Valeria è a Venezia. Da oggi camera ardente a Cà Farsetti

ultimo aggiornamento: 23/11/2015 ore 10:27

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Valeria è a Venezia. Da oggi camera ardente a Cà Farsetti

Valeria Solesin è tornata in Italia.
Il viaggio più triste, il viaggio più grave nel senso del dolore, della sua giovane vita e della vita dei suoi famigliari, è stato compiuto con il rientro del feretro a Venezia, a bordo di un’aereo di Stato sul quale hanno volato anche i genitori della ragazza, Alberto e Luciana, il fidanzato Andrea Ravagnani e la sorella di questi, Chiara, scampati miracolosamente al massacro degli jihadisti al Bataclan di Parigi.

Per Valeria ora funerale martedì mattina in Piazza San Marco, una cerimonia di Stato ma laica, all’aperto. Secondo fonti ben informate a Venezia, è possibile che possa parteciparvi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Prima del funerale, però, c’era da compiere l’ultimo adempimento burocratico: la ricognizione esterna sul corpo, legata alle inchieste aperte sui fatti di Parigi dalla Procura di Roma e da quella di Venezia.
E le prime indicazioni dell’esame – secondo fonti bene informate – direbbero che la studentessa veneziana è stata raggiunta da due colpi durante le sparatorie al teatro Bataclan: uno all’emifaccia sinistra, l’altro, fatale perchè ha poi colpito il polmone, alla spalla
sinistra.


Entrambi gli spari provenivano dall’alto.
L’esame medico è durato circa tre ore.

L’arrivo del feretro dalla capitale francese è stata un’altra prova tremenda per i familiari di Valeria.
Per il fratello della 28enne, Dario, rimasto in questi giorni a Venezia, che si è lasciato andare in lacrime, per la nonna, che è stata colta da un leggero malore, ed è stata sorretta e soccorsa, e per i genitori, apparsi provati mentre ricevevano l’abbraccio del ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, giunta a rappresentare il Governo, poi quelli del sindaco, Luigi Brugnaro, e del presidente del Veneto, Luca Zaia.

Quando la bara color marrone chiaro è stata scaricata dall’aereo, il papà e la mamma di Valeria l’hanno accarezzata più volte, lo stesso ha fatto il fratello. Gesti istintivi, affettuosi, come quello della nonna, che con le mani ha voluto aggiustare il cuscino di fiori bianchi sul feretro.
Dario, con il quale Valeria appariva sorridente nelle foto dei social, ha tenuto gli occhi fissi sulla bara, le mani giunte, fino a quando le porte del furgone si sono chiuse ed il corteo di auto si è avviato sotto la pioggia all’ospedale di Mestre.


Da questa mattina, domenica, alle ore 10, a Ca’ Farsetti, sede del Comune lagunare, la salma sarà esposta nella camera ardente per quanti vorranno dare un saluto alla giovane vittima italiana degli attentati di Parigi.

Il feretro rimarrà esposto nell’androne del municipio anche lunedì, fino alle ore 19. Non è previsto un picchetto d’onore, ma solo una attenta sorveglianza gestita dalla polizia municipale.

Poi tutto sarà finito: Venezia potrà dire addio a Valeria, martedì, in Piazza San Marco.

Venezia ricorda Valeria e le vittime con la fiaccolata silenziosa – notizia correlata

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