Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci, Italia Nostra: prestito Venezia – Parigi in palese violazioni delle leggi

ultima modifica: 25/09/2019 ore 10:40

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L’accordo sottoscritto oggi a Parigi dai Ministri della Cultura di Italia e Francia – per uno scambio di opere d’arte nell’ambito di mostre temporanee – senza dubbio accrescerà il prestigio personale del ministro pro tempore Francheschini, tuttavia costituisce un atto politico e amministrativo illegittimo. Riguarda infatti anche il contestatissimo prestito dell’Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci, conservato presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Ai sensi dell’art. 66, comma 2, del Codice dei beni culturali, non possono uscire dal territorio della Repubblica «i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica». E l’Uomo Vitruviano appartiene al fondo principale delle Gallerie dell’Accademia in base all’identificazione fatta con nota del 23 ottobre 2018 (Prot. 2470) dell’ex Direttrice del Museo Paola Marini.

Sempre in base all’art. 66, comma 2, del Codice dei beni culturali non possono uscire dal territorio della Repubblica «i beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli».

Nei mesi scorsi l’Uomo Vitruviano è stato esposto nella mostra “Leonardo da Vinci. L’uomo modello del mondo” alle Gallerie dell’Accademia. Il funzionario responsabile del Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie dell’Accademia a tal riguardo scrive: «L’ipotesi di mostrare il foglio nell’autunno prossimo dello stesso anno al Louvre, quindi in un arco temporale brevissimo, contravvenendo alle norme tecniche e conservative illustrate sopra, sottopone il disegno a un rischio elevato ed eccessivo non giustificabile e sostenibile per un’opera di tale rilevanza. Per compensare la doppia esposizione, le Gallerie dell’Accademia si vedrebbero costrette a non rendere visibile il disegno per molti anni, con grave pregiudizio per le proprie collezioni».

Sembrerebbe inoltre (ma effettueremo l’accesso agli atti) che ad oggi non vi sia il parere obbligatorio della Direzione generale Musei come prescrive l’art. 35 del DPCM n. 76/2016 e nemmeno una richiesta da parte della Repubblica francese! Ricordiamo che l’art. 48, comma 2, del Codice dei beni culturali stabilisce che «Qualora l’autorizzazione abbia ad oggetto beni appartenenti allo Stato o sottoposti a tutela statale, la richiesta è presentata al Ministero almeno quattro mesi prima dell’inizio della manifestazione».

In ogni caso, alla procedura non è applicabile l’art. 67 del Codice dei beni culturali (accordi culturali con istituzioni museali straniere), poiché tale articolo non concerne i beni identitari dell’art. 66.

Stanti tutte queste palesi violazioni di legge, Italia Nostra valuta la possibilità di un ricorso al Tar Veneto affinché, sancendone l’illegittimità, venga annullato il provvedimento di autorizzazione del prestito alla Repubblica francese dell’Uomo Vitruviano, e affinché venga emesso immediatamente un Decreto inaudita altera parte di sospensione dell’uscita dal territorio nazionale dell’opera d’arte.

Italia Nostra considera anche l’eventualità di un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti contro il dott. Manieri Elia, Direttore delle Gallerie dell’Accademia, per danno erariale conseguente al mancato introito da bigliettazione per omessa esposizione dell’Uomo Vitruviano alle Gallerie dell’Accademia nei prossimi dieci anni (periodo un cui dovrà permanere al buio del caveau in conseguenza della doppia esposizione a Venezia e a Parigi) e per i danni che dovesse subire durante il trasporto.

Il consiglio direttivo della
Sezione di Venezia di Italia Nostra

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