Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Un disonorevole mercato: docenti non vaccinati offrono cene ai positivi Covid, per contagiarsi, ammalarsi, evitare l’inoculazione e tornare a scuola. La storia arriva da Treviso, il listino prezzi andrebbe da 200 a 300 euro.
Rimane solo la speranza che non sia vero. Che si tratti di una notizia fasulla, oppure che riguardi qualche caso limite. Impossibile però non rivelarla, visto che la fonte sono alcuni dirigenti delle Scuole del trevigiano.
Raccontano la strategia, si scelga, autolesionista o incosciente, o scellerata, di alcuni insegnanti che non intendono o, si scelga, non possono, per paura o per motivi di salute, sottoporsi al vaccino.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Apprendiamo allibiti che alcuni di loro hanno organizzato, nel periodo natalizio, incontri e cene con una o più persone positive, con l’intento di contagiarsi. Per poi guarire, possibilmente, e ritornare a scuola con tanto di certificazione verde rafforzata, valida fino alla chiusura dell’anno scolastico. E se devono offrire la cena, o pagare la prestazione, con centinaia di euro, cosa sarà mai di fronte allo stipendio che non riceverebbero se venissero sospesi e lasciati a casa. . .
Si scelga a piacere: un gesto disperato pur di non farsi inoculare il vaccino? Una strategia coerente con i propri principi di libertà? Una mancata percezione dei rischi che il contagio potrebbe provocare?
E una volta contagiati, questi docenti, dopo aver salvato il sacrosanto lavoro e lo stipendio, lo sanno che possono contagiare a loro volta i familiari, gli amici? O diventeranno anelli di una sinistra catena per volontari disposti ad ammalarsi? E le persone positive che si sono prestate al macabro gioco, come definirle? Si scelga. Gentili, disponibili, spregiudicate, disinformate sui doveri della quarantena? Come mai si sono prestate a quello che si avverte come un comportamento irresponsabile? Inconsapevoli? Forse.
Un contagio val bene una cena, “come Parigi val bene una messa?, per ottenere uno scopo? Quando questa frase fu pronunciata da Enrico IV, nel ‘500 la Francia era devastata da una terribile guerra civile. Il mondo, oggi, oltre alle guerre visibili e invisibili, le ingiustizie e la fame, le file di uomini, donne e bambini vaganti nel gelo, nella neve e nei mari, alla ricerca di un altrove possibile senza frontiere, vive da due anni la nuova guerra con la pandemia, alla ricerca della salvezza.
Ognuno si difende come può, si potrebbe affermare. E tutti abbiamo visto, sentito, preso atto delle diverse e differenti posizioni, ma non eravamo pronti, crediamo, all’invenzione di un mercato del contagio, di un dare e avere cinico, un baratto tra la salute e la malattia. Poi c’è sempre il famoso diavolo che ci mette lo zampino e fa saltare l’accordo. Per qualche docente che sperava di contagiarsi, niente da fare, nonostante le frequentazioni e le cene con i complici positivi. Quindi?
Fisseranno altri appuntamenti e per chi non ha potuto dire come un docente in un videomessaggio “Dio per questo Natale mi ha fatto il regalo più bello: sono positivo al Covid”, può sempre varcare la soglia di un reparto ospedaliero, dove medici e infermieri stremati cercano di salvare la vita ai malati, che anche loro, hanno ricevuto in dono il contagio Covid. Non sapremo mai se anche loro stanno ringraziando Dio.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google
Potrei anche crederci visti i ricatti x il vaccino a cui si è sottoposti
…. E a questo punto prenotiamo una cena anche in Africa appena abbiamo notizia di una epidemia di morbillo, epatite, dissenteria, difterite, poliomelite, parotite, rosolia, e perché no? vaiolo, ed ebola per dessert…. così non facciamo più i vaccini! Ma quanto sono sono rimasti indietro questi a scuola, quando si studiava un po’ di sacrosanta scienza?!?
Incredibile Andreina! Le pensano tutte per nn rispettare le regole!