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La calura non dà tregua all’Italia: nella giornata del 1° settembre quattro capoluoghi sono stati posti al livello massimo di allerta per ondate di calore. Bari, Campobasso, Catania e Latina compaiono nel bollettino del ministero della Salute con il bollino rosso.
Il sistema di monitoraggio del ministero segnala inoltre che oggi altri nove centri risultano in stato di pre-allerta, il cosiddetto bollino giallo: tra questi Ancona, Cagliari, Messina, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Roma e, già da oggi, anche Frosinone e Rieti. Domani, 2 settembre, il numero dei capoluoghi “gialli” dovrebbe salire a dieci, mentre Catania scenderà dal rosso al giallo. Nessuna città è classificata in arancione né oggi né nella previsione per domani.
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Scopri come fare
Il prolungarsi dell’ondata calda è dovuto alla persistenza dell’anticiclone subtropicale sul Mediterraneo, che stabilizza la colonna d’aria e richiama masse d’aria calda dal continente. A peggiorare la situazione concorrono le temperature superficiali del mare, che in alcune aree registrano anomalie fino a +5 °C rispetto alla norma: il bacino marino agisce come un serbatoio termico, rilasciando gradualmente calore e rallentando il naturale raffreddamento delle coste e delle pianure limitrofe.
Pur con una lieve attenuazione rispetto ai picchi degli ultimi giorni, le temperature rimarranno al di sopra della media stagionale. Il bollettino ricorda che nei giorni scorsi, specialmente nelle regioni del Centro-Sud, si sono toccati valori estremi che hanno raggiunto punte fino a 46 °C.
La concentrazione dell’afa sulle regioni meridionali e sul versante adriatico orientale influenza anche la qualità della vita: le ore più calde si mantengono lunghe e le minime notturne faticano a scendere, fattori che aumentano il disagio soprattutto per anziani, bambini e persone con patologie croniche. Il sistema di allerta del ministero, basato su indicatori meteo-sanitari, serve proprio a orientare misure di prevenzione e consigli alla popolazione nelle aree più a rischio.
Guardando oltre l’immediato, le proiezioni a medio e lungo termine indicano un possibile cambiamento della circolazione atmosferica nella seconda parte di settembre. Con l’indebolirsi dell’alta pressione è attesa la discesa di correnti atlantiche verso il Mediterraneo.
L’ingresso di aria più fredda in quota incontrerebbe però acque marine ancora anomale per temperatura, creando forti contrasti termici. Tale contrasto è il terreno favorevole per lo sviluppo di fenomeni intensi: nubifragi localizzati, temporali violenti e grandinate sono le criticità segnalate dalle tendenze modellistiche.
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