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Un urto per strada, la lite e le botte: morto 19enne

Un semplice contatto, uno di quelli che possono accadere camminando ogni giorno per le strade di una città, può originare le premesse di un decesso di un giovane di 19 anni? E’ incredibile quanto accaduto a Eddine Essefi venerdì sera, a Bologna, dove un incontro fortuito si è trasformato nella sua condanna a morte. Aggredito, […]

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Un semplice contatto, uno di quelli che possono accadere camminando ogni giorno per le strade di una città, può originare le premesse di un decesso di un giovane di 19 anni? E’ incredibile quanto accaduto a Eddine Essefi venerdì sera, a Bologna, dove un incontro fortuito si è trasformato nella sua condanna a morte. Aggredito, è caduto a terra battendo violentemente la testa. Poche ore dopo, il suo cuore ha smesso di battere all’ospedale Maggiore.

Era una serata qualunque per Eddine, in compagnia della fidanzata, nei pressi di casa, tra via Buozzi e via Colombi, in zona Barca. Un urto con due ragazzi più grandi – forse conosciuti solo di vista – ha scatenato una violenza improvvisa e brutale. Colpito prima a mani nude e poi forse urtato con un motorino, il giovane è crollato a terra, privo di sensi. I soccorritori l’hanno trovato lì, riverso sull’asfalto, e hanno fatto il possibile per strapparlo alla morte. Ma l’impatto era stato devastante: a mezzanotte, Eddine si è spento nel reparto di rianimazione.

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All’inizio si era pensato a un tragico incidente legato all’abuso di alcol. Ma ben presto la realtà si è mostrata in tutta la sua crudezza. Grazie alla testimonianza della fidanzata, i carabinieri hanno ricostruito una verità ancora più amara: quella di un’aggressione feroce, scaturita senza alcun motivo reale. Ora la Procura indaga per omicidio preterintenzionale, mentre i militari sono sulle tracce dei due responsabili.

Intanto, il luogo della tragedia si è trasformato in un altare laico: mazzi di fiori, biglietti, una scritta tracciata con dolore sull’asfalto – “Vive Bader”, forse un secondo nome che Eddine portava nel cuore – testimoniano la commozione di un intero quartiere. I carabinieri hanno perlustrato ogni angolo della zona, perfino un raccoglitore di vestiti usati, alla ricerca di indizi lasciati dagli aggressori in fuga.

Anche l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, si è unito al lutto, esprimendo la propria vicinanza alla famiglia del ragazzo attraverso la parrocchia di Sant’Andrea della Barca.

Eddine sognava un futuro in Italia, una vita costruita passo dopo passo, lontana dalle ombre della violenza. Quel sogno si è infranto sul selciato di una strada anonima, in una sera come tante. Oggi Bologna si interroga e piange, incapace di trovare un senso davanti alla follia di una violenza che non ha alcuna logica.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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