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Da settimane una porzione significativa della comunità ufologica statunitense sostiene che il presidente Donald Trump abbia pronto un discorso storico: l’annuncio ufficiale che l’umanità non è sola. La ricostruzione, rilanciata da Wired, ha infiammato forum e tv specializzate, nonostante l’assenza di conferme ufficiali.
La Casa Bianca ha però negato che sia in programma un intervento di quel tipo. “Nessun discorso del genere è previsto”, ha dichiarato un portavoce a Wired, sottolineando che l’amministrazione intende continuare a pubblicare documenti disponibili e lasciare che i cittadini traggano le proprie conclusioni.
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A favore dell’ipotesi concorrono più elementi. Negli ultimi anni il tema degli oggetti volanti non identificati – ora frequentemente indicati con l’acronimo Uap (unidentified aerial phenomena) – ha perso parte dello stigma che lo circondava. Dal 2017 il Pentagono ha riconosciuto l’esistenza di programmi di studio, ha autenticato riprese effettuate da piloti militari e il Congresso ha convocato audizioni pubbliche con ufficiali, aviatori e rappresentanti dei servizi di intelligence.
Nel corso del 2026 la vicenda ha registrato una nuova accelerazione. A febbraio Lara Trump ha affermato di aver avuto notizia di un possibile discorso presidenziale riguardante “qualche forma di vita extraterrestre”. Poco dopo, l’ex presidente Barack Obama, intervenendo in un podcast, ha detto che gli alieni sono “reali”, precisando però di non averne mai avuto prova diretta.
L’attenzione pubblica si è ulteriormente alimentata quando Trump ha chiesto alle agenzie federali di rendere pubblici i propri fascicoli sul tema. Alla questione si è aggiunta anche la figura di Dr. Phil: dopo aver avuto accesso a materiale governativo non ancora diffuso, il conduttore televisivo ha evocato ad agosto un percorso graduale che andrebbe dall’ammissione del fenomeno a una conferma della sua realtà, fino a un’eventuale dichiarazione che “non siamo soli”.
Tra le voci più esposte spicca quella di Robert Bigelow. L’imprenditore, noto per gli investimenti nel settore aerospaziale e per il suo sostegno a ricerche sugli Ufo, ha detto di aver incontrato il presidente nello Studio Ovale e di avergli consegnato una formulazione che vorrebbe sentire pronunciare: l’affermazione dell’esistenza sulla Terra di una presenza intelligente non umana dotata di tecnologie superiori alle nostre.
A fine luglio il sito Liberation Times ha pubblicato quanto avrebbe trovato dalle proprie fonti: una bozza di discorso redatta per Trump che, sempre secondo la ricostruzione, non si limiterebbe a dichiarare che “non siamo soli”, ma affermerebbe che gli Stati Uniti avrebbero recuperato oggetti di origine non umana e ne avrebbero studiato la tecnologia. Anche in questo caso, però, non esiste una dimostrazione pubblica di tali affermazioni.
Wired invita alla prudenza e ricorda che, da quasi ottant’anni, gli annunci presidenziali sulla presunta verità sugli Ufo sono stati più volte annunciati senza mai concretizzarsi. Greg Eghigian, storico della Penn State citato nell’articolo, osserva inoltre che neppure i capi di Stato hanno necessariamente accesso a tutto ciò che viene custodito negli apparati militari e di intelligence.
Il quadro di fondo è però cambiato rispetto al passato. Uap non è più un tema confinato ai circoli complottisti: oggi lo affrontano apertamente istituzioni come il Congresso, i servizi di intelligence e i reparti militari, che negli ultimi anni hanno reso pubblici rapporti e filmati. Restare cauti non significa tuttavia chiudere la questione: significa richiedere prove documentate.
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