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La Regione Veneto toglie l’Urbanistica a La Città Metropolitana

Nessun risultato pare abbia ha avuto la richiesta di moratoria per Venezia inoltrata ad Ater e Comune, in virtù anche della Legge Speciale e della specificità di Venezia.

La “caporetto” per la residenzialità a Venezia annunciata dal cittadino “Veneziano D.O.C.” un anno fa, da quanto si legge sui quotidiani, sembra ora “sorprendere” gli addetti ai lavori.

Ma forse era tutto previsto e prevedibile, e i suoi appelli per salvare gli ultimi residenti dall’esodo appaiono ancora totalmente inascoltati, e forse qualcuno ha dimenticato che gli alloggi di Ater e Comune dovrebbero svolgere un’azione sociale, e non dovrebbero improvvisamente essere assoggettati a “criteri di mercato”, specie in quello di Venezia praticamente “devastato” dall’impatto del turismo.

Ben venga la decadenza per chi ha i soldi per comprarsi la casa a Venezia (e non saranno molti) e un adeguamento del canone per chi, pur avendo redditi più consistenti della media e dei risparmi, non può comunque concederselo.

Ma nessuna decadenza dovrebbe essere applicata a chi semplicemente supera, con un modesto stipendio e limitati risparmi, un isee-erp di 20.000 euro che pare possa anche corrispondere (reinserito un canone di locazione magari di 2000 € annui, inizialmente detratti dall’Isee base), a un Isee normale di 18.000 euro, tutto sommato modesto.

Per “colpa” di un figlio che magari trova lavoro, o per aver pensato, visti i tempi, di risparmiare qualche decina di migliaia di euro per imprevisti o per la vecchiaia, in una Venezia che non ha alternative se non la terraferma nessuno dovrebbe perdere l’alloggio! Questo incrementerebbe l’esodo da una città in costante emergenza abitativa…

Almeno per Venezia centro storico e isole invece, non avendo una analoga periferia, si era auspicato che non fosse applicata la decadenza dell’assegnazione, ma fosse semplicemente adeguato il canone, ovviamente in modo calmierato e non certo di mercato. Cosa che non pare stia avvenendo, nonostante appelli e solleciti inviati dal residente a Comune, Ater e Regione affinché considerassero la specificità di Venezia, ma caduti per ora nel vuoto.

Dovremo vedere anziani settantenni “costretti” a farsi la patente auto perché dovranno emigrare in chissà quale sperduto paesino della terraferma, irraggiungibile da chi magari a Venezia li poteva assistere nella vecchiaia?

Improponibile ci pare far paragoni tra i canoni pubblici e i prezzi di mercato delle locazioni a Venezia: i contratti di locazione vecchi spesso potevano essere parzialmente in nero, e i nuovi, se ne esistono per residenti, hanno prezzi improponibili a causa dell’impatto del turismo, quindi i valori di riferimento O.M.I. dell’Agenzia delle Entrate (cui fa riferimento la Legge Regionale 39/2017,) non appaiono realistici, e pare che in molti comuni e per certe categorie di alloggi (esempio alloggi in discrete condizioni in alcune zone di Venezia) non esistano proprio: allora su cosa si baseranno i nuovi “calcoli”?

Non pare inoltre giusto far pagare ai residenti una locazione insostenibile perché un turismo con effetti devastanti sulla residenzialità ne ha fatto crescere i prezzi.

Crediamo serva valutare principalmente retribuzioni e pensioni, e non far prevalere dei modesti risparmi o i prezzi del “mercato” immobiliare.

E perché poi, proprio a Venezia (la città col carovita tra i più alti d’Italia) gli affitti dovrebbero pure aumentare anche per quei soggetti che prima erano tutelati, non per privilegio, ma giustamente?

Un sistema forse per far “cassa”, o per rimediare alle vicende gestionali che avevano portato al commissariamento di qualche Ater?

Abitare a Venezia, per chi vi è nato, non può essere considerato un lusso, ma solo un’esigenza, un modo di vivere, difficilmente adattabile in terraferma.

Per il resto, se un turista può pensare che sia un privilegio viverci (pensando alla gioia di poter visitare chiese e musei dalla mattina alla sera…), chi conosce Venezia potrebbe giudicare folle o masochista chi si ostina a voler vivere in una città:

-abitata prevalentemente da anziani,

-senza divertimenti per i giovani,

-dove spostarsi o raggiungere un pronto soccorso è difficile e lento,

-dove il costo della vita tra i più alti d’Italia,

-soffocata dai turisti, taxi, barche “granturismo” e navi,

-allagata dall’alta marea,

-con un clima umido e nebbioso dannoso per la salute,

-priva di un centro commerciale,

-con negozi in estinzione,

e dove pure, dopo la diossina in laguna e nei rii, si è recentemente scoperto ci sia l’aria più inquinata della Tangenziale, e talvolta persino di Milano!

Forse qualcuno ha dimenticato che a Venezia c’è un esodo inarrestabile dovuto a mio avviso principalmente al turismo, e che le case pubbliche sono ormai quasi l’unico modo per abitare in un alloggio in locazione per residenti!

Mi auguro che chi decide sulla sorte degli ultimi residenti, non si basi su algoritmi, ma, senza considerali privilegiati, sulla specifica realtà di Venezia e dei suoi abitanti…

Prof. Fabio Mozzatto – “Veneziano D.O.C.”

Riproduzione Riservata.

 

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