Riaperture, intervista a Marco e Claudio di Mestre: “Riaprire la gelateria, simbolo di speranza e libertà”

ultimo aggiornamento: 27/04/2020 ore 17:16

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Riaperture, intervista a Marco e Claudio: "Riaprire la gelateria, simbolo di speranza e libertà"

Grazie ad una situazione in miglioramento che lascia ben sperare, ci si avvicina sempre di più ad un parziale e graduale ritorno alla normalità.

In Veneto dal 24 aprile, per effetto della nuova ordinanza del presidente Luca Zaia, è stata data una possibilità alle attività per poter tornare operativi oltre al sistema della consegna a domicilio.


È possibile ora per ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie la vendita tramite il sistema dell’asporto, il take-away, chiaramente nel rigoroso rispetto delle norme di sicurezza vigenti a causa dell’emergenza sanitaria COVID-19.

Grazie a questa nuova ordinanza si innesca un graduale processo di ritorno alla normalità per tante attività che mentre prima potevano adottare solo il servizio a domicilio, ora possono tornare al lavoro permettendo ai clienti di sfruttare il servizio d’asporto.

Le gelaterie dunque, grazie a questa nuova ordinanza, possono iniziare a tornare verso la normalità seppur al momento unicamente con il servizio take-away che garantisce però una possibilità importante considerando anche l’arrivo della bella stagione.


Marco e Claudio Zanette, della nota gelateria Chocolat Luxury gelato di Mestre, spiegano come l’attività ha reagito all’emergenza e come sarà la riapertura nel rispetto delle norme di sicurezza.

Come avete vissuto il dover chiudere la vostra attività a causa dell’emergenza COVID-19?
“Chiudere l’attività da un giorno all’altro non è mai facile, dietro un’attività come la nostra c’è un’accurata metodologia di gestione. Ci siamo trovati di punto in bianco a dover bloccare tutto, moltissime prenotazioni, lavorazioni che richiedono più giorni etc. In seguito ovviamente abbiamo perso tutta la merce con deperimento settimanale, basti pensare a panna e latte fresco, e poi quintali di gelato smaltito nei giorni a seguire. Il gelato può durare molto nei freezer, ma è soggetto comunque ad una riduzione qualitativa della struttura interna e se non è perfetto non si vende”.

“Poi quando ci si trova a buttare tantissime cose, tutto quello che ovviamente non siamo riusciti a donare, si fa vivo il pensiero delle famiglie che dipendono dai nostri locali, comprese le nostre. Arrivano le fatture da pagare, fornitori, stipendi, affitti… tutto va avanti come se l’attività fosse aperta, ma senza incassi. Si vive uno stato di angoscia perché sappiamo bene che non possiamo resistere molto. La nota positiva è stata senz’altro il poter stare un periodo così lungo a casa con la famiglia, dal momento che siamo abituati a passare le nostre giornate a lavoro.”

Avete adottato il sistema della consegna a domicilio? Ci sono state molte adesioni?
“Quando la situazione si è “stabilizzata”, siamo stati tra i primi ad adottare un sistema di consegne a domicilio, ci siamo rimboccati nuovamente le maniche, abbiamo preparato tutto il gelato in quantità ridotte e con l’aiuto dei social siamo riusciti ad organizzare un ottima gestione delle ordinazioni. Ovviamente gli incassi da questo tipo di servizio, sono esigui, ma sempre meglio di niente.”

Com’è stato poter finalmente riaprire con la modalità dell’asporto?
“Poter riaprire è stato bello anche se in parte si soffre nel vedere il locale aperto ma vuoto. Sabato abbiamo lavorato molto! Il problema è stato il mancato preavviso che ci ha trovati impreparati con scarsità di materie prime che venivano prima acquistate in modeste quantità.”

Come vi sembra ora e come pensate sarà lavorare convivendo con le misure di sicurezza?
“Al giorno d’oggi lavorare è sicuramente più complicato, soprattutto il poter servire un cliente alla volta. Per quanto riguarda le misure igienico sanitarie, per noi non c’è molta differenza: chi lavora nel settore alimentare è abituato alla sanificazione degli ambienti di lavoro, all’utilizzo di guanti monouso e mascherine, e così via. Le mascherine che prima si utilizzavano solo in laboratorio, adesso le dobbiamo utilizzare anche nella vendita, ma non è un problema. Sicuramente il danno maggiore sarà causato dalle distanza di sicurezza che ridurrà notevole i posti all’interno dei locali.”

Che significato ha per le persone, dopo tutto questo tempo, vivere le piccole cose quotidiane come poter uscire a comprare un gelato take-away?
“Gelato e caffè per la gente sono sembrati una rinascita! Il caffè e il gelato sono simboli dell’Italianità, e la gente li vive come una libertà! È stato veramente bello vivere questa voglia di libertà con i nostri clienti, in particolare dei più piccoli, che finalmente trovano un momento di felicità dopo una lunga quarantena.”

Alessia Tosi

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