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Insonnia: cosa prendere per dormire? A cura del dott. Angelo Mercuri

In questi mesi estivi, a causa del gran caldo, delle zanzare, della movida rumorosa, la difficoltà di dormire è molto diffusa e forte è la tentazione, di fronte alla triste prospettiva di affrontare la giornata successiva storditi e stanchi, di assumere qualcosa per dormire presto o meglio. Le sostanze in assoluto più usate sono le […]

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In questi mesi estivi, a causa del gran caldo, delle zanzare, della movida rumorosa, la difficoltà di dormire è molto diffusa e forte è la tentazione, di fronte alla triste prospettiva di affrontare la giornata successiva storditi e stanchi, di assumere qualcosa per dormire presto o meglio.

Le sostanze in assoluto più usate sono le benzodiazepine (Lexotan, Valium, Minias, En, Xanax, ecc.) che ci rendono meno irritabili ed emotivamente più rilassati quindi meno sensibili ai disturbi esterni favorendo l’addormentamento. Di solito poi, al mattino ci si sente svegli e più riposati anche se in realtà la qualità del sonno sotto l’effetto delle benzodiazepine è scadente. Esse inoltre accelerano l’addormentamento ma non prolungano il sonno, anzi: lo possono accorciare perché, come l’alcool, passato l’effetto ipnoinducente, danno un effetto rimbalzo che ci fa svegliare prima del dovuto. Hanno il vantaggio però di essere molto efficaci anche al bisogno, le possiamo assumere cioè estemporaneamente se il sonno non arriva o si interrompe troppo presto.

Melatonina. L’utilizzo di melatonina è molto diffuso ma gli studi dicono che è in grado solo di accorciare il tempo di addormentamento ma non di prolungare o rendere migliore la qualità del sonno. Inoltre, essa è realmente efficace solo negli anziani perché l’epifisi, ghiandola del cervello che la produce e la rilascia in circolo quando ci troviamo al buio, va incontro ad atrofia con gli anni calando drasticamente la propria efficienza dopo i sessanta. Non avrebbe dunque senso utilizzare melatonina in gioventù.

Daridorexant (Quviviq). E’ una molecola immessa recentemente sul mercato che favorisce il sonno antagonizzando l’effetto dell’Orexina, ormone prodotto dall’ipotalamo il cui compito è quello di regolare lo stato di veglia. Daridorexant agisce delicatamente, lentamente, non è certo un farmaco da assumere al bisogno, anzi, solo un suo uso continuativo può migliorare una condizione di insonnia cronica ripristinando lentamente la fisiologia del sonno; è insomma un tentativo non sempre coronato da successo, per insonnie di vecchia data. Purtroppo, attualmente, ha un costo assai elevato considerando anche che è solo un tentativo e la cura deve protrarsi per diverso tempo.

Trazodone (Trittico). E’ un farmaco molto usato soprattutto per dormire meglio nonostante la sua indicazione ufficiale sia per la depressione. Non è una benzodiazepina e l’effetto immediato è dovuto soprattutto alle sue proprietà anti-istaminiche, anti-adrenergiche nonché all’azione immediata su certi recettori della serotonina con funzione ansiolitica. Se l’uso è continuativo per 1-2 settimane, può subentrare un piacevole effetto di miglioramento dell’umore per la sua (blanda a dosaggio abituale) attività serotoninergica. E’ consigliabile assumerlo nella formulazione a rilascio prolungato al dosaggio che va da 25 a 75 mg. Trittico esplica la sua azione in modo completo solo se assunto continuativamente per diversi giorni. Ha azione anticolinergica minima quindi non provoca tachicardia e stipsi, non rende difficoltosa la minzione e non ha particolari controindicazioni in ambito oculistico. Per la sua azione anti-adrenergica però, trazodone tende a dare un po’ di congestione dei capillari, cosa di per sé innocua ma per alcuni soggetti predisposti (deviazioni del setto, ipertrofia dei turbinati o rinite vasomotoria) fastidiosa perché può rendere più difficoltosa la respirazione col naso.

Mirtazapina. Ufficialmente è un farmaco antidepressivo ma viene molto utilizzato nell’insonnia per la sua potente attività antistaminica. Anche mirtazapina esplica il suo massimo effetto se assunta continuativamente per diversi giorni; la sua efficacia iniziale sul sonno tuttavia non si mantiene inalterata per molto tempo a causa dell’abituazione dei recettori istaminergici. Proprio per la sua potente azione antistaminica, Mirtazapina fa aumentare appetito e peso in modo marcato. Anche mirtazapina ha proprietà anticolinergiche minime come trazodone quindi anch’essa non provoca tachicardia e stipsi, non rende difficoltosa la minzione e non ha particolari controindicazioni in ambito oculistico.

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Amitriptilina (Laroxyl e altri). E’ un vecchio antidepressivo triciclico che a dosaggio basso viene spesso usato per dormire in quanto ha una potente azione anti-istaminica e anti-adrenergica, come Trittico. Tuttavia, amitriptilina ha anche una potente azione anti-colinergica quindi può dare un po’ di tachicardia, stipsi, bocca asciutta, difficoltà di minzione (soprattutto nel caso di ipertrofia prostatica) e può avere controindicazioni oculistiche. Tenere sempre conto che il tutto è dose-dipendente quindi ai bassi dosaggi sufficienti per dormire (10-30 mg) il più delle volte gli effetti collaterali sono quasi nulli.

Antipsicotici a basso dosaggio (olanzapina, quetiapina, promazina, ecc.). Anche questi farmaci vengono spesso utilizzati a dosaggio basso per dormire meglio per le loro proprietà anti-istaminiche e anti-adrenergiche anche se, a differenza di trazodone e mirtazapina, possono abbassare il tono dell’umore per la loro attività anti-dopaminergica. Hanno inoltre proprietà anti-colinergiche con le relative controindicazioni nominate a proposito di Amitriptilina (Laroxyl e altri). Soprattutto olanzapina inoltre, anche al basso dosaggio usato per dormire, tende a far aumentare di molto l’appetito e il peso. Diciamo che sono farmaci da riservare ai casi di insonnia associata a disturbi psico-emotivi di un certo rilievo.

Concludo sottolineando alcune avvertenze:

1) Il breve elenco su riportato non è certo completo ma raccoglie le molecole forse più note al grande pubblico.

2) Se l’insonnia è associata a disturbi psico-emotivi di un certo rilievo (depressione, ossessività, psicosi, ansia cronica) è necessario curare la patologia sottostante e non semplicemente tamponare il sintomo insonnia con farmaci aspecifici e palliativi.

3) Qualsiasi terapia va concordata col vostro medico curante.

A. Mercuri

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Dott. Angelo Mercuri
Dott. Angelo Mercuri
Angelo Mercuri, medico e psicoterapeuta, si è laureato e specializzato a Padova; vive e lavora tra Venezia e Mestre. Medico, psicoterapeuta e scrittore, si occupa principalmente di psicofarmacologia e del rapporto tra stile di vita, ambiente e disagio psico-emotivo. Sito internet:  www.angelomercuri.it      mail: info@angelomercuri.it
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