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Ponte Calatrava, non c'è pace. Cignoni: avanziamo 11 milioni dal Comune

Non c’è pace tra Santiago Calatrava e Venezia, dove lo scenografico (e controverso) ponte da lui progettato sul Canal Grande continua ad essere motivo di polemiche, e di bacchettate dei giudici contabili.

La Corte dei Conti ha infatti presentato il conto all’archistar catalano. Dopo l’assoluzione in primo grado, Calatrava è stato infatti condannato in appello dai giudici contabili al pagamento di una multa di 78mila euro per danno erariale nella realizzazione del Ponte della Costituzione, il quarto ponte sul Canal Grande di Venezia.

Il ponte della Costituzione aveva da subito fatto parlare per residenti e turisti rimasti vittime degli scivolosi gradini in vetro del ‘Calatrava’. La Corte dei Conti indagava, intanto, un danno da 400mila euro, relativo ad uno dei lotti dei lavori di realizzazione, e alle perizie che erano via via seguite.

Una cifra irrisoria rispetto ai 3,9 mln di danno stimati nel primo grado, dove però tutti erano stati assolti.

Fortemente voluto dalla Giunta Cacciari, nel 2008 il ponte era costato alla fine oltre 11 milioni rispetto ai 6,7 previsti.

Nella odierna sentenza, la Corte ravvisa che le variazione dei costi in corso d’opera e la scelta dei materiali sono state sottostimate.

La multa riguarda una “macroscopica negligenza” – scrivono i giudici contabili – perché l’architetto viene ritenuto responsabile di un aggravio di costi legati alla sottostima delle dimensioni di alcuni tubi, ma anche dei tempi di usura dei gradini, in parte in vetro, che avrebbero dovuto durare almeno 20 anni, e che invece fin da subito hanno richiesto costose sostituzioni e rattoppi, oltre a dimostrarsi micidiali per la scivolosità con la pioggia o l’umidità.

Il Comune è stato costretto a sostituirli o a rattopparli, anche con lastre da carpenteria in Ponte della Costituzione o della sopravvivenza: dopo i vetri, le strisceacciaio, (nulla di artistico o architettonico) e ora si prepara a cambiarli definitivamente, con altri, questa volta tutti in pietra.

Nella sentenza, viene sottolineato che la negligenza è “tanto più grave e meritevole di essere stigmatizzata” perchè proveniente “da uno stimato professionista di fama mondiale di elevatissima competenza, con lunga e provata esperienza proprio nella costruzione di ponti”.

Con Santiago Calatrava è stato sanzionato anche un ingegnere del Comune di Venezia (11mila euro) perchè ritenuto responsabile dei mancati ribassi sull’asta di una parte dei lavori.

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