastica, neon, etc. – e che ormai da tempo ne hanno inficiato e stravolto totalmente, ahinoi, la fisionomia e l’identità.
Enzo Pedrocco
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…anche sull’argomento insegne “storiche” o comunque significative non ci resta che piangere…mi viene in mente anche la famosa “testa d’oro” dell’omonima farmacia o quella straordinaria del negozio Marforio a S.Salvador. Che dire poi dei famosi “nizioleti” sembrano dettati da un mix di anomalo veneziano misto a un quasi italiano, veramente penosi, senza un minimo di coerenza. C’è da vergognarsi, la patria di Goldoni, di frà Paolo Sarpi, di Giacomo Casanova, dei Manuzio, del Boerio, del Tommaseo, ecc., ecc., bell’esempio di ignoranza diamo al mondo. In altre regioni italiane (Alto Adige, Toscana, Umbria, ecc.) esiste una vera “cultura” delle insegne….L’imbarbarimento di questa nostra Città continua inesorabilmente su tutti i fronti e l’ignoranza mista all’affarismo “mordi e fuggi” ci condanna forse a un nuovo medio evo anche culturale.