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Venezia bocciata dal programma europeo 100 città sostenibili. Di Andrea Martini (*)

Venezia bocciata dal programma europeo 100 città sostenibili. Come valuterà, l’Europa, la finanziabilità del Bosco dello Sport? Venezia “capitale mondiale della sostenibilità” bocciata al programma ambientale della Commissione europea “Climate neutral, 100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030”, del settembre 2021, che invece ha premiato Padova con altre otto città italiane, […]

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Venezia bocciata dal programma europeo 100 città sostenibili. Come valuterà, l’Europa, la finanziabilità del Bosco dello Sport?

Venezia “capitale mondiale della sostenibilità” bocciata al programma ambientale della Commissione europea “Climate neutral, 100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030”, del settembre 2021, che invece ha premiato Padova con altre otto città italiane, tra cui cinque del nord.

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Non più tardi del novembre 2021 l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin aveva dichiarato (la Nuova 26/11/2021 in allegato) che Venezia fin dalle prime battute del programma 100 città, già nel 2020, era a stretto contatto con la Commissione per far parte del ristretto gruppo di città europee che aspiravano alla ristretta rosa delle selezionate. Come dire: è cosa fatta!

Si apprende ora che nella selezione pubblicata dalla Commissione il 28 aprile 2022 Venezia non compare. Legittimo dunque porsi la domanda: su cosa si basavano le certezze dell’assessore De Martin?
A nessuno sfugge come negli ultimi mesi le tematiche ambientali in città si siano misurate con le tematiche della sostenibilità.

Come non pensare alla recente votazione sul Bosco dello sport coi fondi PNRR.
Una colata di cemento dipinta di verde proposta come piano di recupero dal degrado urbano di una zona rurale intonsa.

Una indubbia operazione di greenwhashing  immersa in un corposo pacchetto su cui Bruxelles sarà chiamata a fare l’esame politico.

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Ben diverso dal programma comunitario 100 città sostenibili al 2030 su cui la Commissione monitorerà attentamente lo sviluppo dei piani locali ammessi a finanziamento.

Rimane il fatto che Venezia non è stata ritenuta dall’Europa meritevole di entrare nel novero delle 100 città europee che meglio si spendono per la sostenibilità. Chissà come valuterà, l’Europa, la finanziabilità del Bosco dello Sport.

(*) Giovanni Andrea Martini
Consigliere comunale
Vicepresidente della VI Commissione
***
Gruppo consiliare “Tutta la Città Insieme!”
Comune di Venezia

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  1. Ma come è possibile che il sindaco abbia inconcepibilmente voluto che Venezia fosse capitale mondiale della sostenibilità, dove è una delle città più insostenibili? Secondo me la risposta è una sola (anzi sarebbero due, ma l’altra è meglio che non la scrivo!): può servire a creare un carrozzone per alcuni personaggi, che – da quanto so – sarebbero scelti dal sindaco!
    Gli uffici pubblici, comune compreso, sono al collasso per carenza di personale, dato che si diceva che c’era la crisi e non si poteva assumere, mentre per spendere per questi componenti, per le loro trasferte, pranzi, ospitalità in albergo, eccetera, i soldi sarebbero stati trovati subito, anche dopo una pandemia e con una guerra praticamente mondiale in corso, con tutte le conseguenze disastrose per i cittadini e aziende derivanti dai conseguente spaventoso aumento delle tariffe di luce e gas!
    Per rendere Venezia un minimo sostenibile, bisogna secondo me limitare al minimo le orde di turisti e l’impatto dei mezzi con cui si spostano, dagli aerei alle navi, dai Taxi ai gran turismo, che rendono impossibile anche camminare per la città ai residenti e inquinano in modo spaventoso la loro aria e le acque della laguna!
    Questo è il primo problema di insostenibilità che Nessuno vorrà risolvere perché va a toccare i soldi in tasca ai soliti noti!
    Ed è per questo che non si troverà nemmeno nessun partito politico che si darà davvero da fare per risolvere questo problema, proprio perché il difetto della politica è che dipende dai consensi, e quindi lo scopo non è fare il bene comune, ma non fare scontenta tanta gente perché si perdono i voti…
    Questa è la tragica realtà politica!
    Prof. Fabio Mozzatto.Veneziano.

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