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martedì 19 Ottobre 2021

Veneto zona rossa da lunedì: ora è ufficiale

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Veneto zona rossa da lunedì: la conferma dal Cdm di oggi.
Da lunedì saranno altre 9 le regioni in area rossa.
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà a breve le nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 15 marzo.
Passano in area rossa le Regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento che si aggiungono a Campania e Molise che restano in area rossa.
La notizia arriva attraverso l’ANSA da fonti del Ministero della Salute.
Il provvedimento era nell’aria da oggi pomeriggio con sedici Regioni/PPAA con un Rt puntuale maggiore di uno.
Tra di queste, otto (Campania, Piemonte, FVG, Emilia-Romagna, Basilicata, Lombardia, Lazio, Veneto) hanno un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3.
Quattro Regioni hanno un Rt nel limite mite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2.
Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno.
Il provvedimento porterà ad una riorganizzazione della didattica scolastica.
“Ho chiesto al Governo che nella zona rossa ci sia la chiusura di tutte le scuole di ordine e grado,

da zero anni in su. Ho fatto un appello perché si introduca già in questo decreto il tema dei congedi parentali”, sono state le parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nell’incontro di oggi Stato-Regioni, presenti i ministri Speranza e Gelmini.
“Ho posto al Governo varie questioni – ha spiegato Zaia – e la scuola è stata una di queste. Non è cosa da poco che sia stato introdotto l’automatismo sulla scuola, perché prima era lasciata all’ arbitrio dei Governatori che decidevano, in base ai pareri, se chiudere o aprire. Se si fosse adottato il modello che suggerivamo, quello di essere più prudenti sulle scuole , oggi potremo aver chiuso di meno.”
Zaia ha detto di auspicare che “ai cittadini si faccia una comunicazione istituzionale, che dia anche una prospettiva di programmazione e che dica: “si inizia qui e si finisce qui’. Stop”.
Sui sostegni per le imprese “ci è stata data garanzia – ha aggiunto – ma ora voglio che sia materiale. Ho chiesto che ci siano misure automatiche in base al fatturato; che ci sia la possibilità di prevedere uno speaker ufficiale delle istituzioni che rappresenti la posizione scientifica”.
“Oggi il cittadino non sa più qual è la voce ufficiale, ed è un limite non da poco, soprattutto in un periodo di crisi come questo. Ultimo esempio è la vicenda di Astrazeneca”.
“Ho posto infine, ancora una volta, la questione dei tamponi – ha concluso – proponendo che venga fissata una percentuale di essi da fare sulla popolazione per misurare la circolazione del virus. E’ fondamentale che ci sia una condotta uguale per tutti”.

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Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora ed ha collaborato con grandi testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo come inviato o per reportage personali.

Data prima pubblicazione della notizia:

La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. ecco… mi fido del buonsenso delle persone!
    Bisognava fare due mesi prima, in inverno, come la germania, ed ora a pasqua eravamo fuori..
    bravi

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