Venezia, buona la raccolta differenziata nonostante il coronavirus

ultimo aggiornamento: 29/05/2020 ore 14:49

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Rivoluzione Veritas a Venezia: parte raccolta rifiuti porta a porta a Dorsoduro
Venezia, buona raccolta differenziata nonostante il coronavirus.

Veneziani educati anche durante l’emergenza. Nonostante il periodo difficile e la chiusura della attività produttive e commerciali causato dal Covid-19, nel primo quadrimestre di quest’anno la raccolta differenziata è arrivata nel territorio di Veritas al 73,04%, +3% rispetto alla media del 2019. Nel solo mese di aprile il la percentuale è stata ancora migliore (74,21%).

Un ottimo risultato, al quale fa però da contraltare un deciso (e ovvio) calo della produzione di rifiuti: 30.181 tonnellate contro le 40.772 (-25,9%) raccolte nel territorio dove opera Veritas.


Il tutto, fanno sapere dalla municipalizzata, senza utilizzare la discarica – la forma di smaltimento dei rifiuti purtroppo più diffusa in Italia – che nel nostro territorio è limitata al 3% del totale, ovvero a scarti di lavorazione e a materiali che non possono essere riciclati o trasformati in css, cioè il combustibile solido secondario prodotto da Veritas a Fusina dal trattamento del rifiuto secco residuo.

E’ una delle notizie che saranno contenute nella lettera che il presidente di Veritas, Vladimiro Agostini, scriverà al presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, per ribadire la funzionalità del sistema di trattamento dei rifiuti, che prevede alte percentuali di raccolta differenziata (l’anno scorso, per la terza volta consecutiva, Ispra ha riconosciuto Venezia come prima Città metropolitana e primo grande Comune per differenziata), uso della discarica vicino a zero e trasformazione del rifiuto secco in css (combustibile solido secondario).

Fino a pochi anni fa il css era utilizzato, insieme al carbone, nella centrale Enel Palladio per produrre energia elettrica, in virtù di un accordo di programma all’avanguardia sottoscritto da Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia e Comune di Venezia ed Enel, che ha permesso “di avviare una delle esperienze più all’avanguardia d’Europa – spiegano da Veritas – in campo ambientale”.


Ora però Enel ha deciso di riconvertire l’impianto a carbone e da tempo non utilizza più il css di Veritas.

“Per questo le circa 60.000 tonnellate di css – scrivono da veritas – prodotte dal trattamento delle 155.000 di rifiuti secco residuo raccolte esclusivamente nel nostro territorio sono attualmente portate in un impianto in Lombardia, con aumento dei costi di smaltimento (che ricadono e ricadranno sulle bollette dei cittadini), dell’inquinamento e del traffico causato dai camion che vanno e vengono dalla Lombardia”.

“60.000 tonnellate di css rappresentano l’11% del totale delle 530.000 tonnellate di rifiuti raccolte in un anno nel nostro territorio. La grandissima parte (74%) viene riciclata, quasi nulla (3%) finisce in discarica, il resto viene trattato, perde acqua, vengono ulteriormente recuperati tutti i materiali che possono ancora essere riciclati e diventa css (quindi energia), chiudendo così il cerchio dell’economia circolare”.

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