Recoba, un uruguaiano in laguna

ultima modifica: 31/10/2020 ore 15:09

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Amarcord Venezia calcio: la meravigliosa salvezza del 1998-1999

Il calcio nella laguna veneziana è, come in tutta Italia, uno spettacolo di quelli importanti, nonostante la squadra locale non abbia mai raggiunto grandissimi traguardi. Tuttavia, c’è stato un tempo in cui, sotto la gestione dell’imprenditore Maurizio Zamparini, il Venezia calcio ha vissuto un’epoca molto felice. È stato a metà degli anni ’90, quando gli arancioneroverdi tornarono in Serie A nell’estate del 1998 per dare vita a una delle più belle stagioni di sempre sulla laguna.


Nell’annata successiva in massima serie, dopo un inizio stentato, arrivò un campione che avrebbe cambiato per sempre la percezione dello spettacolo calcistico a Venezia. Parliamo di Alvaro Recoba, uruguaiano acquistato un anno e mezzo prima dall’Inter e pallino di Massimo Moratti, il quale però non aveva trovato la continuità totale in nerazzurro.  

Dotato di un sinistro strepitoso, il sudamericano era stato scovato dagli scout dell’Inter, una delle favorite di quest’anno per lo Scudetto secondo le scommesse sul calcio di Betfair. Il suo approdo in laguna, tuttavia, fu fondamentale nel dargli molta fiducia e, soprattutto, un posto da attaccante titolare libero nei movimenti, del quale aveva bisogno per rendere al meglio.


Dopo aver indossato la maglia dei Leoni Alati a gennaio, l’uruguaiano rinacque, dando vita a un vero e proprio show fatto di dribbling, giocate impensabili e goal, con un bottino totale di 10 centri in 19 incontri.

Prima di arrivare al Penzo, Recoba quell’anno aveva disputato solamente una partita con l’Inter, una squadra nella quale non rientrava nei piani dell’allenatore Luigi Simoni. A Venezia, tuttavia, agli ordini del sapiente Walter Novellino, il mancino di Montevideo trovò la sua dimensione, grazie anche all’ottimo lavoro di una squadra che poteva contare su elementi affidabili come Gianluca Luppi, Francesco Pedone e l’attaccante Filippo Maniero, con il quale il mancino formò una splendida coppia d’attacco.

La salvezza raggiunta alla grande a fine stagione fu un capolavoro, con Recoba attore protagonista, come dimostrato in tante occasioni tra le quali spicca quella di una strepitosa tripletta alla Fiorentina.
Dopo il grande rendimento durante quei mesi in laguna, dove l’uruguaiano si era sentito come a casa, il ritorno all’Inter fu obbligato, e da quel momento in poi il fantasista sudamericano cominciò a fare sul serio.

L’annata seguente all’Inter lo vide giocare 27 partite e segnare 10 reti in campionato, e da quel momento il suo rendimento gli permise di scalare la classifica dei calciatori più pagati del momento, piazzandosi al primo posto dal 2001 al 2003.


Specializzato nei calci di punizione e dotato di una tecnica individuale squisita, il “Chino”, come  lo chiamavano in patria per via degli occhi a mandorla che sfoggia, avrebbe vinto due campionati con l’Inter prima di lasciare i nerazzurri nel 2007 e andare al Torino.

Quanto visto a Venezia, tuttavia, fu unico: Recoba aveva bisogno di un ambiente sereno e tranquillo per poter esplodere e solamente alla fine della carriera avrebbe ottenuto altre soddisfazioni a livello di titoli in Uruguay con il suo amato Nacional.

A Venezia, tuttavia, ancora oggi i tifosi della squadra locale lo ricordano con amore come il più grande fenomeno calcistico passato per la laguna. 

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