Referendum oggi, come si vota. Regole e cifre

ultimo aggiornamento: 17/04/2016 ore 08:52

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Referendum oggi, come si vota. Regole e cifre

Oggi, domenica 17 aprile, si apriranno le urne – dalle ore 7 alle 23 – per lo svolgimento del referendum abrogativo sulla durata delle trivellazioni in mare.
Il ‘referendum delle trivelle’, così come comunemente detto, nello specifico prevede la cancellazione – mediante un unico quesito – dell’articolo 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006 numero 152 (Norme in materia ambientale).

“Non si capisce il quesito del referendum”, ci viene riferito talvolta.
In particolare il quesito riportato sulla scheda chiede:
‘Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?’.


Traduciamo in parole semplici vista l’accusa che si sente rivolgere spesso alle istituzioni per voler complicare le cose, oppure addirittura di stravolgere il senso del voto dovendo votare un ‘No’ per dire un ‘Si’, oppure un ‘Si’ per dire un ‘No’.

Gli elettori possono esprimere il loro parere sull’abrogazione dell’articolo 6 comma 17 del «Codice dell’ambiente», che riguarda l’estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia nautiche dalla costa italiana, pari a poco più di 22km.

Se si vota SI (sperando che vinca il SI) cosa succede?
Le piattaforme oggi attive continueranno a lavorare fino alla normale scadenza della concessione, o dell’eventuale proroga già ottenuta, ma poi non potranno più operare e andranno smantellate anche se il giacimento non è esaurito. Se passa il sì, si potranno ancora cercare ed estrarre idrocarburi al di là delle 12 miglia e sulla terraferma.


Se si vota NO (sperando che vinca il NO oppure sperando che il referendum non raggiunga il quorum) cosa succede?
La situazione rimane inalterata. Le piattaforme non vengono smantellate dopo la scadenza del contratto. Vi saranno eventuali richieste di rinnovo delle concessioni che saranno valutate secondo l’iter stabilito, ed eventualmente fatte proroghe per le estrazioni.

Ma riguarda anche noi? Quali sono le trivelle interessate?
21 delle 66 esistenti, 7 in Sicilia, 5 in Calabria, 3 in Puglia, 2 in Basilicata, 2 in Emilia Romagna, 1 nelle Marche, 1 in Veneto

Per votare al referendum è necessario presentarsi al seggio con tessera elettorale e documento di identità.

Nel caso ve ne fosse bisogno, è possibile rinnovare la tessera elettorale presso gli uffici elettorali dei Comuni di residenza. E’ opportuno poi che gli elettori che hanno necessità di rinnovare la tessera elettorale si rechino per tempo presso l’Ufficio elettorale del Comune di residenza, che comunque sarà aperto dalle ore 9 alle 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e domani – giorno del voto – per tutta la durata delle operazioni, quindi dalle 7 alle 23.

Il corpo elettorale, composto da tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto la maggiore età, è pari complessivamente a 46.732.590; a questi vanno aggiunti 3.898.778 di elettori residenti all’estero, che però dovranno esprimere il proprio voto per corrispondenza.
Il numero dei giovani che per la prima volta andranno al voto è pari a 828.519.

Alla consultazione referendaria potranno partecipare anche gli italiani residenti temporaneamente all’estero – come ad esempio gli studenti Erasmus – che tuttavia dovevano aver
inviato entro il 25 febbraio una richiesta al proprio comune di residenza per ricevere il plico con la scheda. Questa possibilità è stata resa possibile grazie a una recente riforma
della legge elettorale.

Lo scrutinio dei voti inizierà al temine delle operazioni di voto, quindi già a partire dalle ore 23 di domani. I dati sull’affluenza verranno resi noti dal Viminale alle ore 12, 19 e
alle 23.

In ogni caso affinché la proposta soggetta a referendum sia approvata occorre che vada a votare almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto e che la maggioranza dei votanti si
esprima con un ‘Sì’.

E’ anche bene ricordare che la legge di stabilità 2014 (articolo 1, comma 399 della legge numero 147 del 27 dicembre 2013) ha previsto che “a decorrere dal 2014 le operazioni di voto in occasione delle consultazioni elettorali o referendarie si svolgono nella sola giornata della domenica”, dalle ore 7 alle 23.

Paolo Pradolin

17/04/2016

(cod referere)

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