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Diciassettesima giornata del contributo di accesso a Venezia oggi, domenica. Gli stand hanno registrato 15.228 paganti, leggermente in calo rispetto a ieri.
Ma, come si è capito, il numero non è direttamente proporzionale alle presenze turistiche in città. Oggi, infatti, vere e proprie folle occupavano allegramente calli e campi, per non parlare dei mezzi di trasporto: nel prendere i vaporetti si sono verificati spesso momenti di nervosismo a causa degli eccessivi afflussi.
I controllori del Contributo di accesso hanno verificato in totale 14.837 QR-code, senza rilevare particolari criticità. Il contributo riprenderà l’8, 9, 15, 16, 22, 23, 29, 30 giugno; 6, 7, 13 e 14 luglio 2024, sempre con gli stessi orari 8:30-16:00.
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Scopri come fare
I codici emessi oggi per le esenzioni di ospiti in strutture ricettive sono poco più di 49.000 (non sono tenuti al pagamento perché versano già la tassa di soggiorno). Da considerare che questo dato sovrappone diverse categorie: arrivi, alloggiati e partenze.
Esenti perché residenti in Veneto o nella Città metropolitana: 8.488. Confermati nei numeri complessivi, in quanto spesso sono condizioni permanenti e quindi hanno un voucher fino al 14 luglio, studenti (17.329), lavoratori (23.201), proprietari di immobili che pagano l’Imu o i titolari di contratti di locazione che non hanno spostato la residenza nella Città antica (7.636), nonché per i parenti (2.787).
Richieste di esenzione “per altri motivi” a quota 1.540 e gite scolastiche 570.
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La prova provata che il ticket di ingresso concepito solo per fare cassa, nulla c’entra con il cosiddetto “Controllo dei flussi”. Tipico teatro di questa amministrazione farsesca. Qui le questioni sono due : l’illeggimità costituzionale dell’iniziativa ma soprattutto gli stolti che non coscienti e consapevoli dei propri inalienabili diritti, pagano per visitare un luogo dove potrebbero circolare liberamente. L’analfabetismo funzionale dilaga.
Manovra Inefficace per Venezia
Per quanto mi riguarda, la manovra attuale è del tutto inutile. Far pagare 5 euro non risolve il problema dell’affollamento turistico. Se l’obiettivo è regolare gli accessi, allora la tariffa dovrebbe essere ben più alta, magari cento euro, altrimenti è una misura che non serve a niente. La situazione di oggi ne è la prova: nonostante il contributo di accesso, Venezia era affollata di turisti, con solo 15mila euro raccolti in ‘ticket’. Questo dimostra che una tariffa così bassa non scoraggia le visite, ma crea solo un piccolo ostacolo facilmente superabile.
Gli addetti hanno registrato 15.228 paganti, un numero leggermente inferiore a quello di ieri, ma ancora non proporzionale alle reali presenze in città. Le folle occupavano calli e campi, e i mezzi di trasporto erano così affollati da causare nervosismo tra i passeggeri. I controllori hanno verificato 14.837 QR-code senza riscontrare problemi significativi, ma questo non cambia il fatto che la misura non sta avendo l’effetto desiderato.
Inoltre, i codici emessi per le esenzioni di ospiti in strutture ricettive superano i 49.000, e ci sono migliaia di residenti e lavoratori esenti dal pagamento. Questo significa che la maggior parte delle persone che entrano in città non sono soggette al contributo, riducendo ulteriormente l’efficacia della misura.
In conclusione, se Venezia vuole davvero gestire il flusso turistico, deve adottare una strategia più incisiva. Altrimenti, continueremo a vedere scene di affollamento senza alcun miglioramento reale.