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Un tentativo di far precipitare un aereo passeggeri è stato sconfitto grazie all’intervento dei passeggeri a bordo del volo FZ1073 diretto da Dubai a Tel Aviv. Dopo l’aggressione al comandante, il velivolo ha deviato su Tabuk, in Arabia Saudita, dove è atterrato in sicurezza. Dieci ore più tardi i passeggeri sono arrivati a Tel Aviv con un aeromobile sostitutivo.
Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità israeliane, il comandante, identificato come il cittadino indiano Smit Machchhar, è stato preso di mira dal copilota durante il volo. Flightradar24 ha registrato una perdita di quota di circa 5.000 metri in un solo minuto con urla a bordo, un dato che ha alimentato la drammaticità dell’episodio.
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I passeggeri sono stati protagonisti della reazione che ha impedito la tragedia. Testimonianze e immagini diffuse dalle autorità raccontano di una colluttazione nella cabina di pilotaggio; alcuni viaggiatori hanno forzato l’ingresso, immobilizzato l’aggressore e consegnato il comando a un secondo equipaggio di Flydubai presente sull’aeromobile per una coincidenza, che ha poi portato l’aereo a terra in condizioni di sicurezza.
Tra i presenti c’è chi ha parlato di un vero e proprio miracolo. Una passeggera ha riferito all’agenzia Reuters lo choc provato durante il volo e la gratitudine per essere arrivata sana e salva a casa. Un altro passeggero coinvolto nella colluttazione ha mostrato ancora ferite alla fronte e ha raccontato di aver agito per salvare la propria famiglia.
Il premier Benjamin Netanyahu ha definito l’episodio «un grave incidente di sicurezza» e ha riferito che il copilota verrà interrogato dalle autorità saudite. In un’intervista televisiva ha aggiunto che l’aggressore manifestava odio verso gli israeliani, mentre sulle possibili responsabilità di terzi, incluse ipotesi di coinvolgimento iraniano, ha detto che è troppo presto per trarre conclusioni e che Israele seguirà le indagini.
Tra le immagini diffuse dall’ufficio del primo ministro c’è quella di Netanyahu che abbraccia Yaniv Hayun, il passeggero ritenuto tra i primi a entrare nella cabina. Un altro uomo, identificato come un idraulico, sarebbe riuscito a sedersi al posto di guida e a riprendere il controllo della cloche prima dell’atterraggio, secondo quanto riferito dal premier.
Flydubai ha parlato di un «alterco» nella cabina e ha precisato che le cause dell’accaduto restano da accertare, invitando a non avanzare speculazioni premature. Anche l’autorità per l’aviazione civile degli Emirati Arabi Uniti ha classificato l’episodio come un «incidente di sicurezza» riportato sotto controllo.
All’aeroporto di Tabuk le autorità locali hanno riferito che entrambi i piloti sono stati ricoverati per lesioni riportate durante l’aggressione. In Israele un uomo di 51 anni è stato trasferito in ospedale con ferite al tronco giudicate lievi. Le fonti israeliane parlano di 174 persone a bordo, per lo più cittadini israeliani.
Sui profili dei membri dell’equipaggio sono circolate informazioni discordanti: alcuni funzionari israeliani hanno indicato il copilota come cittadino omanita, altre ricostruzioni hanno invece citato diverse nazionalità. Non sono pervenute finora reazioni ufficiali dall’Oman.
Il caso ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei voli tra Dubai e Tel Aviv e sul controllo degli accessi agli equipaggi in arrivo in Israele, temi già sensibili nel contesto delle relazioni crescenti tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti dopo gli Accordi di Abramo. Entrambi i Paesi mantengono collaborazioni in ambito militare e di difesa, comprese forniture e personale per sistemi antiaerei.
Non è la prima volta che la rotta Flydubai tra Dubai e Tel Aviv fa scalo in Arabia Saudita per ragioni di emergenza: un volo della stessa compagnia era già atterrato a Riad nel settembre 2025 per un’emergenza medica. Finora, né la compagnia aerea né le autorità di Riad hanno confermato le affermazioni avanzate dalle autorità israeliane.
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