Terra e Acqua 2020: auto di candidato danneggiata dal fuoco

ultima modifica: 08/09/2020 ore 18:39

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Terra e Acqua 2020: auto di candidato danneggiata dal fuoco

Brusco risveglio per uno dei candidati consiglieri comunali della squadra Terra e Acqua 2020. Lunedì mattina Nicola Sabatini si è trovato a dover far i conti con la propria vettura danneggiata in seguito ad un incendio. Ad avvisarlo una chiamata da parte dei vigili del fuoco. I pompieri sono intervenuti alle 2.15 della notte.


Ancora da stabilire la matrice, se dolosa o accidentale, sebbene i vigili del fuoco propendano per la prima ipotesi. Quello che invece è evidente è il posizionamento: il fatto è infatti avvenuto davanti alla sede di Terra e Acqua di Corso del popolo 31, a Mestre.

Il Movimento, che corre alle prossime Comunali con Marco Gasparinetti candidato sindaco, ritiene che sia da escludere che si volesse danneggiare proprio la lista.
Le fiamme, divampate in una delle due notti del fine settimana, hanno danneggiato la vettura, ma anche il cassonetto poco distante e un albero.


«Non ho mai litigato con nessuno, non so se sia un attacco perché non ho mai avuto a che fare con questi episodi, né so se solo il calore possa aver sciolto le plastiche dell’auto. Dal faro anteriore in giù tutto è colato, la fiancata è ingiallita e le plastiche sono fuse. All’interno devo ancora fare le valutazioni. Mi disturba molto questo fatto, infastidisce», ha affermato il candidato consigliere comunale.

Quanto accaduto è stato commentato anche da Ottavio Serena, designato assessore alla sicurezza della lista: «Si tratta di un fatto spiacevole, perché il vandalismo non può esser tollerato – esordisce l’ex generale dei carabinieri – L’amministrazione uscente evidenzia tutti i suoi limiti nel proporre temi di sicurezza all’interno della città salvo poi esser smentita dai fatti che si continuano a verificare ultimamente».

Serena ha poi proseguito: «Le forze dell’ordine deputate all’approfondimento facciano il loro lavoro, vadano in fondo alla questione per cercare di capire l’origine del danneggiamento. Se anche fosse “solo” un atto vandalico, è comunque da condannare, una città non può essere ostaggio di questi atti e chi è alla guida deve necessariamente farsene carico».

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