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Profughi Lampedusa, Verona, Padova e Vicenza si attrezzano. 30 euro più Iva al giorno a testa

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prefettura sede palazzo del governo

Dopo la pioggia di no ricevuta ieri dal prefetto Domenico Cuttaia da parte di molte cittadine del veneziano, riguardo allo spartirsi ed ospitare i circa 130 profughi che arriveranno a Jesolo, qualche spiraglio di luce sembra oggi provenire dalla provincia veronese.

La Prefettura di Verona sembra infatti disposta ad ospitare inizialmente circa una trentina di profughi provenienti dai centri d’accoglienza di Lampedusa.

Nelle lettere scritte dai prefetti di tutta Italia si chiede aiuto ed assistenza per poter accogliere le migliaia di rifugiati sbarcati sulle coste del Sud, “per il triennio 2014/2016”.

Più specificatamente nella lettera è indicato che: “si invita a voler segnalare […] l’eventuale disponibilità di strutture, preferibilmente non alberghiere, da destinare alla possibile accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.
Si evidenzia l’opportunità di individuare strutture con una capienza media di 20/50 persone e comunque non superiore a 100.”

Il prefetto del capoluogo scaligero, Perla Stancari ha risposto positivamente alla lettera del Ministero, dicendo di aver già comunicato a Roma la disponibilità di 30 posti letto, sparsi nei vari Comuni del veronese.

La cosa più importante, è che nell’accordo firmato con il Ministero dell’Interno, è previsto un rimborso di 30 euro più Iva pro capite al giorno per ogni profugo, comprensivo di vitto, alloggio, gestione amministrativa dell’ospite, mediazione linguistica, assistenza per la richiesta di asilo, fornitura di abbigliamento, biancheria e un kit per l’igiene.

Ad essi vanno aggiunti 2,5 euro in contanti da dare quotidianamente a ogni ospite e 15 euro per la ricarica telefonica solo all’arrivo.

Il vice prefetto di Padova, Francesca Iacontini ha detto parzialmente sì, ma solamente se si potranno ristabilire i centri dismessi dopo l’accoglienza delle 280 persone ospitate nel 2011.

La pensa così anche la Prefettura di Vicenza, che afferma come questa lettera sia in verità una mossa preparatoria del Ministero per riuscire a capire pressappoco il numero di aiuti provenienti dalle varie città italiane.

Alice Bianco

[21/01/2014]

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