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I protestanti annullano Milano e Bologna: nuove piazze comunicate all’ultimo momento

Il Movimento 17 Ottobre annulla i luoghi annunciati (Duomo e Nettuno) e svelerà i punti di raccolta il 24 ottobre poco prima

Il Movimento 17 Ottobre ha deciso di cancellare i punti di ritrovo pubblicamente annunciati per la mobilitazione di sabato 24 ottobre, inclusi piazza Duomo a Milano e piazza Nettuno a Bologna, motivando la scelta con la massiccia presenza di forze dell’ordine e le misure di sicurezza già predisposte nelle città coinvolte.


L’avviso è stato diffuso sui canali social del gruppo, che hanno invitato i partecipanti a non recarsi nei luoghi indicati in precedenza. Secondo gli organizzatori, i siti resi noti diventerebbero facilmente controllabili e, di conseguenza, obiettivi per eventuali dispositivi di ordine pubblico.


Nel comunicato i promotori descrivono una situazione di forte dispiegamento delle forze dell’ordine: presidi, mezzi blindati, cordoni e aree interdette, elementi che avrebbero reso le piazze annunciate “delimitabili e controllabili”. Per questo motivo il calendario delle piazze ufficiali è stato annullato e gli stessi sostenitori sono stati sollecitati a non presentarsi dove era stato indicato.


La strategia alternativa scelta dal movimento punta sulla diffusione last-minute dei punti di raccolta. Per ciascuna città, spiegano gli organizzatori, alle 14.30 verranno rese note tre diverse location; circa un’ora più tardi, alle 15.30, sarà comunicata la destinazione finale verso cui i tre concentramenti convergeranno.


L’indicazione operativa è di raggiungere il punto più vicino, senza un coordinamento centrale dei partecipanti: una logica di prossimità che, nelle intenzioni del Movimento 17 Ottobre, permetterebbe una riempitura “dal basso” delle tre piazze e una successiva convergenza in corteo verso un unico luogo di ritrovo.


Secondo il piano descritto, i tre raggruppamenti si muoveranno in marcia per ricongiungersi: un sistema pensato per evitare che i manifestanti vengano bloccati o isolati in spazi predefiniti e facilmente circoscrivibili. L’obiettivo dichiarato è duplice: limitare la prevedibilità delle presenze e aumentare la tutela collettiva di chi partecipa alla mobilitazione.

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La scelta organizzativa viene motivata dagli stessi promotori come risposta alle misure di sicurezza, ma anche come questione di principio. Il movimento sostiene che una piazza che si muove, che si incontra e si ricompone, favorisce il confronto e la crescita politica, contrapposta a un presidio statico che rischia di trasformarsi in un recinto controllato.


Nel testo diffuso si sottolinea inoltre la volontà di proseguire la mobilitazione nonostante i provvedimenti e i dispositivi annunciati dalle autorità. Il messaggio ribadisce la determinazione a non essere fermati da nuove normative o da misure di ordine pubblico e a definire in autonomia tempi e luoghi dell’iniziativa.


Gli organizzatori concludono richiamando l’assenza di una rappresentanza esterna: la mobilitazione sarà autorganizzata e sarà il movimento stesso, dicono, a decidere quando e dove ritrovarsi per la manifestazione di sabato.

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Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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