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venerdì 07 Maggio 2021

Sanremo, il pubblico ”confinato” su una nave da crociera? La conferma e le polemiche

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"La conferma che si starebbe pensando ad una soluzione del genere è gravissima" ha tuonato Michele Anzaldi, segretario della commissione di vigilanza Rai

Festival di Sanremo 2021 con il pubblico. Secondo Dagospia sarebbe allo studio l’opzione di isolare 400 spettatori su una nave da crociera e di trasferirli all’Ariston attraverso autobus blindati. In questo modo, aggirando le norme anti-Covid, si salverebbe la kermesse e il relativo giro d’affari: per Repubblicala Rai conferma” ma c’è chi grida allo scandalo.

Amadeus: “Senza pubblico Sanremo non è Sanremo”

Già a novembre, di fronte a un inatteso aggravarsi della pandemia, Amadeus aveva escluso l’ipotesi di condurre un Festival a porte chiuse. “Senza pubblico Sanremo non è Sanremo – aveva detto a Il Messaggero – questo è chiaro a tutti: azienda, sponsor, Comune. Speriamo solo di arrivare a marzo con la pandemia sotto controllo sapendo che bisognerà comunque riorganizzare tutto: teatro, sala stampa e città. La gente deve poter venire e star tranquilla e sicura. Di sicuro né i cantanti né gli ospiti dovranno salire sul palco senza nessuno davanti. Magari su mille posti se ne potrebbero occupare quattrocento”.

“Sanremo in barca”: il rumor di Dagospia

E sono proprio “quattrocento” gli spettatori che secondo Dagospia verrebbero isolati in nave fino al 2 marzo. “Antonio Marano (dirigente Rai n.d.r.) vuole dare al Festival il suo tradizionale pubblico – si legge – perché “assistere alle esibizioni con la platea dell’Ariston deserta non farebbe che aggiungere depressione a un’Italia già psicologicamente allo sbando”. Per farlo bisognerebbe “scavallare” i Dpcm del governo che vietano l’apertura dei teatri e ogni assembramento. Ecco quindi l’ipotesi: “si dovrebbero portare, previo tampone, 400 persone sulla ‘Smeralda’, una nave di Costa Crociere varata da poco”. L’idea consentirebbe nel “tenere recluse e protette centinaia di persone fino al 2 marzo, data di inizio del Festival. Allo scattare dell’ora X, grazie ai tender, gli ospiti sbarcheranno al porto e da lì, con dei pullman, saranno scaricati direttamente al teatro Ariston”.

Secondo Dagospia rimarrebbero operativi il Palafiori, la Sala Stampa, il Casinò, il palco di Piazza Colombo e pure il red carpet. “Restano ancora dei dubbi – conclude – sul se e come realizzare il Dopofestival”.

La conferma della Rai

La prova che non si tratta di una “fake news” la fornisce La Repubblica scrivendo “In Rai filtra la conferma: ‘In effetti è vero, è una delle ipotesi prese in considerazione‘” aggiungendo che l’idea proverrebbe proprio dal dirigente Antonio Marano. L’altra opzione, secondo il quotidiano, sarebbe di “smistare gli spettatori in tre o quattro alberghi, tipo testimoni dei processi” per garantire “pochi movimenti e massima disciplina”.

La reazione di Michele Anzaldi

La notizia ha suscitato l’ira di Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai. “Mentre da mesi tutti i teatri e i musei sono chiusi – ha scritto su Facebook – mentre i concerti sono vietati da tempo e c’è l’intera industria culturale in ginocchio, la ricca Rai, l’unica azienda in Italia che non ha problemi di bilancio perché è mantenuta dai soldi del canone degli italiani, vorrebbe avere una corsia preferenziale per Sanremo, aggirando la legge con una dubbia operazione che porterebbe centinaia di persone all’Ariston come pubblico”.

La conferma data alla stampa che si starebbe pensando ad una soluzione del genere è gravissima – ha continuato Anzaldi – è urgente che arrivino chiarimenti in commissione di Vigilanza. Il presidente Barachini pretenda trasparenza dai vertici del servizio pubblico. Chi garantisce che spostare ogni giorno centinaia di persone dagli alberghi o da una nave non metta a rischio la salute degli italiani? Chi garantisce che il Festival non diventerà un maxi cluster di contagi? Davvero il Festival di Sanremo è l’unico evento televisivo e musicale nel mondo che può permettersi di non rispettare le restrizioni anti covid?”.

“Il mondo intero ha dovuto anticipare la messa di Natale e la nascita del Bambinello – ha concluso Anzaldi – ma la Rai non può rinunciare alla sua Spendopoli? Quanto costerebbe un’operazione del genere?”.

Marie Jolie

 

 

 

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