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Sono aperte da oggi e per tre giorni, fino al 20 settembre, le votazioni per il rinnovo della Duma di Stato russa. La tornata, la prima dopo l’avvio dell’offensiva del 2022, si svolge in un clima segnato da misure di controllo, critiche internazionali e una serie di eventi di sicurezza che hanno interessato sia il fronte ucraino sia il territorio russo.
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Secondo la Commissione elettorale centrale, l’affluenza ha raggiunto il 25,30% alle 20:13 ora di Mosca (le 19:13 in Italia) nella prima giornata. Il presidente Vladimir Putin ha esercitato il proprio voto in modalità elettronica tramite la piattaforma X.
Le consultazioni coinvolgono anche i residenti di quattro regioni annesse e si prevede che il partito del Cremlino, Russia Unita, consolidi il proprio controllo sulla Camera bassa, come avvenuto nelle precedenti legislature. L’unica formazione apertamente contraria alla guerra, Iabloko, era stata inizialmente autorizzata ma poi esclusa dal voto nei giorni scorsi; altre formazioni presenti sono considerate opposizione “sistemica” e in gran parte allineate sul punto principale con il Cremlino.
Più voci internazionali hanno criticato le modalità del voto. La Commissione europea ha affermato che lo svolgimento delle elezioni mette in luce una “continua e crescente erosione della democrazia” in Russia, citando esclusioni di candidati, pene detentive per dissidenti e limiti all’accesso a informazioni indipendenti. Un gruppo di oppositori russi presso il Consiglio d’Europa ha definito la consultazione una “farsa” che darà vita a un parlamento “fittizio” e ha chiesto che il risultato non venga riconosciuto come democratico.
Sul piano interno, si registrano segnali di repressione e ostacoli al controllo elettorale. Media indipendenti russi hanno rilanciato la denuncia del gruppo Slovo Zashchite secondo cui la candidata ecologista Yulia Kuznetsova, del partito Zelenyye, risultava irreperibile dalla sera precedente. Nell’ultima conversazione telefonica la donna aveva detto di essere in taxi con il marito a circa 15 minuti da casa; poi il telefono è rimasto spento. Una fonte dello staff ha riferito che Kuznetsova sarebbe trattenuta in una stazione di polizia. Il partito ha inoltre denunciato l’allontanamento dei propri osservatori dai seggi. Kuznetsova, contraria alla guerra, in passato aveva collaborato con Boris Nadezhdin e aveva contestato la falsificazione della sua firma su un documento.
La sessione elettorale si apre anche in un contesto di crescente tensione militare. Nelle ultime ore l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha comunicato che una torre di raffreddamento di un’unità reattore della centrale nucleare di Kursk è stata colpita da un drone: l’unità era in funzione ma i parametri operativi non sono cambiati e non si è sviluppato alcun incendio. Il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, ha condannato l’attacco definendo “inaccettabili” gli assalti contro impianti nucleari e rinnovando l’appello alla massima moderazione per prevenire il rischio di incidenti.
Sul fronte ucraino è stato segnalato un raid aereo a Sumy che ha colpito un edificio residenziale: le autorità locali riferiscono due morti e la possibilità di altre persone intrappolate sotto le macerie, mentre i soccorritori proseguono le operazioni di salvataggio e lo spegnimento degli incendi. Sempre in Ucraina, il villaggio di Tekstilne, nella regione di Kherson, è stato colpito da un drone FPV: le autorità locali hanno riferito la morte di due uomini che si trovavano in strada al momento dell’attacco.
Le forze russe hanno inoltre annunciato diverse operazioni: il ministero della Difesa ha rivendicato il colpo a due navi da carico e a una petroliera nel Mar Nero e nei porti ucraini, sostenendo che tali imbarcazioni rifornivano le forze ucraine; Reuters non ha potuto verificare in modo indipendente queste affermazioni. Le autorità russe hanno anche denunciato ondate di attacchi con
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