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Gigafactory, laboratori di Tesla, in Texas: improvvisamente un ingegnere è stato attaccato da un apparato robotico, ferito alla mano e al braccio con un artiglio d’acciaio, ed ha lasciato una scia di sangue sulla pavimentazione della fabbrica. Il fatto è stato reso noto dal tabloid Daily Mail, il quale ha riportato che l’incidente, avvenuto un paio d’anni fa ma trapelato solo ora, è avvenuto mentre l’ingegnere stava riprogrammando software su due macchine disabilitate. Il patron di Tesla, Elon Musk, ha minimizzato l’accaduto, scaricando la responsabilità sull’incidente su un braccio robotico industriale Kuka ed escludendo il coinvolgimento del robot umanoide Optimus creato dall’azienda in quei laboratori.
Il racconto degli spettatori oculari descrive una scena orribile, in cui due colleghi hanno dovuto premere il bottone d’emergenza per disattivare l’apparato feritore per liberare l’ingegnere dagli artigli del robot. La testimonianza parla di una “scia di sangue” lasciata sul pavimento, ma i documenti ufficiali della Tesla affermano che l’impiegato ha riportato solo una ferita alla mano, senza necessità di giorni di malattia.
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Nonostante questo, secondo l’avvocata Hannah Alexander, rappresentante dei lavoratori a contratto della fabbrica di Austin, ci sarebbero stati anche altri incidenti.
La sicurezza sul lavoro presso Tesla è stata oggetto di critiche frequenti, con accuse di scarsa trasparenza nel rendiconto degli incidenti. Le statistiche indicano un tasso di infortuni superiore alla media del settore nelle fabbriche Tesla, come evidenziato da un rapporto dell’Agenzia federale per la sicurezza e la salute sul lavoro (Osha). Nello stabilimento di Austin, un lavoratore su 21 avrebbe subito un infortunio nel corso dell’anno passato, superando significativamente la media del settore di uno su 30.
La questione della sicurezza è rilevante anche nell’ottica dell’aumento dell’automazione, con l’uso sempre più diffuso di robot industriali negli Stati Uniti, come sottolineato dal Centro per la ricerca sulla robotica occupazionale. La paura è che ciò possa portare a un aumento degli incidenti, specialmente con l’integrazione di robot collaborativi e esoscheletri motorizzati negli ambienti di lavoro.
Il caso della Tesla ha richiamato l’attenzione su uno dei principi fondamentali della robotica, come stabilito da Isaac Asimov più di mezzo secolo fa: le macchine non devono recare danno agli esseri umani. Una regola che, si teme, esista solo nella letteratura di genere. L’incidente solleva quindi interrogativi importanti sulla sicurezza dei lavoratori nelle fabbriche ad alta automazione e sull’effettiva responsabilità delle macchine coinvolte in tali episodi.
Elon Musk ha respinto tutte le accuse, attribuendo la colpa a un braccio robotico Kuka anziché al suo robot umanoide Optimus.
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