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Si terrà martedì 28 maggio 2024 alle ore 18 il terzo incontro del ciclo “Adriatico. Storia Arte e Cultura” promosso dalla Scuola Dalmata dei SS. Giorgio e Trifone in collaborazione con la Libreria Studium di Venezia.
Pieralvise Zorzi ci racconta, a partire dal suo libro “Storia spregiudicata di Venezia”, edito da Neri Pozza, l’impero commerciale della Venezia adriatica e il modello economico di società per azioni ante litteram operato dalla Serenissima. Dialoga con Piero Luxardo, presidente dell’azienda Girolamo Luxardo spa.
Il libro “Storia spregiudicata di Venezia. Come la Serenissima pianificò il suo mito”. In milleseicento anni Venezia è divenuta una potenza europea temuta e riverita ben oltre le sue potenzialità militari. La sua vocazione marinara e commerciale da sola non è sufficiente a spiegare una tale longevità, superiore a quella dell’Antica Roma. Altre repubbliche marinare, italiane e del Nord Europa, conobbero uno splendore simile al suo ma per periodi di tempo infinitamente più brevi. E anche dopo la sua decadenza, la Serenissima è riuscita a tenere in vita il proprio mito. Come è stato possibile? Pieralvise Zorzi propone una nuova e intrigante interpretazione.
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Esaminando la sua vicenda millenaria alla luce dei moderni strumenti di analisi, ci si accorge che la chiave del successo è frutto di una spregiudicata ed efficace strategia di marketing e comunicazione. Venezia, più che uno Stato, fu una multinazionale ante litteram, una società per azioni dove gli azionisti erano i patrizi, famiglie che ponevano il proprio interesse personale al servizio dell’impresa comune.
L’ascesa e il successo erano il risultato di una pianificazione dove nulla era lasciato al caso. A partire dai testimonials, che erano scelti con cura: a chi esaltava Venezia venivano conferiti onori, denaro, beni mobili ed immobili; chi la criticava veniva ridicolizzato e osteggiato se non perseguitato.
Per secoli la Serenissima coltivò religiosamente il dogma della propria indipendenza dalla Chiesa romana creando la leggenda di san Marco e, sotto la protezione dell’evangelista, fece risalire la propria inviolabilità alla volontà divina. Al papa Alessandro vi Borgia che gliela contestò, chiedendo dove fosse scritto che il mare Adriatico fosse il Golfo di Venezia, l’ambasciatore veneziano Girolamo Donà rispose, imperturbabile nonostante apparisse come una minaccia al potere temporale della Chiesa:
«Sta scritto sul retro della Donazione di Costantino, Santità».
Consapevoli che l’immagine e l’opulenza erano gli strumenti per intimidire la concorrenza, i patrizi crearono una fiabesca porta d’ingresso alla città, il Bacino di San Marco, e la sua ideale continuazione: il Canal Grande, che serviva a trasmettere al visitatore, che lo percorreva partendo dalla Punta della Dogana, un’immagine di meraviglia, ricchezza e cultura.
Venezia SpA costruì poi la più raffinata rete di spionaggio e una rete diplomatica che superarono per cinismo ed efficienza quella di tutti gli altri potentati. Traendo le conclusioni: quale fu il segreto di Venezia? Zorzi lo svela muovendosi perfettamente a suo agio tra i palazzi e nel millennio in cui la Serenissima guardò l’Europa dall’alto in basso.
Pieralvise Zorzi ha avuto una lunga e fortunata quarantennale carriera nel mondo della pubblicità culminata con la direzione creativa di importanti agenzie internazionali. Ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali per campagne creative e strategiche da lui realizzate. Figlio dello storico veneziano Alvise Zorzi, ne continua l’opera con saggi, conferenze, articoli. È considerato un esperto divulgatore della Storia di Venezia, di cui ha saputo cogliere gli aspetti più spregiudicati e moderni. Tra le più recenti opere dedicate alla città: Storia spregiudicata di Venezia. Come la Serenissima pianificò il suo mito (Neri Pozza), Venezia, il Canal Grande e Venezia, da San Marco a Sant’Elena, il cuore del mondo. È stato inoltre autore e conduttore televisivo per Rai e Mediaset.
Piero Luxardo, nato a Padova e residente a Venezia, è Presidente della Girolamo Luxardo S.p.A. di Torreglia (PD), storica azienda di liquori. È stato ricercatore confermato e successivamente professore aggregato presso l’Università di Padova, Facoltà di Lettere, Dipartimento di Italianistica. I suoi interessi scientifici hanno riguardato prevalentemente la narrativa italiana del Novecento, con oltre 90 pubblicazioni. Per oltre vent’anni è stato titolare per affidamento in via continuativa dell’insegnamento di Letteratura Italiana Contemporanea (corso di laurea triennale) presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Padova. È stato componente del Comitato di gestione del Premio Campiello dal 2008 al 2011, e successivamente anche nell’anno 2017. Ha ricoperto la carica di Presidente del medesimo Comitato dal 2012 al 2015, e ne è stato nuovamente Presidente dal 2018
al 2021. Nel 2009 è stato insignito dell’ordine dei “Padovani Eccellenti”. Nel 2019 ha ricevuto il premio Masi per la Civiltà Veneta.
Dopo il successo della prima edizione che si è tenuta nel 2023, questo è il terzo incontro di un ciclo di appuntamenti a cadenza mensile da aprile a novembre organizzato dalla Libreria Studium, da sempre impegnata nella divulgazione di temi storici e culturali legati alla città di Venezia, in collaborazione con la prestigiosa istituzione veneziana, la Scuola Dalmata dei SS Giorgio e Trifone.
Il primo incontro dell’anno 2024 è stato dedicato a Marco Polo con Tiziana Plebani ed Egidio Ivetic mentre il secondo era dedicato alla pittura veneta in Dalmazia con lo storico dell’arte Enrico Lucchese.
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