Uomo tuffato dal Ponte di Rialto in rianimazione

0
416
Uomo tuffato dal Ponte di Rialto in rianimazione, c'era un video?

Uomo tuffato dal Ponte di Rialto in rianimazione, c'era un video?

Completamente ricostruita la dinamica dell’incidente dell’altra notte. La Polizia Municipale del Comune di Venezia ha confermato che nella notte di venerdì 12 agosto, alle ore 23.40 circa, l’uomo si è tuffato dal ponte di Rialto colpendo nella caduta un motoscafo taxi che, proveniente dalla stazione ferroviaria, transitava in quel momento sotto il ponte ed era in uscita dal lato che guarda Ca’ Foscari.

L’uomo autore del gesto, nato in Nuova Zelanda nel 1966 e domiciliato in Francia a Saint Tropez, è un marinaio che lavora presso uno yacht ormeggiato nei pressi della Punta della Dogana.

Lo straniero, dopo aver colpito il motoscafo, è poi caduto in acqua ed è stato trasportato in ospedale con codice rosso. L’uomo ha riportato numerosi traumi ed è stato intubato per essere successivamente trasferito in rianimazione in condizioni gravi, ma stabili.

Gli esami in corso permetteranno anche di stabilire se il marinaio fosse sotto l’effetto di alcolici o di sostanze stupefacenti.

Il taxi è stato ormeggiato su un pontiletto nei pressi del ponte di Rialto, lato Pescaria San Bortolomio, e presenta il parabrezza anteriore completamente distrutto sul lato del passeggero, oltre a frammenti di vetro disseminati sia sulla prua che all’interno.

Venezia da tempo sta subendo un degrado anche turistico, in cui sempre di più visitatori prendono ponti e rive come trampolini. E la sfida sembra essere più preziosa quando più pericolosa.
Se a questo sommiamo la moda di sfidare la sorte (e la morte) per dei tuffi sempre più pericolosi – possibilmente facendosi riprendere da qualcuno -, l’equazione è fatta.
Il video di un tuffo dal Ponte di Rialto che vi riportiamo qui sotto risale a qualche anno fa ed è solo uno dei molti che si possono trovare in rete in materia di acrobazie pericolose di questo tipo.

I tuffi dai ponti o dalle scogliere a rischio della vita sono un’attrazione turistica ad Acapulco dal 1934. La famosa Quebrada (che significa ‘crepaccio’) è uno strapiombo a 45 metri d’altezza situato in un piccolo fiordo dell’Oceano Pacifico.
A Venezia, il Ponte di Rialto più di ogni altro ha sempre esercitato un fascino irresistibile per i folli dei tuffi estremi, solo che questa volta le cose sono andate male.

Il marinaio neozelandese ha pagato a carissimo prezzo la sua bravata. Si è lanciato a mezzanotte dalla sommità del Ponte di Rialto, a volo d’angelo, ma anzichè finire in acqua si è schiantato sul motoscafo taxi che transitava in quel momento. Conducente in stato di choc: il ‘tuffatore’ ha colpito il parabrezza a prua lato passeggero, pochi centimetri a sinistra e avrebbe centrato in pieno il motoscafista.

Un colpo tremendo per lo straniero che nell’impatto ha sfondato il parabrezza della barca ed è poi finito in canale. Conducente del taxi invece miracolosamente illeso, nonostante anche i pezzi di vetro schizzati tutt’intorno.

L’autore del tuffo, originario della Nuova Zelanda ma residente a Saint Tropez, era molto probabilmente ubriaco e, a quanto pare, era in compagnia con un ‘collega’. Forse una sfida, una bravata, chissà.
Un video con un telefonino, come si usa tanto ora, potrebbe aver registrato quegli istanti?

L’amico del neozelandese, un marinaio connazionale, quando sono arrivati i vigili della municipale, si trovava nella rifa a fianco il Ponte e non ha saputo spiegare con chiarezza come fosse successo, causa lo choc ma anche i fumi dell’alcol.

Le condizioni del ferito rimangono gravissime; ha riportato traumi e fratture in tutto il corpo, si trova nella rianimazione dell’ospedale civile di Venezia. Secondo le ultime informazioni, non sarebbe però in immediato pericolo di vita.

La Polizia municipale lo ha denunciato per attentato alla sicurezza dei trasporti. Lo yacht sul quale si trovava doveva ripartire a Ferragosto. Se anche l’esito del tuffo non fosse stato tragico, l’uomo avrebbe comunque compiuto un illecito, perché i canali e il bacino di Venezia sono vietati alla balneazione.

Un divieto costantemente ignorato da turisti di ogni età e Paese, che ogni stagione si buttano nell’acqua maleodorante del Canal Grande. Bravate, spesso in stato di ebbrezza. E’ successo dal Ponte di Rialto, da dove si sono lanciati negli anni giovani turisti inglesi, in un caso anche due ragazze americane – tutti multati dai vigili una volta riguadagnata la riva – ma anche da quello dell’Accademia, dove 4-5 giovani stranieri, nel luglio 2004, furono immortalati con i telefonini mentre si tuffavano di notte dall’arcata del ponte, stando attenti a schivare le barche di passaggio.

La polizia municipale, naturalmente, non può presidiare tutti i ponti della città, e non sempre può arrivare a sanzionare i trasgressori. E quando non sono i tuffi, Venezia viene vissuta dai vacanzieri più sbracati come fosse una spiaggia, in barba alle ordinanze sul decoro pubblico.

Sui social network finiscono sempre più spesso immagini di persone a torso nudo o in bikini tra le calli, o che si stendono al sole con gli asciugamani messi sui masegni, come si trovassero al Lido. Per questo il sindaco Luigi Brugnaro, prima ancora che si capisse la gravità del ‘tuffatore’ di Rialto, è sbottato contro la maleducazione imperante in città, e su twitter ha scritto: “Poteri speciali alla città per l’ordine pubblico. Borseggiatori, imbrattatori, ubriachi! Una notte di cella”.

(Video di un tuffo dal Ponte di Rialto da youtube qui sotto)

Paolo Pradolin | 14/08/2016 | (Photo d’archive) | [cod rialtove]


LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here