Stalker tormentano madre e figlia: incendiate le auto e minacce con la vernice

ultimo aggiornamento: 23/06/2020 ore 12:22

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Stalker tormentano per un anno e mezzo madre e figlia: sassi lanciati contro la camera da letto, minacce con la vernice, incendi alle auto e agli scuri sono alcuni degli episodi.
Un incubo apparentemente “anonimo” che sembrava non finire mai, finché sabato scorso gli agenti del Commissariato di Marghera hanno portato a segno due arresti in flagranza di reato per stalking, mettendo la parola fine ad un’escalation di minacce e violenze.

L’operazione giunge al termine di una elaborata indagine condotta dagli agenti e che ha portato alla identificazione e poi all’arresto di due persone: G.S., veneziano di 56 anni, e D.P., 24 anni, trevigiano d’origine ma residente a Marghera. I due si sono resi responsabili di una lunga serie di intimidazioni, minacce e danneggiamenti anche gravi ai danni di due donne.

G.S. era già stato denunciato diverse volte negli scorsi mesi dalla sua ex compagna, che stava vivendo un incubo di molestie dietro alle quali sospettava ci fosse proprio l’uomo: per tale ragione gli agenti del Commissariato hanno messo in campo una serie di indagini, al fine di ricostruire la fitta rete di comportamenti del soggetto contro la propria vittima.


Da tempo infatti la ragazza subiva minacce e danneggiamenti sia presso la propria abitazione a Mira sia presso l’abitazione della propria madre, a Marghera. Gli stessi vicini della donna erano vittime di danneggiamenti: sono infatti 5 le autovetture incendiate nel quartiere i cui abita la donna.

Nei mesi scorsi la situazione è degenerata ed è divenuta per la vittima a dir poco insostenibile: minacce scritte con la vernice, incendi degli scuri delle finestre di casa, il furto del contatore del gas. La follia del suo persecutore si è manifestata anche contro una collega di lavoro della vittima che si è vista incendiare l’automobile.

Le indagini condotte dal Commissariato di Marghera hanno permesso di accertare che G.S. dedicava le sue intere giornate a percorrere in macchina le vie di residenza dell’ex compagna a Mira, e della madre a Marghera, con l’unico scopo di poter controllare le due donne.


Le indagini hanno ricostruito la preoccupante frequenza di passaggi dell’uomo sotto casa della vittima: sono contati anche 14 passaggi in una sola ora.

Data la esclation di comportamenti anomali di G. S., i poliziotti hanno deciso di entrare in azione immediatamente.

Gli agenti avevano infatti intuito che l’uomo stava per commettere qualche azione illecita o ne aveva l’intenzione: i suoi comportamenti, infatti, e anche i suoi movimenti sotto le abitazioni delle due donne si erano fatti più nervosi negli ultimi giorni, durante i quali i poliziotti non lo hanno mai perso di vista.

L’INTERVENTO DELLA POLIZIA
Al fine di scongiurare ulteriori e pericolose azioni che avrebbero potuto mettere in pericolo le donne già fortemente provate, sabato scorso è scattata l’ultima operazione: già dal primo pomeriggio gli agenti del Commissariato di Marghera ha intensificato ancor di più l’attività di sorveglianza e di osservazione nei confronti dell’uomo.

L’autovettura di G.S. è stata seguita senza mai essere persa di vista, e gli agenti hanno annotato passaggi e soste ripetute, indicative delle intenzioni del G.S..

L’uomo, dopo aver passato l’intero pomeriggio di sabato a “fare la posta” sotto casa della sua ex a Mira, in serata si è portato a Marghera presso l’abitazione della mamma della sua ex, dove i suoi comportamenti sono apparsi, se possibile, ancora più compulsivi e sospetti: G.S., in particolare, era stato raggiunto dal ventiquattrenne D.P. (altro soggetto che aveva attirato da tempo l’attenzione degli agenti, e che si è rivelato essere suo complice).

Intorno alle 21 i poliziotti appostati hanno notato G.S. arrivare a piedi e soffermarsi a guardare le finestre dell’abitazione della ex suocera; dopo aver proseguito per pochi metri, era ritornato indietro insieme al P.D per guardare ancora intensamente il palazzo.

Ad un tratto, il giovane P.D., dopo aver indossato un paio di guanti neri, ha scagliato con violenza due grossi sassi verso la finestra della camera da letto dell’abitazione, per poi tentare la fuga.

Gli agenti sono partiti all’inseguimento, bloccando subito i due uomini, che sono stati arrestati. Accompagnati in commissariato, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per atti persecutori in concorso.

sequestro materiale stalking marghera

I due uomini hanno numerosi precedenti: G.S. per diffamazione, deturpamento, ingiurie, molestie, minacce, lesioni personali, atti persecutori e calunnia; D.P. invece per tentato furto aggravato.

A seguito dell’udienza di convalida svoltasi in data odierna, nei confronti di G.S. è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere, mentre per il complice D.P. è stato disposto il divieto di avvicinamento alle due signore.

I poliziotti, oltre ai due grossi sassi lanciati, hanno sequestrato anche altro materiale, tra cui altri due grossi sassi ritrovati all’interno dell’auto di G.S., una grossa tronchese e un taglierino.

E’ stata rinvenuta, inoltre, in seguito a perquisizione, una confezione di “accendi-fuoco” dello stesso tipo di quello utilizzato per gli incendi delle autovetture.

Si è conclusa così una vicenda che poteva evolversi in modo decisamente pericoloso, considerata l’escalation dei comportamenti tenuti dai due uomini che hanno messo in pericolo le due donne prese di mira.

Gli uomini del Commissariato hanno posto fine ad un incubo che ha interessato i vicini delle due veneziane, a Mira e a Marghera.

(In foto: il materiale sequestrato dagli agenti)

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