Rivolta migranti in centro di Agrigento perché non accettano quarantena

ultimo aggiornamento: 07/10/2020 ore 18:21

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Rivolta migranti in centro di Agrigento perché non accettano quarantena

Rivolta di migranti scoppiata in centro di accoglienza ad Agrigento. Le immagini che girano su social e web sono molto forti. Matteo Salvini le ha commentate dicendo: “Le scene che non vedrai nei Tg. Ad Agrigento immigrati positivi Covid non vogliono rispettare la quarantena con proteste violente e sassaiole, però il governo abolisce il Decreto Sicurezza” mentre il video mostra materassi ed altre suppellettili incendiate. Nei disordini sono stati feriti tre poliziotti.

Si tratta di circa 65 migranti, per lo più tunisini, che hanno dato vita a una violenta rivolta, ad Agrigento, nel centro di accoglienza di viale Cannatello al Villaggio Mosè , lanciando contro le forze dell’ordine estintori, reti dei letti, parti di finestre mandate in frantumi, pietre e altri oggetti di ogni genere. E’ divampato anche un incendio dopo che i migranti hanno dato fuoco ai materassi tentando di lanciarli addosso agli agenti. Alcuni sono riusciti ad allontanarsi dal centro dove erano sottoposti alla quarantena. I feriti sono 3 poliziotti del reparto mobile di Palermo.


“Questa notte si è verificata l’ennesima rivolta di migranti, hanno appiccato un incendio, aggredito i poliziotti con un lancio di oggetti di ogni genere ferendone tre, prima di allontanarsi nonostante fossero in quarantena”, rende noto Valter Mazzetti, segretario generale della Federazione sindacale della Polizia di Stato. Alcuni dei migranti pare avessero finito il periodo di quarantena anti-Covid e, per l’intera giornata di ieri, hanno chiesto d’essere trasferiti in altre strutture”.

E’ scoppiato il caos, nella tarda serata. I migranti hanno tentato – e pare che sei ci siano riusciti – la fuga, hanno lanciato reti di materasso e pezzi di finestre mandati in frantumi contro i poliziotti, così come dei materassi incendiati.

“Queste vicende si verificano con una frequenza allarmante, ma invece sono ormai vissute come fossero normali, e questo è inaccettabile. La situazione attuale dovrebbe costringere a rivedere completamente i sistemi di sorveglianza in queste strutture che sono bombe ad orologeria sul piano anzitutto sanitario considerata l’emergenza coronavirus, ma anche sociale e dell’ordine e sicurezza pubblica” – dice Valter Mazzetti, segretario generale della Federazione sindacale della polizia di Stato – Quel che più ci indigna è l’apparente assoluta indifferenza per le condizioni di lavoro in cui operano le forze dell’ordine in questo settore, abbandonate completamente a rischi elevatissimi senza che si riesca a nascondere che la problematica della gestione dei migranti, aggravata enormemente dall’emergenza Covid 19, viene scaricata totalmente sulle loro spalle. La politica dell’immigrazione compete a chi ci governa, ma non è ammissibile fingere di poterla sostenere a prezzo della salute degli operatori in divisa”.


“Aggressioni intollerabili” nei confronti di chi, “in questa difficile situazione, sta operando con dedizione e professionalità anche sul fronte della gestione del fenomeno migratorio per garantire la sicurezza dei cittadini”, dice il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese dopo il ferimento di tre poliziotti che tentavano di sedare la rivolta nel centro per migranti di Agrigento. Il ministro ha poi espresso la propria “solidarietà e vicinanza” ai tre agenti.

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