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Terrore in piscina: il cuore di un ragazzino di 12 anni si ferma

Un giorno di svago, di allegria in piscina con la famiglia, che inaspettatamente si trasforma in un incubo. Improvvisamente a bordo piscina si nota animazione concitata, poi si sentono urla ed è così che è cominciato il dramma. E’ accaduto nel pomeriggio di ieri quando un ragazzino di 12 anni, in vacanza con la sua […]

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Un giorno di svago, di allegria in piscina con la famiglia, che inaspettatamente si trasforma in un incubo. Improvvisamente a bordo piscina si nota animazione concitata, poi si sentono urla ed è così che è cominciato il dramma. E’ accaduto nel pomeriggio di ieri quando un ragazzino di 12 anni, in vacanza con la sua famiglia in un campeggio di San Vincenzo (Livorno), ha vissuto il momento più terribile della sua giovane vita: un arresto cardiaco improvviso mentre si trovava in piscina. I testimoni, però, parlano, alla fine, anche di un piccolo grande miracolo, dovuto a prontezza e speranza.

Il fatto nel primo pomeriggio. Il piccolo, figlio di turisti olandesi, è stato colto da un malore improvviso mentre si trovava in acqua. Fortunatamente la reazione immediata di chi era lì vicino ha fatto in modo che il ragazzino venisse subito portato fuori dall’acqua. E’ stato evidente da subito che il suo cuore aveva cessato di battere. In pochi istanti è partita l’organizzazione dei soccorsi. Provvidenziale è stato l’uso del defibrillatore automatico presente nella piscina: senza esitazione, alcuni bagnanti hanno seguito le indicazioni ricevute dalla centrale operativa del 118 e, con un gesto semplice ma fondamentale, hanno fornito al bambino la prima scarica, nel tentativo disperato di ridargli la vita.

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Nel giro di pochi minuti, intanto, arrivavano sul posto i soccorritori: un’ambulanza con infermiere da Venturina, un’altra con medico da Piombino, e infine, come ulteriore protezione del piccolo paziente, ma anche segno evidente della gravità della situazione, è stato attivato l’elicottero del 118, pronto a trasportare il bambino d’urgenza al Meyer di Firenze, uno degli ospedali pediatrici più importanti d’Italia.

Quando i sanitari sono arrivati, il piccolo era ancora privo di coscienza, ma la sua attività cardiaca era tornata. Un segno di speranza, che dimostrava quanto fosse stato fondamentale l’intervento precoce. I soccorritori, con grande professionalità e sangue freddo, hanno continuato a prestare manovre salvavita, mantenendo viva la speranza di un recupero. Con il passare dei minuti, la situazione è cominciata a stabilizzarsi e un grande applauso liberatorio con le lacrime agli occhi ha sottolineato che il bambino, alla fine, ha ripreso coscienza, rispondendo agli stimoli.

È stato un momento di immensa emozione per tutti coloro che erano presenti, per chi ha assistito impotente a quell’incidente e per i soccorritori che, con il cuore pieno di tensione, non hanno mai smesso di lottare per lunghi minuti per la vita del piccolo. Poi, finalmente, è arrivato il ‘via libera’ per il trasferimento d’urgenza al Meyer di Firenze con l’elicottero, dove il piccolo paziente è stato subito preso in carico dai medici.

Questa vicenda è un potente promemoria del valore di ogni secondo in situazioni di emergenza. Se non fosse stato per la prontezza dei soccorritori, per la rapidità dell’intervento e per la presenza del defibrillatore, la storia di quel bambino avrebbe potuto finire in maniera molto peggiore. Ma oggi, grazie a quel gesto rapido e decisivo, un ragazzino ha ancora la possibilità di guardare al futuro.

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Resta in sospeso, sullo sfondo, l’esigenza di fare, in un momento successivo, ulteriori controlli per capire l’origine dell’emergenza. Il cuore di un bambino non dovrebbe fermarsi mai, l’origine del malore dovrà dunque essere sondata e studiata. Nel frattempo, tutti oggi si aggrappano a quello che è sembrato un vero, piccolo miracolo. Quello di vedere il ragazzino con gli occhi aperti e vigile entrare in ospedale per le cure necessarie, dopo che il suo cuore si era fermato per interminabili secondi.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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