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sabato 17 Aprile 2021
HomeL'indagineSoldi per migranti da trasbordare di nave, Caccia e Casarin indagati

Soldi per migranti da trasbordare di nave, Caccia e Casarin indagati

Soldi per migranti da trasbordare da nave in nave: una brutta faccenda sulla quale sta indagando la Procura della Repubblica di Ragusa per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di violazione alle norme del Codice della Navigazione.
Il dispaccio originale:
“Lunedì mattina un gruppo interforze composto da personale della Squadra Mobile della Questura di Ragusa, del Nucleo PEF della Guardia di Finanza Ragusa, della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Pozzallo e del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera di Pozzallo, ha dato esecuzione ad un decreto di perquisizione personale e locale e sequestro nei confronti della società proprietaria ed armatrice del rimorchiatore “MARE JONIO” e di alcuni soggetti risultanti esserne soci, dipendenti o amministratori, di fatto o di diritto”.
Otto le persone indagate, tra cui l’ex assessore veneziano Giuseppe Caccia (foto) e Luca Casarini, attivista dei Centri Sociali del Nordest.
Ieri mattina, infatti, risultano effettuate perquisizioni domiciliari anche nell’abitazione di Venezia di Caccia e di Palermo di Casarini.
Continua la nota ufficiale:
“I fatti che hanno portato all’emissione del provvedimento riguardano lo sbarco di 27 migranti

avvenuto il 12.09.2020 nel porto di Pozzallo, da parte del rimorchiatore “MARE JONIO”, operante per conto della MEDITERRANEA SAVING HUMANS-APS.
I 27 migranti erano stati trasbordati in data 11.09.2020 dalla M/N MAERSK ETIENNE, battente bandiera danese, che 37 giorni prima li aveva soccorsi in mare a seguito di evento SAR disposto dallo stato di Malta ed era in attesa di indicazione di specifico P.O.S. (place of safety).
Le indagini fin qui svolte, corroborate da intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali, hanno permesso di far emergere che il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della “MARE JONIO” (senza nessun preventivo raccordo con le Autorità maltesi, competenti per l’evento SAR, o con quelle italiane ed apparentemente giustificato da una situazione emergenziale di natura sanitaria, “documentata” da un report medico stilato dal team di soccorritori imbarcatosi illegittimamente a bordo del rimorchiatore) è stato effettuato solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, accordo in virtù del quale la società armatrice della M/N MARE JONIO ha percepito un’ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso.

Davvero una brutta vicenda.
In pratica, in cambio di “un’ingente somma”, simulando un’emergenza sanitaria a bordo, gli indagati hanno preso in carico i 27 migranti salvati in mare dalla Maersk Etienne, che li aveva soccorsi 37 giorni prima, che è tornato così ad essere ‘libera’ di riprendere l’attività commerciale.
A pagare sarebbe stato l’armatore della nave danese che si è “liberato” del problema scucendo

un’ “ingente somma”.
A incassare quelli della Nave Jonio che operava soccorsi in mare per conto della Mediterranea saving humans.
Tutto ciò negli atti d’accusa della Procura di Ragusa principalmente verso quattro indagati: l’ex disobbediente Luca Casarini, l’ex assessore comunale di Venezia Beppe Caccia, il regista Alessandro Metz e il comandante Pietro Marrone.
I reati contestati sono favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione delle norme del codice della navigazione.
Sono indagati per il loro ruolo con la Nave Jonio, gestita dalla compagnia armatoriale Idra social shipping, mentre è estranea all’inchiesta la Mediterranea saving humans.

Le reazioni.
La Ong parla di “accuse pesanti”, ma che “in realtà puntano a colpire la pratica del soccorso civile in mare” e di “‘teorema giudiziario’, in cui si ipotizza che le attività di soccorso e salvataggio siano preordinate allo scopo di lucro”.
“La ‘macchinazione’ ipotizzata”, sostiene la Ong, è “talmente surreale da rendere evidente quale sia il primo e vero obiettivo di questa operazione”: quello di “creare una ‘macchina del fango'”. E annuncia che “non si fermerà a causa di questo attacco, triste e prevedibile”.
Il procuratore di Ragusa, Fabio D’Anna, che ha costituito un gruppo interforze composto da personale della guardia finanza, della squadra mobile e della capitaneria di porto, ha fatto eseguire un decreto di perquisizione per “ricercare ed acquisire ogni elemento” che sia “utile a comprovare i rapporti tra gli indagati e la Maersk Etienne, e con eventuali altre società armatoriali”.
Al centro dell’inchiesta lo sbarco di 27 migranti il 12 settembre del 2020 nel porto di Pozzallo dalla Mare Jonio che erano stati stati trasbordati sul rimorchiatore il giorno prima dalla Maersk Etienne, sulla quale erano da 37 giorni in attesa di assegnazione di un porto sicuro dopo un evento Sar disposto da Malta.
Per la Procura di Ragusa, da indagini “corroborate da intercettazioni telefoniche, finanziarie e riscontri documentali”, è “emerso che il trasbordo dei migranti” sarebbe avvenuto “senza nessun raccordo con le autorità” maltesi e italiane e “apparentemente giustificato da una situazione emergenziale di natura sanitaria,




‘documentata’ da un report medico stilato dal team di soccorritori imbarcatosi illegittimamente sul rimorchiatore”.
Ma non solo: il trasbordo, ed è l’accusa più grave mossa dalla Procura, sarebbe stato “effettuato solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi”, con “la Mare Jonio che ha percepito un ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso”.
Un’inchiesta avviata dopo lo sbarco e che, spiega il procuratore D’Anna, non riguarda la gestione delle Ong nei soccorsi in mare, ma “soltanto un episodio in cui sono coinvolte due società commerciali”.
Tanto che nessun componente della Mediterranea saving humans è indagato.
Sulla vicenda è intervenuto il leader della Lega, Matteo Salvini, annunciando che chiederà “un incontro urgente al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno”.
“Nei primi due mesi di quest’anno – ha osservato – ci sono stati 4.536 sbarchi, contro i 2.359 del 2020 e i 262 del 2019 con la Lega al governo”.
“Risposte urgenti del ministro Lamorgese” sono attese anche da Giorgia Meloni, sottolineando che “Fdi continuerà a battersi contro il business che ruota attorno al traffico di esseri umani”.
Intanto ‘Sea Watch 3’ ha sollecitato Malta e Italia a “concedere un porto sicuro” perché le “363 persone a bordo” salvate in mare “sono esauste e hanno bisogno di sbarcare al più presto”.
La nave dell’Ong tedesca è nord-est di Lampedusa, dove la notte scorsa sono arrivati 371 migranti.
E il sindaco Tòtò Martello ha lanciato l’allarme: “a Lampedusa siamo preoccupati, la rotta Libica è sempre più attiva”.

(foto da Facebook)

Data prima pubblicazione della notizia:

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