COMMENTA QUESTO FATTO
 

La ‘Tassa di sbarco’ (o, volgarmente, ticket di ingresso) non è ancora diventata esecutiva a Venezia che già si sta sollevando un bel polverone su diversi fronti.
Intanto vanno registrate le proteste dei residenti della provincia e della regione che hanno ben specificato che mai pagherano un sovrapprezzo del biglietto per venire in centro storico per motivi personali (per trovare parenti, ad esempio).

Va poi registrato che tutti stanno citando il “modello Venezia” per avere in altre località turistiche lo stesso beneficio. Ora vogliono il ticket – anzi, la «tassa di sbarco» – le Cinque Terre: il sindaco di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia, lo ha chiesto esplicitamente. Lo invoca la Costiera Amalfitana. Ne parlano anche le perle delle Dolomiti, che già la scorsa estate hanno introdotto il numero chiuso. Ad essere interessata al sistema è poi anche Firenze.

E’ evidente che la “Tassa di sbarco” fa gola per la possibilità di aumentare gli incassi relativi all’imposta di soggiorno, già consistenti, che ormai già tutti hanno. Quanti pernottano versano trenta milioni l’anno con la tassa. E le stime sulla nuova imposta sono di numeri che potrebbero oscillare tra 40 e 50 milioni l’anno.

La misura, innovativa per Venezia è già prassi più che collaudata in varie isole, dalle Eolie all’Elba, dove la tassa è tra 2,50 e 5 euro, fino ad arrivare a Capri.

E nessun rischio per un possibile calo di turisti sta preoccupando i futuri destinatari. «Abbiamo introdotto dei ticket di ingresso in alcuni luoghi, come i Giardini di Augusto e Villa Lysis – racconta il sindaco di Capri Gianni De Martino – il contributo dei turisti serve per rendere più accoglienti i siti. Non c’è stato alcun calo di visitatori, anzi. Il biglietto ci consente di curare al meglio l’accoglienza e la gestione degli spazi e questa è la migliore pubblicità per il territorio».

«Studieremo un regolamento equilibrato e partecipato che tuteli chi vive, studia e lavora nel nostro territorio», ha annunciato sui social il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, sottolineando importanza del sostegno che «aiuterà a gestire meglio la Città, a tenerla pulita, a offrire servizi d’avanguardia agli ospiti e a far vivere i veneziani più decorosamente».

Prima che la tassa sia applicata è possibile dirlo sulla base dell’esperienza: sono stati questi i risultati a Capri e in altre isole minori dove essa esiste da tempo.

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

Riproduzione Riservata.

 

Una persona ha commentato

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here